Emanuele's profileLa mia parte intollerant...PhotosBlogListsMore Tools Help

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    July 24

    Silenzio notturno

    Una di queste notti sono tornato particolarmente tardi, erano le 3 e un quarto. Sono stato a casa di una amica a vedere un film e, una volta finito, tutti a nanna ognuno a casa sua. Non è tanto il film o la serata che mi ha colpito, quanto il silenzio che ho sentito mentre tornavo a casa. C'era un'atmosfera magnifica che mi ha bloccato in mezzo al cortile, appena dopo aver parcheggiato la macchina; per qualche secondo sono rimasto fermo a contemplare tanta calma, tanto sonno, tanto buio in mezzo alla strada. Gli unici colori che riuscivo a vedere erano quelli delle poche cose illuminate dai pallidi lampioni; sporadiche luci provenienti dalle finestre di qualche appartamento con dentro qualche nottambulo o, molto più semplicemente, qualcuno che si è addormentato davanti alla TV accesa, contribuivano a quel pallore così notturno, così strano. Nessun suono, nessuna voce, nessuna macchina lungo le strade, nemmeno in Via Firenze, strada che bene o male è sempre trafficata. Io, in mezzo alla strada davanti casa mia come un cretino, fermo ad ascoltare il silenzio. Nemmeno i grilli avevano più voglia di farmi ascoltare le loro "sinfonie"; rimanevano lì a nascondersi nel prato umido. Tutta la natura era ferma, immobile, bloccata nel cuore della notte. Magari un gatto ha aperto un occhio e mi ha studiato, come fanno loro, senza farsi vedere. Guardando le finestre dei palazzi intorno a me ho immaginato tante persone dormire al di là dei muri, immersi nei loro sogni e nel loro profondo riposo.
    Questo è stato uno di quei momenti in cui mi sono sentito sereno, libero da ansie e da stress. Mi basta poco per essere così, l'importante è che mi senta veramente lontano dagli sguardi della gente o dai giudizi dei soliti ignoti. E' un po' come giocare a nascondino col mondo: ho trovato un momento in cui non mi poteva assolutamente trovare e mi sono goduto i miei attimi di libertà.
    Anche il tatto ha trovato una freschezza in questa notte di mezza estate, che mi ha inebriato i sensi; spariscono di colpo le gocce di sudore delle giornate afose, il caldo e l'afa insopportabile, per lasciare spazio al tiepido e statico clima notturno. Il respiro è calmo, il battito del cuore è chiaro, regolare, lo posso sentire adesso in questa serenità.
    Leggero ho assaporato questo momento e, come tutti i comuni mortali, mi sono andato a riposare, rompendo questa semplice magia che si era creata in quella notte silenziosa.

    July 14

    Preghiera

    Per quanto io non sia un ragazzo di Chiesa e per quanto io non partecipi alle Sante Messe della domenica, mi sto riavvicinando in qualche modo alla mia Fede, perduta già da qualche anno. Dal 10 al 17 agosto sarò coinvolto in una esperienza a mio parere straordinaria, anche per il fatto che è la prima volta che faccio da animatore in un campeggio estivo. Sento che questa sarà una grande settimana sia dal punto di vista spirituale che morale, dove potrò consolidare le mie amicizie e crearne altre. Ci sarà l'occasione, per me, di ricominciare a pregare.
    Ma cos'è, in fondo, una preghiera?
    Forse è un modo per cercare una sorta di "grazia", un'implorazione, l'invocazione dello Spirito Santo per uno scopo preciso, qualcosa di più profondo del semplice pensare, qualcosa che non è nemmeno qualcosa, proveniente dall'anima.
    Fin da bambini, almeno fino a qualche anno fa, la preghiera si insegnava al catechismo; mi ricordo ancora quando anche la mia cara nonna me le insegnava a memoria tutte, fin da piccolo, e quando il sabato pomeriggio andavo puntualmente, dopo pranzo, con la cartellina in mano, a fare catechismo al circolo di Borgo; e via a pregare "Padre Nostro che sei nei Cieli..."
    Scommetto che la stragrande maggioranza di noi non si è minimamente chiesto cosa significhino quelle parole: il Padre Nostro, la preghiera da tanti considerata come la "principale" nell'insegnamento cattolico, per molti di noi non è altro che una filastrocca. Lo è stato anche per me, almeno finché la ragione ha trovato spazio nel mio pensiero.
    La preghiera è insegnata dalla tradizione delle nostre famiglie e della nostra società, tramite queste "filastrocche" preimpostate; in poche parole è una sorta di procedura standard. La Fede può essere questo come può essere tutt'altro. Non sopporto, ad esempio, l'attaccamento morboso alle parole dei sacerdoti o della Bibbia; l'interpretazione forzata e qualche volta sbagliata di alcune Sacre Scritture. Che sollievo a scuola quando si è iniziato a parlare di Illuminismo e di Fede! Rincuora il fatto che nella storia c'è stato qualcuno che ha avuto le palle di andare contro la Chiesa e pensare a ciò che la ragione ha maturato nella testa dei "ribelli". Non chiedetemi i nomi perché non sono ferrato in questo.
    Credere è qualcosa che deve venire da dentro, al contrario di ciò che si cerca di insegnare ai bambini con una procedura già impostata. E' giusto insegnargli il Cattolicesimo ma non ci si deve arrabbiare se dopo la Cresima, forzata in un certo senso, il ragazzo si dimentica di credere. D'altronde sono decisioni della vita, la Fede non è sempre considerata un elemento fondamentale per l'esistenza di ogni individuo.
    Ma allora cos'è una preghiera? E' veramente una filastrocca?
    La risposta è molto soggettiva: per moltissimi lo è, per altri è qualcosa di diverso e più tradizionale nel quale trovano appiglio per i loro sentimenti spirituali, per altri ancora (quelli come me) è importante sì pregare nei momenti di riflessione spirituale, quanto credere veramente in quello in cui si prega. Preferisco una preghiera sileziosa ma sentita e che esca dal cuore che quella collettiva e più automatica perché, appunto, oramai standardizzata come la solita routine quotidiana della maggioranza della popolazione "evoluta" (tra virgolette perché l'evoluzione è relativa).
    La preghiera è l'espressione dell'anima, verso il cielo o comunque verso quello in cui si crede, perché l'importante non è credere in quello in cui ti dicono di credere, ma credere in quello che si pensa sia giusto credere.
    A me è capitato più volte di avere un forte bisogno di sfogarmi; allora ho cercato uno spazio aperto per aprire i miei sentimenti verso qualcosa di più grande, parlandoci a tu per tu, senza pregare a mani giunte come fanno in tanti, solo aprendomi in pensieri e parole. Spesso e volentieri mi sono messo a piangere ed ho sentito i brividi: forse è il segno che credo veramente in ciò che penso e che credere fa parte del mio bagaglio culturale e spirituale. Ad ogni parola mi sentivo in qualche modo ascoltato, è una sorta di magia che parte da dentro e che supera ogni confine del pensiero. Ti rivolgi a Dio stesso, a quella forza che pensi esista, ovunque nella nostra vita, in ogni momento, in ogni occasione, in ogni dettaglio che contraddistingue qualsiasi frammento dell'esistenza del mondo.
    Credo che saper pregare così non è facile: occorre saper aprire le porte dei sentimenti prima di tutto con sé stessi, soprattutto con sé stessi! La spontaneità del gesto provvede a tutto e, in quei 5 o 10 minuti, ti liberi di angoscie, paure, felicità, sentimenti; inizi a parlare appunto con un amico speciale, che ti hanno insegnato sia sempre disponibile anche se qualcuno ha, per educazione, chiesto sempre se avesse un momento, magari davanti a una tazza di caffè. "Hai un momento, Dio? No, perché sono qua, insomma ci sarei anch'io".
    Credete sempre in quello che pensate sia giusto credere e non fatevi fregare dalla sola tradizione: in qualche modo, in alcuni momenti di difficoltà, sentirete che c'è qualcosa, qualcuno, a sostenervi nello sforzo che state facendo; sarà quello il momento in cui sarete sicuri di credere per davvero in qualche Dio, perché quel sentimento viene dal posto più profondo che avete nella vostra anima.
    Spero di riprendermi la mia Fede cattolica perché è quella che mi ha fatto crescere e che ha raggiunto una conciliazione con il mio pensiero e le mie tradizioni; lo spero perché perderla significherebbe perdere una parte di me.

    Saluti...

    July 08

    Basta un giorno così

    Innanzitutto grazie per la splendida giornata che ci siamo reciprocamente regalati all' Aquafàn di Riccione, era da tanto tempo che non passavo una giornata così e che non mi sentivo così bene, insieme ai miei amici. E' bastato questo giorno per dare un accento di spensieratezza alla mia vita che fino ad ora (anche se qualcuno evidentemente pensa il contrario) è stata piuttosto frenetica, tra allenamenti, esami, riunioni e chi più ne ha più ne metta; a me piace essere attivo. Da stamattina alle 6, quando mi sono svegliato, a questa sera fino a quando siamo scesi dal pullman mi sono sentito bene e senza pensieri. Extreme, Twister, Kamikaze, fatti più volte che solo a ripensarci mi manca il fiato un'altra volta. Che male ai piedi a fine giornata, quando praticamente abbiamo realizzato di aver fatto chilometri sui mattoncini roventi e duri, a piedi nudi.
    A parte i fatti, questa giornata mi ha veramente regalato tante emozioni. E' in queste occasioni che riesci a vedere i veri amici, quelli che pensi ti stiano veramente a cuore, e lo fai con te stesso, realizzando nel momento più impensabile i pensieri fatti più d'acqua, in una giornata così, che di vere e proprie reazioni chimiche o impulsi elettrici. Ultimamente ho conosciuto meglio delle bellissime persone. Esistono anche e soprattutto certe occasioni che servono a riflettere più profondamente, sentimentalmente parlando... Ma questa è un'altra musica.

    "Basta un giorno così a cancellare 120 giorni stronzi e,
    basta un giorno così a cacciarmi via tutti gli sbattimenti che...
    Ogni giorno sembran sempre di più,
    ogni giorno fan paura di più,
    ogni giorno però non adesso, adesso, adesso, che c'è un giorno così!"

    GRAZIE A TUTTI per la splendida giornata.

    Cambiando totalmente discorso... Ho da poco terminato gli esami e, come già ha scritto qualcuno, ancora non so cosa sono veramente. Sì sono uscito bene, sticazzi, con 100! Ma cosa sono adesso, per davvero? (grande Francesco con le super riflessioni).
    L'esame orale non è mai come te lo aspetti, la tensione è eguagliabile a quella della partenza dei 100 metri piani, vai lì e fai la tua porca figura, bella o brutta che sia. Poi magari appena esci, come me, scarichi la tensione con un buon "cinquanta metri a cazzotti col muro" per poi tornare a sorridere come se niente fosse con i tuoi compagni di classe.
    Cavoli, uscire con 100 è proprio una bella soddisfazione! Alla faccia di chi pensa che al tecnico non si lavora. Diciamo che se vuoi lavorare lavori, come ormai detto e ribadito un sacco di volte; personalmente mi sono fatto un culo così in questi anni e penso di essermelo meritato, almeno scolasticamente parlando, anche perché da quella scuola non è che escano tantissimi 100 ogni anno. Vogliamo parlare della seconda prova di elettronica? Cos'è che era quello strano progetto? Chi è riuscito a tirarne fuori il 15 dopo aver sudato sangue per 6 ore?
    Ora rimane di prendere i contatti con l'Università di Perugia, Ingegneria Elettronica, e sperare in bene. A me piace ciò che studio e sogno di farlo diventare il mio lavoro.
    Quello che qualcuno non riesce a capire è che io ho cercato di essere umile fino in fondo, e continuerò ed esserlo in tutte le cose che farò, tra sport, scuola, vita e famiglia... PERO' TE LE TIRANO FUORI DALLA BOCCA, e scusate eh...

    Adesso, tu coglionazzo che mi vieni a dire di non essermi meritato il 100, tu coglionazzo che mi vieni a commentare il blog e non hai nemmeno le palle per firmarti, tu che probabilmente sei un letterato e che fuori di qui non sei nessuno mentre io ho un diploma in mano con buone carte in regola per iniziare l'università, un lavoro, un qualsiasi indirizzo tecnico, tu che se hai fatto lo scientifico non sei nessuno lo stesso perché al massimo sei solo più filosofo latinizzato e matematico di me, e manco tanto; io ho un diploma e tu no. Tu che non sai e mi vieni a dire di essere scandaloso mentre non sai un cazzo di questo mondo, di questa scuola e dei professori che ci stanno dentro. Tu stronzo che non ti firmi e ti nascondi dietro a tre miseri puntini. Ma leggi quello che scrivo e non venire a rompere qui. Invidioso, tu con quanto esci? So che probabilmente hai preso l'indirizzo del mio blog da quello di un mio amico, dato che il link che mi ha fornito il servizio Messenger è segnalato al commento lasciato da me in un suo intervento e l'orario d'accesso coincide più o meno con quello del commento. Il cerchio si stringe, a quanto pare il 100 uscito dal tecnico non è poi così scandaloso, ha i mezzi per beccarti (forse) ed anche se non ti beccherà, vivrà "sempre qua, comunque vada, sempre sulla sua strada". Diciamo che se non ti ho beccato ci sono andato vicino. Qualche idea ce l'ho.

    Non sarà mica...
    CHE LA TUA SIA SOLO TANTA INVIDIA?
    CHE IL FATTO DI FAR PARLARE IN GIRO, ANCHE INVOLONTARIAMENTE, DI ME ABBIA SUSCITATO IN TE UN GROSSO SENSO DI INFERIORITA'?
    CHE IL MIO CERCARE DI ESSERE FELICE E L'AVER TROVATO DELLE BRAVE PERSONE INTORNO TI ABBIA FATTO MANCARE QUALCOSA? Che so... Infanzia difficile? Porellino...
    Ciao ciccio, ci vediamo in giro...

    July 02

    Basta!

    Non posso ascoltare musica perché qualcuno viene sempre puntualmente a rompere i coglioni. Mamma si incazza perché quella mezza vibrazione può portare all'ennesimo litigio, quindi anche lei ci si mette di mezzo, e di conseguenza anche papà.
    Non posso guardare nemmeno un film di Fantozzi perché anche quello fa rumore e le conseguenze sono sempre le sopracitate.
    Non posso sperare di dormire fino alle 10 di mattina perché sempre e puntualmente c'è qualcuno che viene a rompere i coglioni davanti alla finestra, chiacchiere condominiali, e poi da parte di persone che nemmeno si meriterebbero di esistere. Questo è il prezzo da pagare quando si ha solo 19 anni.
    Non posso vagare nudo per casa perché essendo al piano terra rischio di farmi vedere da fuori e, anche se non me ne fregherebbe nulla, dopo i miei si incazzano perché dovrei rispettare il buon costume, ma mica perché è una questione di principio!? No, per quelli che guardano da fuori. E la privacy?
    Non posso protestare perché una deficiente che guida, e che poi, è la stessa che protesta per la musica, mi viene a sbattere sullo specchietto, pretendendo il diritto di protestare perché non sono stato fermo durante la manovra mentre invece avevo praticamente tirato il freno a mano e lei m'è evidentemente venuta addosso senza cercare di deviare la traiettoria, pur avendo un ampio spazio per farlo; è lei che prende le rotonde contromano.
    Non posso fare ciò che voglio con la mia immagine perché mi prendo i ricatti di mia madre che non mi parlerebbe più (voi pensate qualche volta che famiglia del cazzo che ho, nel suo bene e male).
    Non posso andare al campo sportivo senza litigare almeno una volta al giorno col custode che, anche se il campo è un disastro perché ci stanno facendo i lavori, si permette di dirmi che devo correre fuori, beccandosi parecchi insulti. Prima o poi gli meno. Pretendere di non far correre me, ipocrita doppia faccia davanti al prof, si spaventa quando vede una qualsiasi autorità.
    Non posso parcheggiare in un posto dove, comunque, ci sono altre 3 macchine e, pur essendoci il posto, un vecchio parcheggiatore mi fischia... Con educazione chiedo motivazione di tale decisione e mi viene mancato il rispetto, ricevendo il ricatto di rimozione della macchina. Non si sa quale Madonna o quale Dio m'abbia retto ieri sera.
    Va bene, sposto la macchina e vengo a sapere che quel parcheggiatore s'è scusato ma è troppo tardi, la prossima volta gli sputo in un occhio.
    Bud Spencer, in un suo film, recitava così: "Non c'è cattivo più cattivo di un buono quando diventa cattivo". Sono stato troppo buono finora, qualcuno è riuscito a togliermi il sorriso.
    Mi sono rotto i coglioni, adesso basta, la pazienza è stata fin troppa, tante persone hanno superato ogni limite, ogni danno a persone o cose non sarà puramente casuale. Punto.