Emanuele's profileLa mia parte intollerant...PhotosBlogListsMore Tools Help

Blog


    September 24

    Luna

    Quando tutto il mondo non esiste più...
    Quando il freddo scompare e al suo posto un caldo tepore viene a farti compagnia...
    Quando l'unica luce che ti illumina è quella della Luna, tanto splendente da far brillare gli occhi di chi è lì con te a condividere un momento di passione...
    Quando il vapore appanna i finestrini...
    Quando la musica dell'autoradio crea un'atmosfera speciale...
    Quando le stelle stanno a guardare ed il cielo ad ascoltare...
    Quando il suono è quello di due respiri profondi, delle risate e del solletico...
    Quando le dita fredde si scaldano nelle mani di una donna...
    Quando il panorama fa la sua porca figura...
    Quando la forza di una passione tocca l'estasi dei sentimenti...
    Quando un bacio è qualcosa di più...

    "Tu non lo sai quanto mi piace quando ti perdi a fare finta di essere semplice, calma, morbida... Come un mistero da decifrare, tu sei la Luna ancora da esplorare... Aspettami, voglio salire lassù, e non tornare più..."

    September 17

    Appartenere

    Questa cosa m'è venuta in mente con il Palio, ma ha solo confermato una delle tante strane filosofie che mi frullano in testa.
    Io, come persona, credo molto nell'appartenenza alle cose, addirittura ai sentimenti. Volete un esempio? Tifare una squadra di calcio. Può essere bello, ma mai come sentirsi italiani quando gioca la Nazionale. Provo addirittura fastidio quando, ad esempio, un milanista residente, che so, a Bastia, si rivolge a un interista o ad uno juventino assisano, dicendo: -"Voi dovete cambiare allenatore!" Oppure... -"Domenica non avete giocato bene".
    Voi chi?
    Si legge chiaramente, nel mio esempio, il concetto di appartenenza.
    Ho smesso di tifare da parecchio tempo, qualche anno, perché non mi sento partecipe di una squadra di calcio, perché non ho radici vere e proprie nel Perugia che tifavo (vedete? Perugia, non la Juventus che tifavo quando ero piccolo). Lo stesso vale, guardacaso, per una festa paesana. Non potrei sentirmi Portellano se non avessi le mie radici qui a Borgo I°Maggio.
    A volte, però, le radici non bastano e, a dare il sentimento di appartenenza, sono proprio le emozioni. Vuoi perché da piccolo hai vissuto maggior parte del tuo tempo in un posto, vuoi perché ci sono delle persone che ti hanno accolto meglio in un posto X piuttosto che in un Y, sta di fatto che le emozioni contano nel concetto di appartenenza.
    A quel punto potrei comodamente sentirmi Monciovetano, Santangelano o addirittura Sanrocchino. Era per fare un esempio.
    Appartenere significa condividere un'esperienza, sentirsi partecipi di qualcosa, provare dei sentimenti quando questo "qualcosa" varia il suo stato. Si può essere partecipi anche dell'amore, si appartiene a una love story e se ne soffre di conseguenza.
    L'amicizia è un modo di appartenere a una relazione. Un saluto non deve essere ipocrita, perché se è ipocrita non è puro. Puro? Sì, puro. La purezza di un rapporto è la sincerità che c'è dietro. Per questo, magari, anche sbagliando, non saluto persone che tuttavia conosco, perché non ho ancora raggiunto quel "livello di fiducia" necessario a tale scopo.

    Purtroppo questo atteggiamento mi porta a escludere tante cose, tanti valori che magari non sento miei anche se collettivi, come è successo per la Fede, come è per il concetto di lavoro, di divertimento, di sincerità e così via. Tuttavia il pregio sta nel credere veramente a ciò che sento MIO e donare tutto me stesso in tutto ciò a cui appartengo.

    Saluti e baci.

    September 12

    Palio De San Michele, Bastia Umbra show

    E' settembre e a Bastia Umbra si respira, oltre alla solita aria colma di fumi e tanti strani odori, anche una strana atmosfera... Sembra colorata, sembra tradizione.
    Sa di ferro?
    sa di frullino?
    sa di Bostik?
    sa di sudore?
    sa di saldature?
    Sa di tutto quello che una magnifica festa può regalare a chi la sente sulla pelle, da buon rionale, assaggiandola ogni secondo dalla preparazione della sfilata, durante i giochi e in quei fiumi d'adrenalina che può offrire una staffetta 4x400 in piazza come la lizza.
    E' l'aria del Palio. NIENTE DI MEDIOEVALE! Finalmente una festa originale dove ci si diverte senza spade, scudi e costumi tradizionali. Una festa fatta di tutta la volontà di migliaia di rionali agguerriti e volenterosi, per conquistare il tanto ambìto Palio de San Michele e di dare spettacolo con il loro calore e le loro epocali battaglie in piazza.
    46 anni fa si sfilava con "i carri" trascinati dai buoi, tutti i rioni uno dopo l'altro, tutti in una notte; si finiva alle 5 di mattina! (testimonianza dei nonni :D). Col tempo sono cambiate le regole, la lizza, i giochi e le sfilate ma il palio è rimasto sempre qualcosa di speciale per molti bastioli che accompagnano questo periodo con poche ore di sonno, tanto lavoro, tanto sacrificio, solo per rendersi partecipi di questo piccolo grande avvenimento tanto atteso per 354 giorni.
    Dal 20 al 29 settembre Bastia è pitturata dei 4 colori dei rioni. Il blu rappresenta il rione Portella (il mio), il rosso Moncioveta, il Verde San Rocco, il giallo Sant'Angelo. I nomi derivano rispettivamente da: la piccola "porta della piazza" (Portella), il fiumiciattolo che un tempo scorreva dalla parte opposta della Portella, infatti il Moncioveta è sul lato opposto della città, e le due chiese assidue alle rimanenti due entrate della Piazza di Bastia Umbra, anch'esse opposte l'una all'altra.
    Già da qualche giorno si riesce a sentire qualcosa di diverso a Bastia, basta camminare in piazza per percepire la fibrillazione, quella luce che illumina la chiesa, tipica delle giornate di settembre, con l'estate che se ne va e l'autunno alle porte.  Chi non la sente non è semplicemente partecipe della festa o non è di Bastia, ma non sa cosa si perde. Tutto inizia con la cena della discordia, in piazza, tra tutti i rioni. Da lì, si può dire che è proprio ARIA DI PALIO.

    Le sfilate sono il frutto del durissimo lavoro della maggior parte dei rionali coinvolti nel palio, che lavorano per un mese e più nei rispettivi "piazzali", vere e proprie officine, cantieri di lavoro, dove vengono costruiti dei magnifici "carri", scenografie della sfilata, così come vengono cuciti e decorati i costumi che verranno indossati dai protagonisti e non delle sfilate. Le prove dei balli, delle battute, ma non solo! I piazzali sono il punto di ritrovo anche per provare i giochi: tiro alla fune, "muratore", albero della cuccagna e, infine, su percorsi a parte, scelti appositamente per distanza e pendenza, la famigerata lizza: una corsa spettacolare, avvincente e, permettetemi, faticosissima, a staffetta su quasi 400 metri. Due virate, una piazza da percorrere, un testimone da far arrivare, degli avevrsari da battere.
    Non dimentichiamo il Minipalio, un'occasione per far vivere ai ragazzi più piccoli le emozioni dei giochi e della minilizza, lo stesso avvincente e lo stesso coinvolgente.
    Ah, dimenticavo! Le taverne! Do se magnaaa!!! Ovviamente ce n'è una per rione.

    Negli ultimi anni questa festa ha raggiunto un alto livello di spettacolarità. Chi partecipa ha contribuito all'evoluzione del Palio che, spero, non stia diventando una festa "commerciale". Non siamo qui per turismo, siamo qui per divertirci. Molti bastioli non sanno nemmeno dell'esistenza di tutto ciò e di appartenere a un rione. Noi vogliamo rendere questa festa ugualmente degna di essere ricordata come una delle più spettacolari, originali e divertenti che si possano trovare in tutti i paesi d'Italia.
    Non portateci via anche questo, dopo ad aver distrutto una buona fetta di Bastia per costruire palazzi, palazzi e ancora palazzi. Lasciateci i nostri divertimenti in questo paese in cui non è rimasto nient'altro che questo!

    Tra il Bostik, i nastri colorati, i ferri, le saldature, i sudore dei giochi, della lizza e, perché no, dei carristi, auguro a tutti i bastioli di vivere al meglio, come ogni anno, questa magnifica festa, nella speranza che non venga infangata da qualche speculatore, negli anni a venire. Non glielo permetteremo. Le tifoserie, come sempre, incandescenti e agguerrite, a fare il tifo sugli spalti coi cori e le bandiere (anche coi petardi), tra le urla e l'emozione di tifare il proprio rione.

    ORA E SEMPRE, FORZA PORTELLA!!!

    September 05

    Annuncio

    CAMPAGNA PER LA SENSIBILIZZAZIONE ALLA GUERRA RIONALE, TELEMATICA E PSICOLOGICA DEL POPOLO PORTELLANO
     
    Colorate il vostro Nome di MSN in questo modo:
     - Colore del testo = Bianco
     - Grassetto
     - Colore di sfondo n°12
     
    Quindi, il codice da scrivere è:
     
    [a=12][b][c=0] qui ci mettete il vostro nome come più vi piace [/a][/c][/b]
     
    DIAMOCI DA FARE, PORTELLANI ALLA RISCOSSA!!!
    ANCHE SE NON VINCIAMO SI DEVONO RICORDARE DI NOI!!!
     
    Forza Portellaaaa!!!