Emanuele's profileLa mia parte intollerant...PhotosBlogListsMore Tools Help

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    April 28

    Sei bellissima

    My life is brilliant, my love is pure, I saw an angel, of that I'm sure.
    She smiled at me on the subway, she was with another man but I won't lose no sleep on that, 'cause I've got a plan.
    You're beautiful! You're beautiful! You're beautiful, it's true!
    I saw your face in a crowded place, and I don't know what to do, 'cause I'll never be with you...
    Yeah, she caught my eye, as we walked on by, she could see from my face that I was fucking high! And I don't think that I'll see her again, but we shared a moment that will last till the end. You're beautiful, you're beautiful, you're beautiful, it's true...
    I saw your face in a crowded place, and I don't know what to do, 'cause I'll never be with you...
    You're beautiful! You're beautiful! You're beautiful, it's true... There must be an angel with a smile on her face, when she thought up that I should be with you... But it's time to face the truth, I will never be with you...

    E' troppo tempo che non parlo d'amore, così come è giusto che sia; d'altronde non sono né fidanzato, né tantomeno innamorato. Per parecchio tempo ho provato addirittura vergogna nell'esprimere le mie semplici parole. Questa non è una riflessione esistenziale ma è semplicemente quanto basta per far riflettere sulla torrenziale pioggia di dolcezza che mi sono portato dentro per lunghi mesi. La canzone che ho appena riscritto è famosa, è di James Blunt e si intitola You're Beautiful. Parla di un uomo (che poi sarebbe lo stesso James) che viaggiando in metropolitana vede una ragazza, bellissima, e si accorge che lei gli sorride. James pensa che sia un angelo, ma è con un altro uomo, quindi si vede svanire una specie di sogno ma condivide un momento con lei che, dice, durerà fino alla fine.
    Nelle sue note si legge l'amarezza, la delusione di non potersi avvicinare all'amore con quella donna perché "proibita"; credo che si limiti solo nel fare una riflessione: descrive un dato di fatto che gli preme da dentro.
    Perché scrivo e racconto la sua canzone? Perché anch'io ho provato la sua stessa identica sensazione... Il mio non è stato un vero e proprio momento condiviso (share a moment) bensì uno sporadico "sognare" per 6 giorni. Sì perché la gita non mi ha regalato solo divertimento, gioia e sfascio totale! Sono riuscito a riservare anche un angolino di immaginazione per una ragazza. Io, pur sapendo che lei è già fidanzata, ho deciso di memorizzarne ogni movimento, ogni sorriso, in un certo senso soffrendo per quello che non riuscivo a condividere con lei, cioè tutto. Non ho condiviso la mia timidezza, le mie parole, il mio vero essere come comportamento... Spesso mi sono dimostrato ridicolo (come al solito poi) ed ho condiviso solo un sorriso, bene o male, pieno d'affetto. E' bastato solo a me stesso, per quanto io mi possa essere sforzato di far capire qualcosa sia a lei che a quelli che hanno potuto leggere qualcosa. E' difficile però leggere nel pensiero e negli occhi delle persone; poi la situazione in cui mi trovavo complicava le cose ancora di più. Parole un po' sgrammaticate nel raccontare tremule emozioni alle quali non so dare nemmeno una ragione.
    So solo che ho pensato a "you're beautiful" fino a questo momento in cui sto scrivendo queste parole, senza provare amore o sofferenza alcuna. E' anche il mio quindi un dato di fatto: sei bellissima, è vero! Ho visto il tuo viso in un posto affollato e non sapevo cosa fare... Ma è tempo di guardare in faccia la realtà: non starò mai con te.

    April 25

    Strasburgo - Monaco: il resoconto della gita visto da me

    Poco meno di 3 ore dal ritorno in quel di Bastia da 6 giorni di gita, la gita del quinto, e già sono qui che scrivo il mio resoconto: quello visto dai miei occhi sullo scenario di quasi tutte le classi quinte dell'istituto Marco Polo; 6 giorni di gita in due località appartenenti rispettivamente a Francia e Germania: Strasburgo e Monaco di Baviera (Strasbourg - München). Tutto quello che scrivo non è la completezza del racconto da parte di tutti i partecipanti bensì una sporadica ricostruzione delle nostre giornate e serate in quel di Francia e Germania.
    E' mattina e alle 5 di un piovoso venerdì 18 Aprile 2008 parte un pullman carico di gioventù alla volta di Strasburgo, accompagnato da 4 professori: la prof Brunelli splendidamente in versione GT con tanto di tuta e scarpe da ginnastica, per il mio 5°B e la prof Landucci ad accompagnare la classe 5°A dell'ITI; l'Imperatori che accompagna l'IPIA e uno che si chiama Pacioselli che da ora in poi chiamerò per convenzione "Magnalasche" o "il Pacio", ad accompagnare la classe del commerciale di Bastia Umbra.
    Alle 5, nel buio, si muove il nostro pullman per iniziare un'avventura che non si sa dove ci porterà: il sonno prevale su tutto e si cerca di dormire nelle posizioni più assurde; il mitico Costantini sfoggia un'arma micidiale a doppio taglio costituita da piume d'oca e federa! Sì, si era proprio portato il cuscino che, ovviamente, è stato strappato via a quest'ultimo per fare il giro delle teste a regalare un po' di comodità. Io avevo un mio cuscinetto che per fortuna lui, sennò addio. Passata la sbornia iniziale si inizia a fare un po' conoscenza e iniziano a volare le prime stupidate. Tra cazzate, Autogrill e stress da pullman varchiamo il confine con la Svizzera passando per Como che ci regala un panorama mozzafiato per pochi secondi. Magnalasche si fa conoscere iniziando a sparare certe cazzate più mozzafiato del panorama, nel senso che le battute che faceva erano talmente pVive di significato da farci chiedere chi cazzo fosse questo qua! buahuahauh e poi non capiva nemmeno una battutaaaa! Tipo: "o, freghi ma questo è il Trasimeno?" e lui rispondeva orgoglioso: "Ma che TVasimeno, questo è il LAGO DI LUGANO"... No comment. Barzellette scarne ci facevano ridere solo perché poVellino ce faceva pena...
    Durante il tragitto so iniziate le prime esclamazioni del Costa tipo: SM! Senza Macchina! oppure davanti al lago di Como: SL! Senza Lago!
    Raga vi sfido a trovare un paese perfetto come la Svizzera: montagne e colline spettacolari, laghi, barche e case proprio come nei cartoni animati di Heidi... SM! Senza Montagne! Semplicemente stupefacente. Attraversato il passo del Gran San Bernardo siamo in Francia e, in serata, intorno alle 20, ci sistemiamo all'Hotel Ibis di Strasburgo. SA! Senza Albergo! Veramente carino! Ceniamo in un locale vicino all'albergo e ci rendiamo subito conto di quanto possano mangiare male all'estero: fritto, verdura scondita, pasta scotta, riso condito male... Puah... SC! Senza Cena!
    Una bella doccia e un giro a Strasburgo a piedi. Al "Tapas Toro" ci prendiamo qualcosa da bere e scopriamo che anche il carico di alcool nei cocktails non è poi così alto. In ogni caso Strasburgo non è una città notturna, anzi! Girava proprio brutta gente a quell'ora e verso il centro forse si riusciva a trovare qualcosa di meglio dei tanti afro-francesi e simili. Il resto del gruppo intanto era tornato da poco in albergo e noi (inteso come gruppo con cui sono uscito io) li abbiamo raggiunti. Accomodati e sistemati abbiamo passato la serata a cazzeggiare nel corridoio di un braccio del 4° piano dell'Ibis, praticamente riservato completamente a noi. Urla e schiamazzi ci hanno sicuramente penalizzato sulla cauzione mavabè... Alcuni di noi sembravano un gruppo di profughi seduti in mezzo al corridoio. Serata tranquilla, si fa per dire, per i molti che si sono ambientati, ma abbastanza da farsi mangiare i gomiti per due freghi che per una strana ragione sono stati costretti ad andare a dormire solo alle 7... buahuahuahuah! Se ci ripensassero ancora si ucciderebbero per quello che non hanno fatto. Buono l'impegno, primo palo preso dai 2 attaccanti della nostra squadra.
    Al mattino del 19 una paccola pazzesca pervadeva gli sguardi e i movimenti degli eroi umbri che imperterriti si svegliavano, consumavano la colazione e si dirigevano verso il Parlamento Europeo... SS! Senza Sonno!
    Una struttura immensa fatta di acciaio e vetro: davvero un gran colpo d'occhio. Dopo la visita all'esterno della struttura abbiamo avuto modo di passeggiare per le pittoresche vie cittadine di Strasburgo e di pranzare con un kebab... °°°Mai più°°°  O.O   O.o   o.O
    Il pomeriggio lo abbiamo passato con una guida turistica: un francese simpaticone con un particolare accento italo-francesizzato che ci ha accompagnato nella visita della splendida cattedrale di Notre Dame, che appena l'ha vista il Costa ha detto SC! Senza Chiesa!... E della Petit France, pittoresco "quartiere" di Strasburgo, fatto di case in riva al fiume, di legno e muri colorati a dare un non so che di poetico al paese; le chiuse, i ponti e il legno davano un senso di leggerezza con il sole che scaldava un po' la freddezza di quei giorni. Siamo stati poi liberi di prepararci e divertirci in hotel, appurando che Pro Evolution Soccer è un videogioco che fa bestemmiare... Tanto...
    Poi la sera la passiamo passeggiando per il centro ed in piazza a cantare l'inno d'Italia divertendoci a prendere per il culo i passanti francesi che ci guardavano male. Da sottolineare il VULEVU' SBILICHE' di Luca rivolto a una frega... Verso le 23:30 siamo entrati in un localino piccolo piccolo che aveva tutte le carte in regola per sembrare un night club ma che poi si è rivelato una discotechina in versione 50% Etoile... Immaginate lo spazio. La musica non era poi così bella e siamo usciti appena alle 1 e 30 dopo essere stati lì ad "annoiarci" o perlomeno a provare di divertirci ballando a cacchio, per 2 ore. Si chiamava MR o qualcosa di simile e costava solo 8€. Ci sono rimasti impressi i buttafuori, soprattutto al Costa... buahuahua SB! Senza Buttafuori!
    Serata finita in hotel tra cazzeggiate varie... Torno a ripetere che i gruppi erano più di uno e che la mia è solo una ricostruzione personale; ad esempio, uno del 5°A avrebbe detto che la prima sera hanno fatto un torneo di Pro Evolution e poi se so tutti inciuccati. buahuahu...
    La mattina dopo, il risveglio è stato proprio duro! Soprattutto dopo che il telefono delle stanze ha iniziato a squillare per svegliarci... Lo avrei voluto tirar giu dalla finestra! Con una briscola che ammazza l'asse e una tavola che ce s'apparecchia per 45 abbiamo fatto le valigie dopo esserci ritrovati quasi tutti noi del 5B nella 418, la camera mia e di Sdringola. Facce assonnate e stanche posano le valigie nel pullman e si dirigono a piedi verso il centro per fare un giro turistico in una sottospecie di battello che naviga il fiume. Non sono mancati i fiotti per il mal di mare, diciamo solo che non si sa dove avesse mangiato tutta quella roba... blah! Lasciamo perde... La puzza di vomito c'ha accompagnato per tutto il giro turistico. SF! Senza fiotto!
    Carine le francesi... Mentre gli stereotipi sono stati consolidati: se chiede qualcosa a un francese, ottieni l'esatto contrario... Poi vabè ci saranno le eccezioni ma boh?!
    Via poi verso Monaco, fino a sera dove siamo arrivati all'hotel ANDI, in una zona relativamente vicina al centro della città. Non sono di certo mancate le cazzate durante il viaggio in pullman... Ci stavamo proprio divertendo. Nella hall dell'hotel i 4 professori sono andati in palla nel dialogare con l'omino della reception e sono dovuto intervenire io col mio "momentaneo inglese perfetto" a stabilire le modalità di sistemazione e le camere con una stanchezza non indifferente addosso e con un sonno micidiale; a dir la verità quando uno parla a malapena o almeno un po' meglio degli altri una lingua che non conoscono diventa una sorta di divinità. Magnalasche sparava certe stronzate in inglese che nemmeno vi immaginate e ho dovuto zittirlo onde evitare figurone di merda. Stanze grandi, per la maggior parte quadruple, bei bagni, devo dire proprio un bell'albergo in mini appartamenti, confortevole per tutti tranne per quelli che dormivano sulla brandina di riserva, infatti non ho praticamente chiuso occhio la prima notte ma vabè... Andiamo a cena e qui mangiano peggio dei francesi: un brodino strano di verdure che però alla fine c'è sembrato apprezzabile, ma la cotoletta fritta nco le patatine fritte... BAH...
    In serata usciamo e ci rendiamo conto che nemmeno Monaco è una città notturna, perlopiù attiva per i night club e che m'ha fatto un po' schifo per l'abbondanza di questi locali a luci rosse. Passeggiando abbiamo però trovato il corso pieno di negozi, chiusi ovviamente data la tarda ora, e l'Hard Rock Café proprio in fondo al corso, purtroppo chiuso anche questo. Abbiamo però notato un altro locale propio davanti a questo, chiamato Hofbräuhaus, che diventerà meta da visitare assolutissimamente. Stanchi e assonnati siamo andati prima in una birreria, un bar con un cameriere che parlava mezzo italiano che c'ha detto appena siamo entrati: "CHAO IDALIANEN GUANDE PIRRE FI PORTOOO? FENTI? TRENTE? AHAH!" Fantastico! Ed è proprio qui che ho iniziato ad assaporare la leggenda della birra tedesca: uno come me che non beve e a cui non piace la birra chiara s'è fatto trasportare dal mezzo litro di Franziskaner divisa con Guerrini; ci ha fatto rimanere per davvero a bocca aperta. Poi, un po' allegri, siamo andati in hotel a dorm HMhmHmHmhhhmHhmhm... volevo dire a cazzeggiare, e a fare casino in giro per le camere. Il mattino dopo abbiamo visitato la Monaco di giorno che si è dimostrata una bella città, caotica ma molto commerciale. Il corso e il centro sono veramente apprezzabili per la varietà dei negozi e della grandezza di questi. Insomma la mattina l'abbiamo passata in giro per München... Ma la cosa più gratificante è stata comprare le magliette dell'Hard Rock Café Munich! Beeeelle... Andavamo in giro tutti con la busta dell'Hard Rock Store in mano. Da notare che il più barbone dei Monachesi ha il BMW serie 1, macchina che è al livello della Punto a Bastia, inteso come densità, presenza. Il traffico è regolato da un sacco di semafori che ovviamente non vengono mai ignorati! E che semafori! SM! Senza Smaforo! Rimando alle foto della gita. Addirittura ho assistito a più di un marcia indietro perché uno aveva oltrepassato la striscia di arresto con le ruote davanti della macchina. Nessuno a parte noi italiani, che ce facemo riconosce sempre in giro, ha attraversato la strada col semaforo rosso per i pedoni... La pista ciclabile sembrava l'autostrada e ecco che ce se carcano Guerrini!
    Se vi dico il pomeriggio... Una guida turistica brutta, vecchia e monotònica che manco la voce de Windows parla in quella maniera! Allora: immaginate di avere 40 individui col sonno in un pullman, dopo pranzo (schifoso), una guida turistica come vi ho appena descritto e una città come Monaco da visitare. I primi 5 minuti in pullman sono stati vissuti con relativa "attenzione", dopodiché si sono sentite abbassarsi le voci, le prime palpebre chiudersi, i primi sonni a bocca aperta appiccicati al vetro, e come direbbe Tofi: "O, Sdringola l'ha ammaccato sto vetro eh!"
    Nel giro di 10 minuti c'era un silenzio di tomba e la quasi totalità delle persone a dormire come ho appena descritto. Poco dopo essere scesi dal pullman la stessa quasi totalità dei partecipanti alla guida ha disertato ed è tornata in albergo, me compreso... Ci eravamo seriamente rotti i co... I co... I co... Si vabè quelli...
    Ci prepariamo, andiamo a cena e il pacio ci stampa il numero: "Ah, qui le macchine le pVoducono loVo e costano tutte la metà! Un PoVsche costa 15.000 euVo!!!!!" e da quel momento ogni risposta a sto pappacefalo è diventata "Si, si, tanto costa la metà". Ci offrono lo stesso schifo del giorno prima, a differenza del "primo" formato non esagero da 40 grammi di pasta scotta con un sugo finto.... Blah! Poi la stessa cotoletta... Le risate non ve immaginate. Si mangiava solo perché si faceva la fame. Anche lo stereotipo tedesco è confermato, il cameriere s'è dato un'incazzata senza motivo che anche lui boh?! Tutti rigidi sti tedeschi, gnoranti como il sotto delle scarpe! Invece le tedesche ci hanno fatto innamorare! Ne sa qualcosa Raffaele che non faceva altro che ripetere di voler rimanere lì! ahhah!!
    Pioveva che non ne poteva buttare giù di più e la sera usciamo tutti ombrello in mano e tanta voglia di fare che però non è stata soddisfatta. Giù nella hall c'erano anche le professoresse che all'arrivo del Magnalasche lo hanno sentito esclamare "BUONASEVA DONZELLE" rispondendogli "O, ECCO IL CAVALIERE".--- Io e l'Sorbo ce semo guardati e dopo un "MA CAMìNA, LA! MAGNALASCHE!" abbiamo sbottato in una fragorosa risata. Durante la camminata sotto la pioggia ci siamo fermati in una sala giochi vicina all'albergo per un buon biliardo, poi di nuovo in birreria, stavolta s'è passati al mezzo litro completo a testa, e per uno che beve poco come me è come quasi ubriacarsi. La birra era sempre più buona e il rapporto qualità/prezzo e quantità/prezzo è grande. C'è chi senza paura è andato all'Hard Rock Café, sì divertendosi ma inzuppandosi come delle spugne. Buono l'impegno!!! I freghi del 5°A, invece, hanno avuto la brillante idea di provare l'Hofbräuhaus bevendo a più non posso e degustando il micidiale stinco bavarese. Al loro ritorno in albergo erano visibilmente sconvolti, fradici e ubriachi; c'è chi s'era fatto amico il cesso per un po'... bhuhauhuah!!! C'è da dire anche che l'alcool mi ha fatto perdere una scommessa da 1 centesimo col sig.Guerrini giocata sull'esito di un flirt. Io ero per il no, ha vinto il sì...
    La mattina dopo è stato un disastro svegliarsi ma alla fine ci siamo riusciti. Un gruppetto è andato verso il Deutsches Museum (museo della scienza e della tecnica) mentre altri sono andati all'Allianz Arena, il famoso stadio delle squadre di Monaco. Io sono stato al museo e veramente se ne avete l'occasione è un luogo da non perdere. Non abbiamo purtroppo avuto il tempo di visitarlo tutto così come i nostri compagni con lo stadio e siamo dovuti tornare "di corsa" all'albergo dove ci aspettavano tutti. Abbiamo attraversato Monaco in 15 minuti a piedi, una sfacchinata che non vi dico. Davanti all'albergo ci aspettava la guida per andare a Dachau, il tristemente noto campo di concentramento. Stavolta la guida era sveglia e simpatica; scesi dal pullman s'è raccomandata di non fare chiasso ed abbiamo iniziato il giro.
    Giuro che vedere quel luogo, quella realtà passata, mi ha sconvolto. Solo l'entrata, così stretta, tanto da far lasciare ogni speranza a quelli che entrano, come Dante nel suo inferno, è stata come se avessi visto entrare un gruppo di persone di quegli anni e guardarne la sofferenza, la miseria, la fame... Un flashback non vissuto. Un'immensa distesa di niente dove una volta erano situate le baracche. I forni crematori, le camere a gas, è stata un'esperienza veramente spaventosa, toccante. Ogni luogo, dal dormitorio ai pali delle torture, alle celle, sembrava riportare immagini ancora presenti, sempre lì, a spaventare, insistere sulla sporca e insensata faccenda dell'olocausto. Sembrava di sentire le grida di sofferenza dei rinchiusi. Non ho avuto il coraggio nemmeno di fare delle foto o almeno di parlare. Sembravo come ipnotizzato dal nero di quel luogo così triste e desolato... All'uscita è stato come liberarsi di qualcosa e ancora discutevamo sulle torture e sulla tremenda vita che hanno avuto gli sfortunati deportati. E' stato toccante, emozionante...
    Verso il tramonto, nella pioggia, siamo tornati in albergo e ci siamo come al solito preparati, puliti, improfumati. La cena è cambiata e al posto della cotoletta c'hanno offerto 3 wurstel con le patate e i crauti... Mamma mia che schifìo... Ma come cazzo magnano in Germania??? Più che altro come fanno a vivere? Mah... Il gelato alle noci l'avete mai sentito?
    E niente, dopo i preparativi, ombrello in mano e "costi quel che costi stasera ci si diverte perché è l'ultima", via in direzione Hofbräuhaus! Nel corso di Monaco a cantare l'inno d'Italia e le canzoni di Ligabue, dei Negramaro e di Battisti. Un locale bellissimo! Siamo entrati, vi descrivo lo scenario: locale immenso, tavolate lunghissime in legno, fiumi di birra, stinchi bavaresi, camerieri e cameriere vestiti con abiti tradizionali e tanto di banda a suonare un valzer bavarese. E' stato come entrare all'Oktoberfest! Pinte di birra, bicchieri di Weißbier alla mano, brindiamo tra gli stinchi di carne e la gioialità del posto. A me i crauti della cena, per averne mangiati solo pochissimi giusto per sentire com'erano, hanno fatto male e m'hanno fatto correre al bagno, ringrazio Venturi per l'appoggio morale :D
    Poi, appena ripreso colore e dopo essermi svuotato dell'impellente bisogno, ho spalancato la porta del bagno in stile Robocop e ho esclamato: "GIMO A BEVE!" e la mia turbolenza è tutta finita lì. Fuori dal locale abbiamo fatto i numeri più assurdi, coi cori e le canzoni, c'era anche un gruppo di italiani! Che ciucca quella sera, il mezzo litro alzava più delle altre sere e stavo fuori anche io! Un disastro... Abbiamo confermato che Monaco è una città attiva di notte fino però a una certa ora, intorno alle 00:30; poi i locali chiudono e tutti "a nanna". Quella sera è stata uno spettacolo, e qualcuno ha fatto pipì in giro per Monaco nei posti più assurdi, tipo i cestini, la cabina delle fototessere, etc... E intanto la Polizei ci controllava... Insomma la serata è finita bene, alcuni l'hanno proprio passata in bianco, altri so crollati prima.
    A colazione si notavano le facce molto sveglie dei partecipanti alla ciucca e alle 8:30 siamo ripartiti per l'Italia. Da ricordare la canzone composta da Luca sulle note di "Ti voglio bene Denver", remixed in "Ti voglio bene Pacio". E il liscio e le canzoni e il sonno più totale ponevano fine alla più bella gita che avessi mai fatto. Il Nicc ci stampa il numero all'Autogrill di Verona dove entrando va da uan commessa e chiede "Excuse me where is the toilet?"...hauhuahua!!!
    Stavolta il viaggio m'è sembrato più breve della mazzata di andata e in 11 ore e 30 siamo arrivati a SMA! Ci siamo salutati e via tutti a mangiare sano e pulito! Fine della gita. Abbiamo camminato chilometri su chilometri e sono dimagrito 1,5 Kg. HA! Il problema so i valori nel sangue...
    Il voto della gita non ve lo dico perché è una cosa molto soggettiva; non ho nemmeno scritto tutto per motivi di tempo, voglia e spazio; vi dico solo che sta gita a me è piaciuta una cifra, se voi avete già fatto una vostra gita del V° ve la porterete dietro tutta la vita, se la dovrete ancora fare, beh... Andateci con la voglia di fare tutto quello che volete! Tra amici si sta sempre bene e la gita è sempre un modo per conoscersi un po' meglio.
    Non voglio perdere mai tutti gli amici che ho trovato a scuola...

    April 03

    Gli occhi delle donne

    Rieccomi tra voi a scrivere qualche parola, dopo più di una settimana di inattività.
    Parole ispirate innanzitutto dalla musica, immancabile compagna di viaggio, ma soprattutto da quel pacchetto di emozioni che si provano quando senti di vivere il tuo momento, di stare bene e indisturbato assapori quello che fai, istante per istante.

    E due sguardi si incontrarono dopo una lunga attesa... Una scintilla illuminò il buio e nell'armonia di una bella canzone le passioni si abbracciarono in un bacio semplice, delicato, romantico. Gli occhi delle donne sono bellissimi visti così da vicino... Tutto diventa più brillante, emozionante. Una canzone può voler dire un sacco di cose e può scrivere la trama dell'armonia istantanea.
    E il brivido (shiver) percorse tutto il corpo e le mani si incontrano intrecciandosi e sfiorandosi come confuse, manovrate dalla passione. Gli occhi, splendenti dietro le palpebre chiuse, nascondono la magia e l'emozione di una donna che sembra fermare il tempo e nel buio far esplodere un arcobaleno di colori nell'attimo di assoluta dolcezza. Un abbraccio e un soffio emozionano quella lacrima che leggera scende e, delicata, attraversa lo zigomo e la guancia fino al nudo collo. Tremula si affaccia e dolcemente si asciuga dalla delicatezza di una carezza affettuosa. Da qui le stelle delineano disegni astratti che prendono lentamente forma andando a creare i sogni dietro ai pensieri. Polvere di luce, essenza dorata di una serata accogliente, sguardo tranquillo nel cielo stellato.
    Nella dolcezza delle labbra che si sfiorano, si mordono, giocano, un senso di tranquillità invade il cestello delle emozioni. Ad occhi chiusi gli amanti cercano il giusto incastro, ascoltando i respiri, rendendo la delicatezza una nobile arte. Ogni bacio sincero fa volare il cuore che batte più forte e ad ogni battito è sempre più caldo. Ogni battito è la conferma che in quel momento non servono parole perché basta stare abbastanza stretti per ascoltare la voce della natura che ti fa sentire vivo. E gli occhi si chiusero ancora un po', poi si abbandonarono alle braccia che resero un secondo lungo un'eternità.
    Gli occhi delle donne sono dolcissimi visti così da vicino. Sentirli abbandonarsi e colorarsi di mille colori lungo la via del cielo, sotto la pioggia battente che come tanti spilli punge e bagna un abbraccio, trovando negli schizzi un riflesso scintillante, lucente, magico.
    Gli occhi delle donne sono bellissimi quando sorridendo ti acchiappano e ti fanno leggere tutto ciò che passa nella testa di una ragazza. Gli occhi accesi di passione scuotono l'anima e il corpo, disegnando il desiderio nel bagliore della pupilla nella notte.
    Quegli occhi azzurri di ghiaccio che ipnotizzano, quegli occhi verdi come la primavera o neri come l'immensità della notte... Non possiamo vivere senza gli occhi delle donne perché è in quelli che troviamo il nostro essere, è lì che ci specchiamo l'anima e solo gli angeli sanno quanto amore c'è.
    Gli occhi delle donne non si spengono mai, riflettono sempre il loro stato d'animo. Un buon lettore sceglie bene l'intonazione delle parole prima di parlare.
    Gli occhi delle donne sono insostituibili. Da lì il pennello attinge il colore di una giornata. Le donne sono e resteranno sempre la nostra più grande passione.
    Un abbraccio, Emanuele.