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May 24 CENA DI CLASSE 23/05/2008 5°B ITI Marco Polo Assisi 2007/2008
GRAZIE RAGAZZI! May 20 In questo brutto periodo ho tante cose per la testa ed ogni piccolo elemento sembra farmi scoppiare a piangere da un momento all'altro. Trattenere le lacrime non è facile quando stai male, anche se sei un uomo ed hai quasi 20 anni. Quello che più mi turba, oggi, tra le tante altre cose, è il pensiero dell'esame non tanto come prova da affrontare ma per come ci sono arrivato. Ormai credo che quasi tutti si identificano in qualche canzone che parla di noi e che ha parlato periodicamente ogni anno dei maturandi dal momento in cui qualcuno ha deciso di suonare le nostre emozioni. Sono rimasto stupito ma l'unica canzone che è riuscita a tirarmi giù qualche lacrima che avevo dentro è stata quella dei Gemelli Diversi nella quale mi identifico come il "ragazzo serio in fondo alla classe all'ultimo banco", che poi è la mia vera posizione a scuola. Ve la posto, poi continuo a scrivere. Vedi, vedi, vedi... Com'è serio quel ragazzo in fondo alla classe all'ultimo banco; quante domande durante l'ultima ora dell'ultimo anno! Lui sta pensando che fuori c'è un mondo che aspetta soltanto di essere cambiato, è preoccupato, pensa agli amici che ha accanto "che fine faranno?" Un po' gira la testa se pensa che questa è la fine di giri di giostra, tanti sogni però alla domanda "che farò da grande" non ha una risposta. Non vede l'ora di uscire dalla massa che dura più di uno scritto, più della maturità. In città c'è già chi sa dimostrarmi come si può fallire tra un rimorso, un rimpianto, rischiando ogni santo giorno d'impazzire. "Io non voglio fuggire, piuttosto soffrire!" Si è detto fissando se stesso allo specchio... Quando l'ha vista ridere in cortile ed è stato un lampo, soltanto uno sguardo un istante perfetto, hai capito? Anche quando sfugge il senso esiste un motivo per essere vivo! No, non mi rendo conto ma so che non prendo sonno se penso che ti perderò... Voglio gridarlo al mondo! L'amore non dura un giorno o no? Da adesso dubbi non ne ho... E mentre si allontana il tram la scuola sembra piccola, per quanti giorni soli io e te... Ed ora dove mai sarà? In viaggio all'università dov'è che si può litigare e poi giocare alla libertà? Gli esami iniziano da qua ma fuori c'è chi insegna già come si prende e non si da... L'unica certezza che ora ho... Noi proviamo insieme, ci sarò... No, non mi rendo conto ma so che non prendo sonno se penso che ti perderò... Voglio gridarlo al mondo! L'amore non dura un giorno o no? Da adesso dubbi non ne ho. Con un po’ di paura, mentre si fa sera, lui fissa la Luna pensando che lascia scritti sui banchi distanti negli anni vissuti tra Sole e burrasca... Si sente fragile, instabile, piangere è facile ma tocca rialzarsi e rimboccarsi le maniche qua... Nessuno dà niente per niente, lo pensa da sempre mentre riempie pagine e pagine rivivendo ogni immagine tra gli amici e i professori, le zuffe ed i primi amori, mille e più errori e le migliori occasioni con milioni di pari, un esame da dare e una donna da amare ed un mare di strada da fare, il giorno scompare, stringe i pugni e vorrebbe urlare... No, non mi rendo conto ma so che non prendo sonno se penso che ti perderò... Voglio gridarlo al mondo! L’amore non dura un giorno o no? Ne resta sempre ancora un po'... Ascoltando queste canzoni che si intitolano "Ancora un po'", "Notte prima degli esami" e una sofisticata "E un giorno..." di Francesco Guccini, ripercorro come non mai tutti i momenti passati dall'asilo a questo quinto superiore. Mi sento di ringraziare tutti, nessuno escluso, per aver vissuto con me questa fantastica avventura scolastica, che rimarrà dentro non tanto per le competenze quanto per gli amici che ho incontrato. Credo che le vere amicizie le ho incontrate alle superiori nel mio triennio in una classe variegata, simpatica, fantastica. Tutto torna in mente come se fosse ieri, passando dal pongo dell'asilo per arrivare al primo banco delle elementari e il profumo della gomma da cancellare; le prime a, b, c, rotonde e precise, un po' incerte... Il pulmino... Poi, crescendo, le maestre, gli amici e l'esame delle elementari in tutto il ricordo della scuola primaria; un'estate e poi nell'incubo delle medie delle quali non voglio ricordare quasi niente. Le scuole superiori, così spaventose e strane... I primi professori e una classe diversa. Il disimpegno, il nuovo studio e l'inizio del triennio nella sezione B classe 1989, indirizzo Elettronica e Telecomunicazioni. Le nuove avventure con i miei amici e quella classe che giorno dopo giorno è diventata tra zuffe, professori e rapporti, il mitico 5°B 2007/2008. Come mai tanti ricordi fanno così male e così bene allo stesso tempo? Ho come una stretta allo stomaco che mi blocca il respiro... La testa mi scoppia e mi sento come se tanti fotogrammi volessero passarmi davanti tutti insieme. Rivivo ogni momento sempre più chiaramente, i voti e le partite a calcetto, le super risate e i compagni di banco. Tutto è così nostalgico, come se stesse per finire il mondo. Le canzoni che ritrovano i periodi, i primi amori e i litigi; i tanti errori commessi e le lezioni di vita... Il suono della campanella... In questo momento mi sento alla fine della linea del tempo che segna la scuola che conoscono tutti. Si avvicina la notte prima degli esami ed io, giorno dopo giorno, mi sento sempre più lontano da tutti; non mi so spiegare il perché, so solo che adesso voglio andare a dormire per non pensare a niente o almeno per sperare di sognare qualcosa di felice. La vita è fatta di alti e bassi, ecco come mai quando ti senti veramente bene il momento dopo ti crolla tutto addosso per poi piano piano farti risalire. Già... Però quando si sta male, è proprio sul serio: non guardi in faccia nessuno, vai sulle palle alla gente e ti sembra che non ti capisca nemmeno Dio. Replicherò quando si avvecineranno gli esami, adesso vado a letto anche se sono le 15 e 40. May 19 Non ve ne fregherà un cazzo ma io non ho mai vissuto un momento più brutto di così. May 13 Nella penombra della luce a led bianca molto lieve e soft si muovono le dita dello scrittore che tutti amano e che nessuno ama. Share your emotions (condividi le tue emozioni). E' la sensazione che si prova quando si ha qualcuno da far divertire o un compagno con cui correre, una squadra per giocare a pallone, un amico da consolare o quello che più vi piace. L'emozione più forte che si prova, più di un salto nel vuoto, più di un colpo di pistola, è condividere un amore, è il battito di un cuore in mezzo al petto. E' più forte perché dura più a lungo, perché quando ti prende non dura un'ora, non dura un giorno, ha lunghezza indefinita e non c'è formula matematica per calcolarla. Credo che non ci sia felicità più grande di stare in pace, felici con sé stessi, completi di tutto quel che si vuole essere, senza ascoltare il giudizio degli altri, spinti solo dal soffio dei pensieri, nel veliero dell'immaginazione. Condividere questa emozione è un'emozione stessa, così rara, così ricercata, così effimera che vale più del petrolio, più del diamante, più della pioggia in una giornata d'estate. Plumbeo. Colore lieve, soffice, morbido come nuvole nel cielo azzurro, fumo bianco come ovatta un po' spruzzato di dolce glassa zuccherata. Nonsense, è il mio modo di fare emozione. Però mi è venuta voglia di condividerle queste emozioni, per una volta nella vita voglio che qualcuno riesca a capirle senza scansarmi con una sarcastica risata. Il fatto è che c'è ancora tempo per sognare ma molti non se ne sono accorti e ci hanno rinunciato. Vi siete mai chiesti cosa si nasconde dietro al battito d'ali di un uccello o dietro alla luce del sole che entra dalla finestra nel primo mattino? Fate volare il pensiero, non curatevi delle persone che ridono di voi, spingetevi oltre i confini dell'immaginazione, oltre la ragione, viaggiando nel mondo del fantastico, dell'irreale, dove tutto è possibile e immaginate il vostro modo di stare bene. Anche se rimarrà solo un pensiero, saprete che forma ha la vostra emozione ed è lì che la potrete quasi toccare, come in un sogno, prima che la luce vi riporti nel più reale dei nostri mondi, ben più reale dell'immaginazione. L'emozione si può toccare con l'intensità di un sogno... E' decisamente più forte quando si è in due a condividere la stessa passione ed oltre all'emozione è il calore del cuore a scaldare il freddo respiro dei sogni infranti, delle ambizioni perdute e lasciate a marcire, così, senza cura.
Ho voglia di condividere le mie emozioni.

May 05 1. La tua età al prossimo compleanno: 20
2. Un posto che vorresti visitare: La Greciaaaaaaaaaaaa
3. Il tuo posto preferito: Lo stadio comunale, la pista di atletica! Quelli piccoli piccoli mi sa che siamo noi
4. Il tuo oggetto preferito: Per adesso le mie scarpe da corsa nuove, carissime, Mizuno Wave Creation 9
5. Il tuo cibo preferito: La piadina prosciutto e mozzarella
6. Il tuo animale preferito: Il caneeee
7. Il tuo colore preferito: BLU!
8.Il posto dove sei nato: Assisi
9.Il posto dove vivi: Bastia Umbra
10.il nome di un animale domestico che hai avuto: Laila, anche se è da mia nonna
11.Il tuo nick sul blog: madu89, questa è l'immaginetta che ho su Yahoo Answers
12.il tuo nome vero: Emanuele
13.il nome della tua nonna materna: Marinella
14:il nome della tua nonna paterna: si chiama Elia con l'accento sulla E ma Google mi ha dato il palazzo di S.Elìa
15.una tua brutta abitudine: Onicofagia
16.la tua vacanza preferita: Munchen! Gita indimenticabile
 May 02 « Buonanotte. Quì è Radio Raptus, e io sono Benassi - Ivan. Forse lì c'è qualcuno che non dorme. Beh, comunque che ci siete oppure no io c'ho una cosa da dire. Oggi ho avuto una discussione con un mio amico. Lui è uno di quelli bravi: bravi a credere a quello cui gli dicono di credere. Lui dice che se uno non crede in certe cose non crede in niente. Beh, non è vero: anch' io credo. Credo nelle rovesciate di Bonimba e nei riff di Keith Richards; credo al doppio suono di campanello del padrone di casa che vuole l'affitto ogni primo del mese; credo che ognuno di noi si meriterebbe di avere una madre e un padre che siano decenti con lui almeno finché non si sta in piedi; credo che un Inter come quella di Corso, Mazzola e Suarez non ci sarà mai più, ma non è detto che non ce ne saranno altre belle in maniera diversa; credo che non sia tutto qua, però prima di credere in qualcos'altro bisogna fare i conti con quello che c'è qua, e allora mi sa che crederò prima o poi in qualche Dio; credo che semmai avrò una famiglia sarà dura tirare avanti con 300.000£ al mese, però credo anche che se non leccherò culi come fa il mio caporeparto difficilmente cambieranno le cose; credo che c'ho un buco grosso dentro ma anche che il Rock 'n' roll, qualche amichetta, il calcio, qualche soddisfazione sul lavoro e le stronzate con gli amici, beh, ogni tanto questo buco me lo riempiono; credo che la voglia di scappare da un paese con 20.000 abitanti vuol dire che hai voglia di scappare da te stesso, e credo che da te non ci scappi neanche se sei Eddy Merckx; credo che non è giusto giudicare la vita degli altri, perché comunque non puoi sapere proprio un cazzo della vita degli altri. Credo che per credere, certi momenti, ti serve molta energia. Ecco, vedete un po' di ricaricare le vostre scorte con questo. » Dopodiché schiaccia play sul mangianastri e fa partire Rebel rebel di David Bowie; Ivan Benassi, detto Freccia. L'avete mai visto questo film? Beh se non lo avete fatto fatelo. Questo monologo di Stefano Accorsi è passato praticamente alla storia. Visto così sembra una filastrocca... Se però ci pensate bene e ci riflettete è un discorso bellissimo e profondissimo. Il suo è un credo, uno sfogo in radio, una radio libera, dove esprime tutto ciò che di meglio gli viene in mente per rispondere alla provocazione di un suo amico. Mi piace particolarmente questo discorso perché mi ritrovo un po' in uno di quei 20000 abitanti di un paese che guardacaso ha più o meno lo stesso numero di abitanti di Bastia. Sebbene questo sia un discorso più "da grandi" mi piace trovare delle analogie con la vita che faccio. Ho imparato anch'io che non è giusto giudicare la vita degli altri, perché comunque non puoi sapere proprio un cazzo della vita degli altri. Una delle riflessioni più profonde che mi sono venute in mente meditando su queste parole è stata quella di non ridere dei difetti altrui perché specialmente quando ci si accorge di averne di propri, ci si rende veramente conto di quel che si prova. E' giusto credere in quel che si crede e l'importante è non farsi condizionare da nessuno. Tanto il discorso è sempre lo stesso: "per di qua, comunque vada, sempre sulla mia strada".
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