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February 25 Pochi giorni fa al campo sportivo si parlava un po' di tutto, ci si confrontava anche su temi decisamente non sportivi. Si è arrivato anche a parlare di rimpianti: i rimpianti che persone intorno ai 30 anni possono avere avuto dalla loro vita e i piccoli accenni di noi giovani a proposito. Credo di avere alcuni rimpianti già a 19 anni, che cominciano dalle scuole medie e vanno fino al giorno in cui ho capito di essere un ragazzo e non più un bambino; a volte mi capita di riflettere su quei giorni di molto tempo fa, quei giorni che non ho mai voluto ricordare perché il solo ricordo fa male. Ora che ho 19 anni e che inizio a sentirmi un giovane uomo, inizio anche a capire che dovrei disegnare il mio percorso che va dallo studio all'organizzazione complessiva della mia vita passando per lo sport, considerando gli amici e l'amore, legando a tutto ciò che di base sono riuscito a costruire fino ad oggi. Tutto quello che verrà sarà l'evoluzione della struttura, il disegno di tutto ciò che saprò ricavare da tutto quello che mi succederà. Sono consapevole che questi 19 saranno un anno un po' particolare: a giugno avrò gli esami di maturità, e solo a pensarci mi tornano in mente quelli delle elementari, le mille e mille cose che ho fatto insieme ai miei compagni quando ero ancora un piccolo Emanuele in giro per Bastia. Ancora oggi quando passo davanti alla mia ex scuola mi sembra di vedere il mio piccolo me stesso scendere le scale di corsa ed arrivare per primo al pulmino che mi avrebbe portato a casa. Voglio che questa estate sia la più lunga e la più bella che io abbia mai passato, voglio voglio voglio... Un sacco di cose. ("voglio un mondo all'altezza dei sogni che ho") I 19 sono gli anni del primo universitario, la botta iniziale dell'ingegneria e il nuovo stile di vita. Queste sono tutte cose che ora, in questo momento, mi fanno pensare al futuro prossimo, così prossimo che se il tempo passasse come ha fatto fino ad oggi, non avrei nemmeno il tempo di dire "a" che mi ritroverei in un'aula universitaria a prendere gli appunti di analisi matematica o fisica... I miei 18 mi hanno lasciato una grande impronta; me ne rendo conto ora che passo al checkpoint del nuovo ciclo. Guardo indietro e vedo un crescendo sotto tanti punti di vista, considero gli errori che ho commesso e ne faccio tesoro, comprendo ciò che ho e ciò di cui ho bisogno. I miei 18 sono stati vissuti ma non abbastanza, forse questo è uno dei rimpianti, ma vicende particolari non me lo hanno permesso; al contario mi hanno permesso di comprendere chi mi circondava e che credevo mi stasse vicino. E via a scendere, mi sembra già difficile ricordare i 17, i 16, i 15, ma incredibilmente facile ricordare il primo giorno di scuola in via Trentino. E' una sensazione fantastica, ho i ricordi di me che faccio i primi compiti e riempo le pagine di A, B, C e D, belle rotonde, ben curate, proprio in questo punto della mia scrivania, che mi ha visto crescere, passare dal semplice pensierino al "tema per domani"... Che ha avuto col tempo l'occasione di leggere le mie "bloggate" da studente con idee proprie. Tramite la mia scrivania ricordo la tanta matematica e i compiti di storia; quasi non mi capacito di essere già arrivato qui a ricordare tutti questi momenti, di aver visto scorrere tutti questi secondi sull'orologio che gira da anni e di essere così cresciuto. Guardo le mie mani e le vedo diverse: più grandi, più adulte, così cambiate e così testimoni di tutto quel che ho combinato di buono o sbagliato fino ad oggi. Insomma, mi vedo cresciuto ma ancora in grado di sognare come un bambino, fiducioso in me stesso, responsabile delle mie azioni, egoista nelle mie situazioni. Sospirando prendo fiato e preparo tutto per il proseguimento del viaggio; verrà ciò che verrà. Si parla di regali ma ad uno come me basta avere le proprie passioni, il regalo glielo danno le emozioni: quello più grande è avere vicino i miei veri amici. Grazie ragazzi, siete la mia lacrima di commozione, siete l'emozione che provo mentre scrivo queste righe, siete quelli che mi fanno stare bene e che mi scacciano i pensieri. Grazie di condividere le vostre giornate e le vostre serate con me, grazie di aver accettato di farmele condividere con voi. Grazie... Di tutto. Il regalo più grande siete stati voi... February 18 Bianco è il colore della bella confusione, la vita si rivelerà nei suoi silenzi, le sue trame e le parentesi del cuore, il cuore un senso troverà... Poche righe su questi splendidi versi di Rossana Casale. Sembrano azzeccati proprio per quello che provo, perché anche il cuore vuole la sua parte, non si può stare sempre in tiro. Tutto sembra confuso, disordinato e solo un colore domina in questa strana e bella confusione: il bianco. Un bianco accecante che non lascia vedere la strada, almeno finché non finirà la confusione. Bella perché non è un momento negativo, è solo una strana parentesi aperta in chissà quale istante, che aspetta di essere chiusa. La vita ci pone delle domande e allo stesso tempo ci dà gli indizi per capirne le risposte; guarda in silenzio e lascia che siamo noi stessi a giudicare le nostre azioni. Nelle sue trame, nei suoi fatti, la stessa vita ci regala tante occasioni: apre e chiude parentesi di ogni tipo ma, questa sera, mi ha colpito la PARENTESI DEL CUORE. Onestamente il mio cuore non ha mai provato e vissuto un vero e proprio amore e ciò mi turba un po', solleva incertezze e insoddisfazioni, placate dalla pazienza che tutti ormai dicono di dover mantenere. Obbediente e in un certo senso indifferente, continuo a dar retta alla vita, paziente... Sarà la stessa vita a rivelarsi, con le sue parentesi, anche nel cuore. E' questo che mi solleva: in qualche modo sento di avere la certezza che prima o poi riuscirò a scovare l'indizio della vita che porta dritto alla porta del cuore... Allora forse, per davvero, il cuore un senso troverà. A tutte voi, anime solitarie e non, un abbraccio... February 13
San Valentino è la celeberrima festa degli innamorati, il giorno in cui milioni di coppie si scambiano le loro promesse d'amore, il giorno in cui miliardi di cioccolatini, rose, fiori, colori vengono regalati ai dolci compagni d'affetto. E' anche una festa-business, dove altrettanti milioni di dindi vengono spesi in tutto ciò che potrebbe sembrare opportuno per dimostrare l'amore, ma questo è un altro discorso. San Valentino può essere quel che vuoi perché è un'occasione... L'occasione per dichiarare un amore e sentire la magia del cuore che batte e sentirlo pieno... La magia delle stelle che brillano sotto il freddo cielo di febbraio riscaldato dal calore dei cuori, la bellezza della Luna che splende e che ride osservando il rosso dell'amore nelle sfere delle coppie. San Valentino è un giorno in cui piovono gocce di passione e le persone non hanno bisogno di ripararsi da esse... Si lasciano bagnare dalla dolcezza e assaporano il bacio della sensazione che sfiora la pelle, che entra dentro al cuore. San Valentino è desiderio di sentimento, è commozione in una canzone d'amore scritta in una lettera profumata della stessa essenza dell'emozione, con la penna più bella e morbida, guidata da una mano lieve. E' colore, è sogno, è un raggio di sole che filtra tra le nubi, è volersi dimenticare di tutti i problemi e correre tra le braccia di chi si ama, baciare, sentirne il profumo e la morbidezza sulla pelle, sul viso, sulle labbra... E' uno spiraglio di vento che solleva la polvere dal cuore, una brezza leggera e densa d'amore, un battito all'unisono più forte del quotidiano chiacchierare confuso. San Valentino è una festa che racconta le canzoni d'amore nella varietà delle relazioni di tutto il mondo che conoscono questa festa... Le scompone nota per nota e le armonizza a momenti magici, fotografie, scene nella memoria, attimi passati e mai dimenticati... E' un accordo da pelle d'oca nella musica che fa chiudere gli occhi e respirare più forte, per fermare il tempo in un momento speciale, per sognare l'eterno nell'istantanea diapositiva dell'amore. San Valentino è un miliardo di cose che non si possono descrivere perché arrivabili solo dalla capacità di saper amare.
San Valentino è la malinconia dei soli, è l'invidia e il desiderio di trovare qualcuno da avere accanto per donare un po' d'amore, un po' di sé stessi. 14 febbraio 2008, io sono uno dei soli che aspetta paziente l'amore, senza fretta e con un po' di tristezza nel cuore. La tristezza che è come un buco profondo riempibile solo con i colori e la luce dell'immaginazione. Oggi mi sento solo, come tante altre persone, ma continuo a credere nell'amore perché è d'amore che in fondo abbiamo ed avremo sempre bisogno. Io intanto continuo, paziente, ad aspettare la mia compagna...
Buon San Valentino a tutti... February 05 Quante volte avremo paragonato il nostro stato d'animo al clima, alle nuvole e al vento; quante volte avremo notato delle incredibili somiglianze al momento chiedendoci se qualche Dio abbia capito cosa brucia dentro... Quante volte paragonato la pioggia alle nostre lacrime da adolescenti, e a quelle da persone mature, venute giù così per caso in un momento di tristezza; teneri i bambini che curiosi appoggiano le loro manine al vetro e guardano meravigliati la pioggia cadere fitta... Rimangono a bocca aperta lasciandosi trasportare dal fragore del battere in terra delle gocce, lontani dal mondo, lontani dalla vita che verrà. Nel silenzio di una casa semivuota sta qualcuno ad ascoltare il fragore del tuono, percependone la lontananza e prevedendo l'arrivo del temporale. Meraviglioso come il tempo sappia mutare lo stato d'animo dell'essere vivente, come muta sé stesso in tempi rapidissimi... Lunatico. Nella pioggia tutto è ovattato, e chiuso, e silenzioso. Il mondo sembra fermarsi davanti a uno spettacolo ristoratore per la terra e per le piante che, avide, bevono e riprendono colore; dentro la pioggia camminano in pochi; cercano riparo coloro ai quali non piace stare in mezzo alla folla. Camminano pensierosi, confondendosi tra le gocce ed il buio della città congestionata, facendosi strada tra le pozzanghere, sollevando indifferenti schizzi. Dentro la pioggia non volano gli uccelli, e la natura cerca riparo nella natura o sotto le grondaie laboriose, trasformate nel letto dei fiumi piovani. L'aria della pioggia si profuma di sé, diventa più intensa e palpabile. Si può avvertire l'arrivo dell'acquazzone dal colore del mondo, dalle sfumature che prende il paesaggio, dalla sensazione a pelle che dà il brivido frizzantino dell'imminente rovescio. Tutto è lento, tutto assume una forma piena, eburnea, umida. Pioggia che porta speranza, tristezza, dolore, amore... Che carica e fa correre; che stanca e fa piangere; che bagna, ferma, blocca un momento e lo rende fotografia, innamora e bacia. Pioggia che scorre lieve sulla pelle e sulle labbra, bagna gli occhi e le guance, inzuppa i vestiti e appesantisce. Umido che imballa la testa, blocca la mente e confonde le idee mescolando le idee, rende muti... Silenziosi... Fotogramma di un temporale. Fantastico come a volte i pensieri si riflettano nella pioggia in un momento di silenzio; cercano il momento giusto per uscire, farsi vedere e ritornare veloci come le gocce. Riflettere sullo stato d'animo, associarlo alla pioggia e sentire come ci stai dentro. "Senti che fuori piove, senti che bel rumore". Acqua che pulisce, rigenera e purifica... Quanti i ricordi di una memoria anziana nel giorno di pioggia; silenzioso lo scrutare nella penombra della finestra e assordante il rumore del suono della rimembranza. Solo qualche rumore lontano, nella città. Brandelli di suoni sparsi a caso nell'aria che rimbalzano e si propagano, componendo una musica suonata dall'orchestra del quotidiano vivere. Il solito rumore delle automobili, qualche uccello che canta al riparo nel suo nido, un treno che passa, i cantieri al lavoro e ovviamente lei, l'acqua. Immagini che scorrono alla finestra affacciata sul cortile desolato e vuoto, dominato dalle pozzanghere. Già... Ritrovarsi nella pioggia che scende, contemplarne il fragore, la bellezza per esaminare sé stessi. Non è facile ritrovarsi nell'acqua e nel numero infinito delle gocce che cadono dal cielo, ma possibile. Domande di un momento un po' così, tante quanto sono le gocce che in un secondo bagnano il giardino durante il temporale; se alla pioggia associata è la tristezza, al giorno di sole associata è la felicità, e se un giorno di sole non sarà capace di far splendere l'arcobaleno nel temporale dell'anima, rimarremo ancora qui, fradici e inzuppati, tesi e intirizziti, in attesa del giorno senza pioggia. February 01 Esco di scena e vado a camminare solo, sui marciapiedi io volo... Sono straniero nella mia città, la gente passa mi vede e lo sa... Mi fermo, poi riparto, poi mi fermo ancora e osservo la strada che si colora, c'è una faccia in vetrina... Mi guarda e va via. Chi è lo straniero a casa mia? ...Casa mia... E trovo Andy il matto che è vent'anni che è li e mi dice "qui va bene così", tanto tutto è troppo e basta quel che hai, e forse un giorno lo capirai... Ma te che ne sai, ma chi cazzo sei? Però so che ha ragione lui, perché lui è un matto autentico e io troppo spesso mi dimentico che qui... Qui non e' Hollywood... Arriva il buio e la gente va via svelta e, come per magia, nelle telestazioni l'universo va in festa, ancora un altro giorno alla finestra. Ma uno straniero in fondo che ne sa di come funziona e di come va? E anche se i sogni in questo posto finiscono in vino, anche se perdi sempre a tavolino, qui... Qui non e' Hollywood... E anche se il film te l'aspettavi con un altro finale, e se qualcosa in fondo è andato male, qui... Qui non e' Hollywood... Riuscirò a togliermi il vizio di iniziare gli interventi con una canzone? L'avete letta bene? Questa è una di quelle canzoni che passano inosservate, inascoltate, e piombano dentro quando meno te lo aspetti. Ho scelto Hollywood perché c'è qualcosa di me che ritrovo lì dentro, e sono molteplici le interpretazioni che si possono dare a questa composizione. Credo che la mia interpretazione sia piuttosto semplice: ognuno di noi è straniero rispetto al mondo e alle stesse persone con le quali si relaziona, nella sua città; straniero perché ognuno di noi è diverso da quella che dicono sia la collettività. Cosa succede quando non abbiamo tolleranza per gli stranieri? Sarà questo il motivo dei tanti conflitti fra tutti, dal livello confidenziale a quello internazionale. Vorrei prendere in considerazione quello personale perché a quello internazionale ci sta già pensando molta altra gente. Voglio prendere in considerazione il delitto dell'essere, la colpa di esistere, per la quale molti di noi si battono. Una battaglia comportamentale credo sia sostenibile se si ha carattere, arma naturale e molte volte fin troppo efficace; il problema sorge quando non se ne ha. Non è facile capirlo, provo meglio a spiegare ciò che penso: ho quasi 19 anni ed ho sviluppato competenze, carattere, comportamento, in relazione alle esperienze che ho vissuto; ognuno di noi l'ha fatto a proprio modo ed in relazione alla realtà che lo circonda. Immaginate quindi una immensa diversità nascosta tra ogni coetaneo, sebbene appartenente alla stessa società. E' questa la causa che scatena la reazione dei "potenti", cioè quella di prendersela con i più deboli, i poveri di carattere che inconsapevoli di ciò che gli altri hanno deciso per loro, soccombono e si lasciano trasportare dal mare di torti subiti, senza motivo, per pura soddisfazione dei grandi, di quelli che credono nel loro "essere" in un mondo tutto loro, inconsapevoli di ciò che li attende là fuori. Credo che ognuno di noi nel proprio carattere abbia una potenzialità infinita. Bisogna saper interpretare il momento per crescere e maturare. Non è come nei film dove alla fine il buono vince sempre; la storia che studiamo ed il mondo in cui viviamo ci insegnano che non ti regala niente nessuno. Ma non ci facciamo troppi problemi, tutti sappiamo crescere e tutti possiamo cambiare come tutto può cambiare. La vita non sarà come nei film ma si può prendere come tale, perché ognuno di noi è autore e regista, attimo per attimo, della trama per la sua storia... Che colpa ne abbiamo se ci piace sognare e credere alle favole? Cosa ci succederebbe se il nostro modo di sfogarci sarebbe cantare, correre, saltare come pazzi e urlare? Ci prenderebbero per matti ma almeno, i matti, hanno capito che vale la pena uscire di scena e continuare a giocare dietro le quinte. Il nostro pubblico, quello di ognuno di noi, applaudirà solo alla fine dello spettacolo e... Chissà quanto segnerà l'applausometro? Che voto ci darà la critica? Che considerazioni starà facendo durante la scena? La scena siamo noi! Siamo uno spettacolo, un film, potremmo essere qualsiasi cosa, anche una canzone. Ci sarà sempre qualcuno pronto a giudicarti e a schernirti per ciò che sei, per quello che fai. Il mestiere dell'attore è quello di ignorare il pubblico e continuare a recitare la sua parte con propria, maestosa e insostituibile interpretazione. L'attore fa di tutto per rendere piacevole la sua messa in scena e non importa quel che pensa la folla, perché ci sarà sempre qualcuno al quale piacerà il tuo pezzo, e che non avrà paura di applaudire alla fine della tua interpretazione... Ogni lacrima lo farà piangere, ogni risata lo farà ridere, ogni respiro lo farà vivere... Credo che sia importante credere in quel che si crede perché è ciò che è stato scelto come migliore per noi. Bisogna saper vivere con quello che abbiamo a disposizione sul set, con la nostra e solo nostra capacità interpretativa, indossando diverse maschere in ogni occasione. Anche se sbagliamo qualche battuta non ce la dovremmo prendere a male perché improvvisando si riesce quasi sempre a risolvere la questione. Tutta questa grande metafora sulla vita è solo un consiglio, una sorta di lezione di vita maturata dalla mente di un ragazzotto ancora inesperiente in attesa di sfide su sfide: le sfide che dovremo saper prendere al volo e tenere in equilibrio sul filo della vita, timorosi di poter cadere. Alla fine, quando saremo grandi e non avremo più parole da scrivere, espressioni da recitare, gesti da compiere, ci spoglieremo delle nostre maschere, guarderemo il nostro pubblico negli occhi e, sguardo contro sguardo, aspettando il loro applauso diremo loro che "anche se il film te lo aspettavi con un altro finale, e se qualcosa in fondo è andato male, qui... Qui non è Hollywood".
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