Emanuele's profileLa mia parte intollerant...PhotosBlogListsMore Tools Help

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    April 29

    Grazie

    Grazie per essere venute con me, grazie per esservi fidate, e grazie per tutte le risate, forzate o no. Grazie per le canzoni cantate in macchina, con la radio a palla. Grazie per la vostra simpatia, grazie per la generosità, per la fiducia, per l'essere quello che siete. Grazie per aver scherzato e soprattutto grazie di avermi fatto sentire felice.
    Perché le amiche sono fatte anche per ascoltare, per capire i tuoi problemi, perché "certe notti c'hai qualche ferita che qualche tua amica disinfetterà". Ci sono dei sorrisi, delle intese, che solo adesso comincio a scoprire. Quindi grazie della bella serata passata insieme a voi. Spero che ce ne saranno altre. Grazie ai miei amici che dall'impressione che avevo ieri sera, non si siano divertiti così tanto. Comunque grazie per aver continuato a sopportarmi, e grazie alla serata in sè per sè che però è durata forse troppo poco. Grazie
    April 27

    Eventi

    Rieccomi qua, cullato dalle dolci note di Alex Britti, a scrivere uno dei miei soliti interventi, che a molta gente sembrano non piacere più. Non so in quanti leggerete, però pensavo... Pensavo che qualche volta è vero il fatto di prendere la macchina e girare, per liberazione. Ci si ritrova a fare giri incredibili, dolcemente trasportati dalla musica che esce dall'autoradio che canta, indisturbata. Ci si ritrova anche a pensare tante cose, le più assurde, e magari si fa finta di avere un amico al fianco, sul posto del passeggero. Però ti rendi conto che l'amico non c'è e continui a seguire la linea di mezzeria. Scali, sorpassi, e scegli la strada da prendere. Finalmente devo dire di potermi sentire indipendente e libero. 3 pedali... Con i quali si può andare dove si vuole.

    Ma dove voglio arrivare col discorso? Veramente il concetto che voglio scrivere è quello che ognuno sceglie da sè la propria strada. E' bene ascoltare sè stessi, prendere le decisioni che si vogliono. Qualche volta è vero però che è bene ascoltare i consigli delle altre persone, ma solo quando lo si reputa necessario. Io sono uno che tende a fare tutto di testa sua. Ho sbagliato molto nella vita, e adesso, so cosa fare, perché praticamente le ho provate tutte (a parte l'amore).

    Fratellini, vedete, non lo so nemmeno io cosa voglio dire veramente in questo intervento, ma sono preso da un "non so che", che appunto mi porta a scrivere. A scuola mi perdo durante le ore di lezione, vado in bambola, e mi risveglio, dopo assurdi voli pindarici; mi manca solo la bavetta alla bocca. Forse aspetto solo una scossa, una spintarella che la vita mi potrebbe dare adesso, veramente, ora che penso sia il momento giusto.

    Mi capita di avere periodi catastrofici come questo, in cui me ne capitano di tutti i colori. Non credo nella sfortuna, credo siano solo casualità, coincidenze, ma ho notato che scrivendo, facendo le cose che mi piacciono di più, questi avvenimenti svaniscono. E' come se qualcuno chiedesse sotto forma di eventi che io debba scrivere qualcosa, che io esterni i miei sentimenti. Questa cosa la devo ancora capire, forse sono io che voglio leggere ciò che scrivo. Mi basta poco, anche solo la descrizione della giornata.

    Eh, cari fratellini, dato che vi piacciono poco i miei interventi mi fermo qua, spero che per ora possa bastare. Tornerò più avanti con altre idee, che già ho in mente. Ciao... 

    April 21

    Libertà!!!

    Libertà di parola! Libertà di movimento! Libertà di pensiero! Libertà!

    E basta. Non si può ogni giorno tornate a casa e intraprendere una discussione con i propri genitori che interpretano una sola parola come un'arrabbiatura. non si può litigare per motivi del cazzo, uscirne demoralizzati davanti all'impotenza, dopo aver buttato giù parole pesanti. Uscire dal salotto, sbattere la porta della camera. udire ancora i rimproveri dall'altra parte... Libertà!!! Libertà!!! Libertà!!! Il mio è un grido per buttare fuori quello che ho, ma che non ho mai detto... A fanculo questo cazzo di mondo! O meglio, parte di questo mondo...

    Ci sono tante persone e cose alle quali tengo troppo. Libertà di alzarsi la mattina e non sentirsi addosso 48 domande tirate istantanee... Libertà!!! Libertà di andare in giro con la propria automobile ed ascoltare la musica che si vuole, cantare senza nessuno che ti dice niente... Libertà!!! Libertà di CORRERE QUANTO VOGLIO e libertà di fare gli allenamenti che mi sembrano opportuni, spremersi fino all'ultimo briciolo di energia e sentirsi felici, senza genitori che ti dicono che è troppo... Libertà!!!... Libertà di studiare gli argomenti che piacciono SOLO A ME. Via d'uscita dalla scuola che impone materie non opportune. Libera uscita in libero mondo!!!

    Non ci facciamo prendere dal loro "Dai, e dai!!!"... Voglio una libera scelta di dirlo io com'è che mi spendo!!!

    GRIDO DI LIBERTA'!!!!!!!!!!!!! Perché odio la gente che mi dice cosa devo o non devo fare... Libera uscita senza rincorsa, libera scelta di dirlo noi cos'è che abbiam perso...!!! Senza complicazione alcuna. Dai ragazzi! Fate sentire agli altri il vostro grido di libertà!

    April 18

    Dubbi...

    Forse è così che prendono i dubbi: ci si fanno delle domande, su delle azioni, e poi magari, dopo un'accurata riflessione si capisce il perché le si son fatte.
    Non so cosa mi sia passato oggi per la testa, sta di fatto che mi sto sentendo un po' stronzo... Non vorrei che con il mio comportamento io ferisca qualcuno, (sentimentalmente si intende). Manca l'affetto, un amico/a con cui parlare faccia a faccia, di tutto. O meglio, manca il coraggio di uscire di casa la sera, chiamare qualcuno che poi potrei anche avere. Mi fido di lui, mi fido di lei, ma di loro 2 e basta. Solo che ultimamente non riesco proprio a ricevere da me stesso la spinta psicologica per mettere questi piedi fuori da casa.
    Il mio "malessere", è dato anche dal fatto che i miei genitori non capiscono ciò che provo, e praticamente il mio rapporto, più che da genitore-figlio, sembra un rapporto ragazzo-coniugi. Parlare, pensare, riflettere, a porta chiusa, con la musica come unica compagnia, qualche libro a guardarmi... Uffa...
    Più che altro questo intervento doveva essere una sorta di scusa a tutte le persone che credo di aver ferito, con i miei comportamenti, sempre più strafottenti. Però io voglio rimanere l'Emanuele di sempre, la persona che molti sanno che sono. Non voglio cambiare, no, voglio rimanere così perché se dovessi cambiare sarebbe un bel casino.
    Insomma, questo breve intervento è diventata più un'offerta per parlare. Chi volesse, io sono qui, però stavolta funziona che sono io il paziente, perché il dottore, per troppo tempo, è stato da solo, e ora gi serve di sfogare tutto quello che ha con una persona di fiducia.
    Mi sento come se qualcosa mancasse nella mia vita. La scuola va bene, anche lo sport, le ragazze un po' meno, però oltretutto, oltre le cose che non ho detto, sento un buco dentro.
    Dopo tanto tempo che non lo dicevo, ecco, lo dico ora, mi sento un po' stupido.
    April 17

    Testolino

    1.  Chi sei?
    2.
      Siamo amici?
    3.
     Quando e dove ci siamo conosciuti?
    4.
      Hai una cotta per me?
    5.
      Hai mai desiderato di darmi un pugno in faccia?
    6. 
    Dammi un soprannome e spiega perchè.
    7.
      Descrivimi in una parola.
    8.
      Qual'è stata la tua prima impressione su di me?
    9.
      Pensi la stessa cosa ora?
    10.
    Pensi che io sia un po' esaurito?
    11.
    Ti ho mai preso a cazzotti?
    12.
    Quanto mi conosci?
    13.
    Quand'è l'ultima volta che mi hai visto? Se mai ti Piacerebbe vedermi?
    14. Metteresti questo sul tuo blog per vedere cosa dirò di te???
    April 16

    Seduto in riva al fosso

    Perché non fermarsi a riflettere? Se per un'oretta o due prendessi la macchina e me ne andassi in un posto lontano da tutto e da tutti, a riflettere, a sentire solo il rumore della natura... Perché non farlo?
    Andare lontano, e sedersi sulla riva del fosso... Come ha fatto Luciano...
     
    Ho parcheggiato e camminato non so quanto e non so dove sono, qua
    ma so soltanto che si sente un buon profumo, un bel silenzio e l'acqua che va
    lontano da me, lontano da noi, lontano dalla giostra che non si ferma mai
    e ciò il biglietto sì ma questa corsa la vorrei lasciare fare a voi
    solo a voi, la lascio fare a voi,

    che io sto bene qui, seduto in riva al fosso
    io sto bene qui, seduto in riva al fosso.

    O è il riflesso della luna o sei proprio bella, se vuoi siediti!
    hai parcheggiato e camminato non sai quanto non sai dove sei, ma sei qui
    lontana da te, lontana da voi, lontana da uno specchio che non dice chi sei
    se sotto il cielo c'è qualcosa di speciale passerà di qui prima o poi
    prima o poi, comunque tu lo sai

    che si sta bene qui seduti in riva al fosso
    stiamo bene qui, seduti in riva al fosso...

    Sono arrivati con la guida ed hanno apparecchiato per il loro pic-nic
    con sedie i tavolini la TV i telefonini e le facce di chi va
    lontano da chi, lontano da che, lontano per sentito dire senza un perché
    se vuoi restare resta pure ho da fare non mi viene in mente cos'è
    ma lo so che, io lo so com'è

    che state bene lì, seduti in riva al fosso
    state bene lì seduti in riva al fosso...

    Avanti, state bene lì, state bene lì, state bene lì,
    state bene, lì state bene lì, state bene lì...
     
    Perché poi arriva sempre qualcuno a rovinarti l'atmosfera... Comunque, se sotto il cielo c'è qualcosa di speciale passerà di qui... Prima o poi!!!
    April 15

    JUST ONE WORD

    Sii Sincero/a... Deskrivimi in 1parola!!! Lasciala In Un Kommento..poi, se vuoi, rikopia qst intervento nel tuo spaces.. Potrebbe essere divertente sapere kome ti definiskono i tuoi amici...RIKORDA..
    1 SOLA PAROLA!!!
    Tanto mancavo solo io a pubblicare questo intervento...
     
    April 12

    Le donne...

    Si... Posso dire proprio che le donne lo sanno... C'è veramente poco da fare... E' inutile, basta solo mettersi d'accordo con sè stessi, in pari col cuore, lo sanno da sempre, lo sanno sempre e comunque per prime... Lo sanno che cosa ci vuole veramente, e sanno molto meglio di noi da dove si viene, e sanno che è meglio essere prudenti, che a volte basta guardare... Ce ne sono alcune che riescono a spiegarti l'amore, con le parole; altre invece, te lo strappano fuori direttamente... Ci sono quelle che mancano, e sanno mancare, e fare male al cuore di noi uomini...

    Però possono ballare un po' di più, possono sentir girar la testa, possono sentire un po' di più! Sempre un po' di piu!

    Le donne lo sanno chi è che ne paga le conseguenze, e sanno da prima quand'è che arriva la primavera, o forse, loro rimangono ferme, è il tempo che gli gira intorno... Sanno come mai sono donne, e hanno sempre saputo sia il come, sia il dove, sia il quando... Non si sa come fanno, ma sanno sempre di cosa stavamo parlando... Ci sono sempre quelle che sanno spiegarti l'amore, con modi dolci, con le parole... Altre invece te lo vogliono strappare fuori a tutti i costi... Ci sono quelle che mancano, e sanno mancare veramente, e fare molto più male al cuore di noi uomini...

    Però vogliono ballare un po' di più, vogliono sentir girar la testa, vogliono sentire un po' di più! Sempre un po' di piu...

    Arrivano al limite del piacere, a quello dell'orrore, conoscono posti in cui non sei mai stato... Sanno che niente è perduto, che il Cielo è leggero, però non è vuoto... Lo sanno, l'hanno SEMPRE saputo...

    E vogliono ballare un po' di più, vogliono sentir girar la testa, vogliono sentire un po' di più! Un po' di più!!!

    Al limite del dolore, al limite dell'amore, conoscono voci che non sai... Non sai... Non sai... Non sai...

    Le donne sono seriamente, veramente, inconcepibilmente, qualcosa che se riesci ad addomesticare, sanno spararti in orbita. Quanto può essere vero l'ho provato solo molto tempo fa.

    Però sento nostalgia delle nuvole, essendo me stesso, cerco un modo per ricostruire questo trampolino. Vivo la mia vita, magari, un giorno, una di loro verrà da me, e chissà... Nascerà una scintilla... Subito, dopo un po'... E' uguale... Tutto il resto diventerà inutile. Ci saremo solo noi due. Intanto aspetto... Con pazienza...

    PS: c'ha ragione Ligabue...

    April 09

    Running

    L'ho... Si, no la maglia... Si, vabè, dai, OMA' CHE PALLE...

    Cronometro... Uhm... mp3, carico? Si. O, le cuffie. Ecco... Sistemato... Maglietta bianca, calzamaglia sotto il ginocchio nera, calzini corti e scarpe da corsa. Zap, laccio, di qua, porc... Ecco...

    Pronti!

    Ciao mà, pà, si si vabè, ciao... Non ve sento, ciò la musica... Il bip del cronometro segna l'inizio del riscaldamento, oggi è una giornata calda, soleggiata, fantastica per correre... Direzione ponte rosso, Percorso Verde... Canto "Balliamo Sul Mondo", noncurante della gente che mi guarda; d'altronde... I giovani d'oggi sono tutti uguali... Tanto vale che mi sputtano ancora... Passo dopo passo comincio a sentire che i vasi sanguigni iniziano a pompare di più, raggiungono la dilatazione ottimale, lo scambio d'ossigeno muscoli-polmone è ottimo. Mi sento molto in forma... Guardo il cielo, sempre con la musica nelle orecchie... Gli uccelli svolazzano, allegri, nel caldo primaverile. Brezza leggera, sulla pelle, attraverso la maglietta di cotone. Passo dopo passo... Rimbalzando, a comando delle caviglie, le scarpe da corsa si scaldano; ai cinque minuti attraverso la passerella di legno, che scavalca il Tescio che non c'è, e se c'è si nasconde tra le rocce. Colleziono i primi sguardi attonito-spaventati della gente. Ragazzi e ragazze si fumano quelle cazzo di sigarette che per un momento mi entrano nei polmoni. Non fa niente, le automobili hanno anche i sistemi di depurazione... Tra i sassi, più che un riscaldamento, è una lotta per non cadere sulle radici sporgenti. Passo dopo passo, i polmoni aprono e chiudono, comandati da quel muscolo chiamato diaframma. Inspirazione, scambio di ossigeno, tra le piante; profumo di libertà... Espirazione... Afffff..... Passo dopo passo. Il Percorso Verde è gremito di gente, tanto che avvicinandomi alla gente girata di spalle, mi tocca fare un verso per farli scanzare; passeggini, anziani, ciclisti, donne, uomini e bambini. Quando arrivo nello spiazzo che molti conoscono, alla fine del Percorso Verde, direzione ponte rosso, mi rendo conto che proprio non c'è spazio per fare stretching, se non sotto gli occhi curiosi della gente. E sia. Inizio i miei esercizi, e le fibre muscolari possono iniziare a smaltire le prime scorie di acido lattico accumulate nei dieci minuti di corsa, noncuranti degli sguardi diabolici e sospettosi dei comuni mortali. Mentalmente, conto il recupero. Alterno la respirazione. Inspirazione, espirazione. La gente fa finta di non guardare, quello lì che con una tenuta da atleta, insolita per i comuni mortali, si sta adoprando per allungarsi, per recuperare, per preparare il suo corpo allo sforzo.

    Il cronometro fermo sui dieci minuti. Il lettore mp3, fa del suo meglio per darmi adrenalina. Gli sguardi spaventati, mi fanno sorridere...

    Sento che ho finito di allungare, e allora, attraversata la salita, riparto nella direzione opposta, con obiettivo Santa Lucia. Passo svelto, più veloce, potente e deciso, supero animali, persone e cose. Mi faccio strada in uno slalom stile gimcana. Schivo malfidante i cani più grandi, che non si sa mai... Passo dopo passo... La musica mi passa un po' di metadone, qualcosa nascosto in qualche canzone... Canzoni che sanno chi sei molto meglio di te... Attraverso tutta la parte di percorso verde fatta per riscaldarmi, ed arrivo sotto al ponte di Bastiola. Tacchete, puntuale, la famigliola assetata alla fontanella. I bimbi giocano con l'acqua, ho paura però a dirgli che ho una sete mostruosa. Così, dopo qualche sorsetto da bambino, mi paro davanti alla famiglia al completo, e con voce tonante, affaticata domando un <<POSSO?!?!>>...

    Spavento i bambini e, avido, mi disseto. Bagno i polsi, il collo, la faccia... L'acqua a rivoli gocciola dalla maglietta, mischiata al sudore della corsa. Il cuore batte forte, costante, sotto la soglia della fatica. Decido di inoltrarmi nella parte più lunga del percorso... Per fortuna, qui non ci sono troppi sassi. Schivando sempre tutto e tutti, agile, mi tuffo nella fatica. Il fiatone comincia a farsi sentire, come un ritmo pulsante... Lo sento dentro, insieme al sangue veloce, nelle arterie, nel cuore, nella testa... Nelle gambe, mischiata all'adrenalina, all'acido lattico, scorre l'elettricità. Il sudore esce dalla pelle, bagna il mio corpo, l'odore acre di me... Spinto da un'estasi, passo dopo passo, sento il cuore che come uno stantuffo spinge, spinge, spinge, sempre più forte, sempre più veloce, il passo lungo, le gambe nerborute, rotonde, la pianta appoggia a terra, e subito spinge con la caviglia. I muscoli giocano, si confrontano, sempre sotto il mio controllo... Il cronometro, bagnato, le cuffie, saltellanti, la maglia, fradicia. Il sole cocente, scalda, sempre di più. Il fiato, caldo, rumoroso, inuriosisce la gente che guarda chinarmi finalmente sulla sbarra... Ansimante. Il cronometro si ferma con un secco bip... Circondato dalla solita gente curiosa continuo per il mio allungamento stavolta un po' forzato, i muscoli sono induriti, appesantiti. Quel poco di recupero che basta per ripartire alla grande. Ragazze prendono il sole. La mia camminata decisa non ferma i loro pettegolezzi. Ora la fatica diventa costruttiva. Fartleck. Sei ripetizioni alternate di 1 min corsa, 10 secondi allungo forte. Tra la gente il mio cronometro... Lo slalom, la vista si appanna sempre di più. I polmoni chiedono inesorabili ossigeno, tanto ossigeno. Mi faccio tirare la corsa da un ciclista insolito, al quale chiedo anche di tirarmi dieci secondi di scatto. Non ce l'abbiamo fatta, c'è troppa gente...

    Il mio viaggio continua verso il campetto. Sfilo via la maglietta, mi schianto a terra, stanco, madido di sudore... Contento...

    Addominali, piegamenti, mi rialzo, un po' più largo. Mi re-infilo la maglietta; fradicia, il vento si fredda, attraversandola. Il suo bianco è diventato trasparente; il mio color roseo, è diventato di un rosso non troppo intenso. Le scarpe, sfilate via, lì, a terra, sull'erba verde coperta di margherite. Uno dopo l'altro, i fiori, vengono privati del loro polline, dalle api laboriose, golose, avide di dolce nettare. La piccola distanza verso casa, è in poco colmata, passo dopo passo. Sono felice, al mio rientro a casa. Sono le sei precise. Mi faccio un'altra serie di piegamenti così per finire, e, sfilata la maglietta, non nascondo un po' di narcisismo davanti allo specchio. Spettinato, rosso in viso.

    La doccia è un toccasana, nella stanchezza dei liquidi che ho perso. L'acqua scende calda, sfiora la mia pelle, sento il profumo del vapore, che profumo non ha, goccia dopo goccia. La mia giornata la finisco qui, davanti a questo pc, sgranocchiando biscotti, attendendo la cena, tasto dopo tasto. Esprimendo la mia giornata, sotto forma di parole, sotto regole grammaticali. Le uniche regole che mi degno di rispettare... Lettera dopo lettera.

    Dentro di me, la sensazione che provo quando sono stanco. E' bellissimo. La vista è offuscata, il tramonto fuori sembra voler dire all'intera città che il Sole se ne sta andando, che ci saluta e che lo rivedremo domattina. Piano piano, il silenzio nelle strade, rotto solo dal rumore dei piatti che vengono riempiti, di posate che affondano, e che stridono. Qualche cane lontano che abbaia, io, alla finestra, che guardo l'ultimo bagliore del giorno spegnersi, lasciando spazio ai lampioni color bianco opaco... Questa sì che è stata una bella giornata...

    Già da ora mi preparo a vivere la vita che verrà... Già da domani... Giorno dopo giorno...

    April 06

    La televisione fa proprio schifo

    Ragazzi, in questo intervento vorrei far uscire un po’ di quella rabbia che ho dentro, far capire quanto quella cazzo di scatola a tubo catodico sia diventata dannosa per me, e per le persone che mi stanno intorno, intese come famiglia.

    Vi racconto un fatto che mi tenevo dentro da tempo, e che mi ha dato ispirazione proprio per questo testo, come le tante cose che mi accadono ogni giorno:

    eravamo a cena a casa di mia nonna, a Santa Maria Degli Angeli. Ci sono venuti a trovare anche altri parenti, ed abbiamo cominciato a chiacchierare… Saremo stati una decina… Lei stava lì, accesa, imperterrita, trasmetteva notizie, pubblicità, stronzate varie, talk show e varietà. Mi guarda, minacciosa, io vado avanti per le chiacchiere. Tra parenti, visto, ci si confronta, però io devo dire che non vado troppo d’accordo con i miei perché da quando sono piccolo, quando cerco di dire qualcosa, vengo sistematicamente interrotto. Mi sto prendendo una certa vendetta a questo… Ora, se vengo interrotto, alzo la voce come i professori a scuola fanno con i loro alunni; alcuni dei miei parenti mi guardano sbalorditi, altri, invece, non nutrono alcun interesse alla mia discussione, continuando a chiacchierare degli affari loro. Lei sta sempre là. Sbalordita dalle mie parole, dalle mie idee, da quella mente che partorisce cose sempre più strambe, man mano che cresce.

    Qualche parente, cerca di accontentarmi, facendomi qualche domanda a proposito della patente, della scuola, ma quello di cu stavo parlando era tutta un’altra cosa. Stavo, guardacaso, parlando di sport, e di quello che provo quando vado agli allenamenti, ma loro, no, loro non possono capire quei discorsi più o meno profondi che mi ero illuso di far capire.

    Lei, continua a guardarmi, e, esterrefatta da quello che stavo dicendo, come una pubblicità che non deve arrivare, manda in onda quel programma odioso che mi porta via i genitori nella fascia oraria che va dalle 8 e trenta alle 9 e un quarto. Affari tuoi.

    Incredibilmente, l’attenzione della quasi totalità dei miei parenti è ancora concentrata sui discorsi che si facevano, e qui mi sono sbalordito un po’. Poi la zia mi da un po’ di importanza, quella vera, non quella falsa di molti, e più o meno profondamente; prendo coraggio e faccio un discorso serio sui sentimenti di un adolescente, in quanto la domanda era mirata a questo. Allora, uno dopo l’altro, i membri della mia famiglia sembrano nutrire un certo interesse, sembra che nei loro occhi per un attimo scorrano le immagini della LORO adolescenza, che le mie parole abbiano risvegliato in loro il ricordo, le cavolate, i giochi dell’infanzia. La Vespa, il telefono fatto coi bicchieri di carta, o le bombe, i viaggi con il cavallo per arrivare a Perugia a vendere le galline.

    Lei sta là, vuole essere ascoltata, se solo potesse, si alzerebbe il volume da sola, invano.

    Sono entrato praticamente nel vivo, raccontando di scuola, amici… Per la prima volta nella mia vita sono protagonista di una discussione seria tra i membri della mia famiglia.

    Improvvisamente un’esclamazione… “A questa gli sono rimasti solo i pacchi rossi!!!”

    Uno dopo l’altro gli sguardi hanno cominciato a girarsi verso la TV. Mi sono sentito strozzare le parole in bocca, la saliva si è asciugata, la gola era secca, sono rimasto senza parole notando la stupidità che il genere umano a volte può raggiungere.

    Non mi sono mai sentito tanto ispirato quanto quella sera.

    Ho preso il cellulare, mi sono appuntato proprio il titolo di questo testo, e, sorridendo, mi sono allontanato dalla sala… Non se ne è accorto nessuno. Guardavo dalla finestra della cucina, al buio, la strada vuota, e buia anche lei. Il cane vigile, pensa ai momenti passati con il suo padrone, che non ha più rivisto. I suoi occhi guardano i miei, i miei guardano i suoi, e sembra che ci diciamo: “ma in che mondo viviamo?” Fuori faceva freddo, c’era un po’ di nebbia notturna. Regnava il silenzio ovattato dell’inverno. Mi ero creato in cucina, con la luce spenta, un’atmosfera tutta mia… Mia perché tanta altra gente non la poteva capire…

    Di là, dalla sala, si sente una sola voce… LA SUA…

    April 03

    Frasi dai film

    Queste sono alcune frasi dei film che mi sono piaciuti di più. Certo, ce ne sono altri, di film, però per adesso mi accontento di pubblicare solo alcune citazioni.
     
     DA ZERO A DIECI

    "Con i voti cominciano appena nasci, se vieni fuori con tutti i pezzi a posto, se piangi abbastanza forte e se sei sopra i 4 kg ti puoi beccare persino un 10 altrimenti giù a scalare. Se sei precoce, se sei uno di quelli che iniziano a camminare e chiamare mamma prima dei dieci mesi…ti possono dare anche un 9-9 e mezzo…….altrimenti anche li si scende. Inutile dire che appena cresci e vai all’asilo…beh….li si fa sul serio e i voti cominciano a fioccare A scuola, ovviamente, devi fare i conti con l’esplosione, la compilation, il festival dei voti! Forse però il peggio deve ancora venire…perché poi ti aspettano per darti il voto per le ragazze con cui esci, per la macchina che hai, per la casa in cui vivi, per il lavoro che fai. Siamo qui per prendere e dare voti…Non c’è niente di male….Se non c’è niente di male a smettere di fare ciò che vuoi per fare solo quello che ti fa avere buoni voti. Da zero a dieci ho un presente da…..6…….meno……meno. Ho un appartamento di 85 metri quadri, cabina doccia con bagno turco, letto giapponese…ho un ulcera e un esofagite da 8 e mezzo…anche il mio passato remoto è da 8 e mezzo, quello più recente, da 6. Ho avuto un fratello che qui in paese era un mito, se n’è andato qualche anno fa…si chiamava Ivan ma nessuno lo chiamava così. Da più di 20 anni ho 3 amici che se volete ve li regalo tutti, anzi, se li portate via ci metto anche un motorola e il calendario con la Ferilli. Ho una moglie, Fabiana, una che ha mooooolta pazienza. Ho un furgone dell’82, ci vado a fare le serate di blues col mio gruppo (sempre più raramente) Ho una carta d’identità che ogni tanto consulto…beati voi se sapete sempre chi cazzo siete Ho anche altra roba ma sta a vedere che adesso vi faccio il mio settequaranta. Ho un futuro da 9 o da 4.dipende da come mi alzo."
    MATRIX
    Hai mai fatto un sogno così reale da sembrarti vero? Ese da quel sogno non dovessi mai più risvegliarti come distingueresti il mondo dei sogni da quello della realtà?
     
    IN LINEA CON L'ASSASSINO
    "Non è buffo? ..Squilla un telefono, non sai se è per te. Ma non puoi fare a meno di rispondere."
     
    IL GLADIATORE
    Un Tempo esisteva un Sogno che si chiamava Roma....
    Era un sogno, poteva solo essere sussurrato, perchè qualunque cosa più forte di un sussurro l'avrebbe fatto svanire.
     
    RADIOFRECCIA
    Perchè le canzoni non ti tradiscono, anche chi le fa può tradirti, ma le canzoni, le tue canzoni, quelle che per te han voluto dire qualcosa le trovi sempre lì, quando tu vuoi trovarle, intatte, non importa se cambierà chi le ha cantate, se volete sapere la mia, delle canzoni, delle vostre canzoni vi potete fidare...