Emanuele's profileLa mia parte intollerant...PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
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February 27 AUTOBIOGRAFIA???Autobiografia di un 18enne. E’ molto lunga, forse vi conviene salvarla e leggerla con calma. Sarei contento se ognuno di voi sprecasse quei 20-30 secondi per un commento finale. Sembra una pazzia, una delle mie solite pazzie, ma l’ho scritta tutta io. Da solo, e fino ad oggi, nessuno non ne ha letto nemmeno un pezzettino. Su il sipario… Si comincia…
*** Flashback: Domenica 26 febbraio 1989. E’ nato un bambino di nome Emanuele. Parenti e amici riaffiorano come appannati nella mia memoria. Non si può dormire in pace quando si è nati da poco. Ricordo le stelle sulle candeline dei compleanni, i regali sotto l’albero, e la mia mitica jeep blu fuoristrada con la quale ho fatto tante di quelle derapate… Mi ricordo il Nintendo, e le scuole elementari, gli amici del nascondino e quelli del guardia e ladri… Le giornate passate a giocare a pallone, sotto il solleone, cocente, e le fontanelle d’acqua scroscianti, fresche, rivitalizzanti. Mi ricordo i gavettoni e le urla dei condòmini. Le bestemmie e qualche pattuglia di Carabinieri impotenti davanti a un gruppo di bambini si e no di 10-11 anni… Mi ricordo le calze della Befana ogni 6 gennaio e il compleanno dello zio passato sempre a casa di nonna Elia. Mi ricordo mia cugina Erika quando è nata. Ero geloso, come un cagnolino. Perché nessuno mi dava più troppa considerazione. Mi ricordo nonno Erminio, che ha a che fare sempre con i suoi libri e con i suoi cruciverba, onnipresente a ogni mia partita, ogni mia gara, sempre con la faccia assorta, pensierosa, e forse in questo mondo sono l’unico ancora oggi che lo riesce a capire, perché sono uno dei pochi in questa famiglia che gli vuole tanto di quel bene… La nonna Marinella che chiamo “la Moviola”, perché ci mette sempre venti minuti a fare le cose, ma le voglio un bene infinito. Nonno Franco e Nonna Elia, sempre con quel dialetto perugino a farmi da guardia, con i loro metodi all’antica, ma con quella garbatezza, con quel modo di fare, e non posso dire altro che anche a loro, voglio troppo bene. Tutti gli zii e le zie, tutti i cugini, con i quali ho passato il periodo da quando sono nato all’adolescenza, e ancora oggi… Voglio bene a tutti. Stella! I ragazzi ridendo si fermano di scatto in pose assurde, c’è chi fa la linguaccia, chi prova a incrociare gli occhi, poi… 1-2-3… Stella! E Mattia si fionda verso il muro, Bam! Lo colpisce prima che Davide abbia finito di contare… Basta, la banda è esausta, è sera tarda, e la gente dei palazzi intorno vuole dormire… Tutti a nanna. Ma domani non c’è scuola, c’è un’altra giornata di vacanza. Il giorno dopo. “Che caldo che fa! Per essere le 9 e mezza di mattina fa proprio caldo. La facciamo una “falsa” prima che arrivano tutti?” “Ok”! Le biglie rotolano leggere sulla sabbia spettatrice di tante battaglie biliari. Toc! “Ahhh! Tocciato!” Ho vinto io… Guarda, c’è il maro, E arrivano anche Mattia e Marco da di la… Siamo tutti, si può giocare a pallone!” E allora dalle 10 di mattina fino a mezzogiorno, sotto il sole cocente di una estate di fine millennio. Il pomeriggio si giocherà dalle 3 alle 7 e 30, tutti a cena e alle 8 e mezza tutti fuori per un nascondino o un guardie e ladri, tanto si va a finire sempre a litigare, non riusciamo mai a non farlo, un casino davanti casa mia, il muro addirittura è macchiato e scolorito dalle continue tane e percosse, strusciamenti vari…
Esami delle elementari, fila tutto liscio; le maestre che mi hanno insegnato tutte le cose giuste fino adesso, non so come ringraziarle. Mi mancherà il mitico bidello Carlo Tempo dopo… raga le medie di Bastia non me le aspettavo così, me le immaginavo più piccole, vabè, eravamo abituati a quella scuoletta del Borgo, più di quello non era, però secondo me è, e resterà la migliore scuola elementare di Bastia. Da questo momento posso dire che inizia veramente il mio racconto. Ci tengo tanto a dire che nella mia vita prima delle medie ho vissuto troppo da bambino, e mi pento di alcuni atteggiamenti involontari, che possono aver ferito i sentimenti di qualcuno, tipo di tutte le bambine e ragazze che ho infastidito, come compagne di classe, cercando solo di sentirmi parte integrante del popolo maschile della scuola. Non riesco a scrollarmi questo fatto dalla testa, come tutte le figuracce che ho fatto e che vorrei cancellare, completamente dalla mia mente. Se solo potessi tornare indietro… Non rifarei tante cose, lo giuro. Prego di scusarmi, chiunque legga questo racconto, e sa come sono andate le cose, per tutto quello che ho fatto di sbagliato, se ho ferito i sentimenti di qualcuno, se ho fatto arrabbiare qualcuno, ma ero solamente un bambino stupido, senza anima, senza nessuno che gli abbia potuto imparare a vivere. Nessuno. Verserò tante lacrime scrivendo questo racconto perché è un mio sfogo, è pieno di sentimenti, e parla più che mai della mia vita. Della mia assurda esistenza prima dell’età di 15 anni e della svolta assoluta… Ma di questo parlerò più avanti. Prima media, nuovi amici, amiche, nuove conoscenze, nuovi maestri, anzi professori, ai quali darò del lei. Sembra che mi abbiano accolto bene, che quello che sono non li spaventa affatto, anche se non so nulla, di come ci si debba comportare a quest’età, perché i miei parenti, non hanno saputo gestire al meglio l’infanzia di questo ragazzo. I primi giorni filano lisci, anche i secondi, ai terzi già cominciano i primi sospetti, che abbia fatto del male, un torto, una burla a qualcuno e non me ne sono accorto? Una sera parlando con Mattia, al cancello dell’ex proprietà di suo nonno, quando ancora non c’era il palazzo, me lo ricordo come fosse ora. Io e Mattia chiacchieriamo del più e del meno, poi arriva ********, grande amico, siamo cresciuti insieme, E saluta… solo Mattia. Parlando mi accorgo che qualcosa non va’. Che qualcosa è cambiato in lui. Non mi guarda, mi guarda male, sembra molto male. Purtroppo anche Mattia non sembra collaborare molto alla mia richiesta di spiegazioni. Giorni dopo, chiedendo spiegazioni per quegli atteggiamenti, ricevo solo insulti, e commenti di questo tipo: “Mi hai sbattuto la porta in faccia”… Inutile dire che non sapevo, e non so, tuttora, di cosa stava parlando. Assolutamente, in nessun modo. Chiedendo spiegazioni in giro, piano piano, mi accorgo che il carico di insulti diventava sempre più pesante, e ancora, ancora, ancora. Lui, ************, uno dei più bravi amici che avevo, diventò un grandissimo pezzo di merda. Mi resi conto in modo fulmineo che si trascinò dietro tutti i miei amici più cari, raccontando bugie, menzogne sul mio conto, che io dicevo in giro di quello o quell’altro, dicevo male di alcuni che non avrei mai voluto perdere, ed ai quali non avrei mai fatto del male. Cari lettori, potete immaginare quanto questo fatto abbia potuto incidere sulla mia mente, sul mio modo di comportarmi. Scuola, ancora prima media, stavo ancora chiedendomi il perché di tutti quegli avvenimenti, lo chiedevo anche a mamma ma di tutta risposta ricevevo un “oggi ho lavorato troppo, sto male, ne riparliamo domani”. Comunque… ricreazione, tra amici ci si comincia a fare scherzi, così, come al solito, e Marco, inizia a farmi il solletico. 1-3-5-10 minuti, io lo soffro il solletico, almeno, ne soffrivo poco, ma andiamo avanti col racconto, suona la campanella, rumore di ragazzini e ragazzine che corrono sui corridoi, urla, baccano, Solletico. Divertimento, basta, Marco, mi fai male dai, basta! Bastaa! Poco divertimento, Basta! Bastaa!! Marco, dai basta, veramente, me stai a fa male, (te lo ricordi? Io come fosse ieri) Urla, passi, ancora urla, campanella, classe che si riempie, alunni che tornano in classe, suoni confusi e sfocati nella mia mente, rabbia, rabbia che sale che diventa sempre più forte, collera, forza, adrenalina, pizza in mano, solletico, non più solletico, fianchi arrossati, irritati, nervi sotto sforzo, sudore, RABBIA. Classe piena, la ricreazione è finita, ancora solletico, sta per arrivare la prof…… Rabbia. BASTA!!! Pizza rimasta che vola via, sorriso che diventa smorfia di dolore, poi rabbia, la rabbia più forte della mia vita, fino ad allora, mista alle tante domande che avevo in testa, mi chiedevo il perché di tante cose contro di me… Bastaaaa!!! Spinta, ancora spinta! Più forte! Ancora! Pugno! Il più forte che abbia mai sferrato, il più giusto, il più di tutto, lacrime, urla, silenzio intorno, urlo di dolore, di disperazione, pugno forte, ancora, occhi rossi dal pianto, da una cosa chiamata Ira. Prof che entra e ci divide. Le forze mi mancano, non riesco a ricordare cosa stavo facendo, mi gira tutto, insulti, contro di me, contro un innocente. Nella testa tutti i neuroni, tutte le mie cellule cerebrali si chiedevano la stessa cosa… <<Perché?>>. Mi ricordo solo che andai al bagno a sciacquarmi il viso, a finire di piangere, a capire di aver perso un grande amico, per uno sporco motivo, per colpa di uno stupido ragazzino, un bastardo, chiamato Massimiliano… almeno così si fa chiamare. (prima lacrima)
Ho perso Marco, quanto ci ho pianto, non lo sai. Caro lettore, questa è la mia vita…
Prima media finita, voti buoni, anzi, direi ottimi. L’estate non passa mai. Non riesce. Insulti, sporco soprannome, (lacrima due tre e quattro). Questo porterà ad una crisi della quale parlerò più avanti. Da qui inizia il periodo più brutto della mia esistenza, di tutta la mia vita. Estate passata in casa a piangere, a chiedersi perché, a chiedere perché a mamma e papà, e, cosa più dolorosa, sentirsi rispondere che non faceva niente, che non importava, insomma che non gliene fregava niente di tutto ciò che mi stava accadendo, che tanto sarebbe passato. Feste, non mi invitava nessuno, solo Mattia, ma non potevo andare perché non riuscivo a stare insieme agli altri. Venivo coperto di insulti, di risate, ero un burattino in mano a tanti Mangiafuoco. Fa male da morire ricordare quei momenti, ma l’ho detto, è uno sfogo personale, è il racconto della mia vita. Sono commosso, ora. Non potete nemmeno immaginare cosa possa voler dire sentirsi rispondere male da tutti, soprattutto dai genitori, dalle persone che ti hanno messo al mondo. Il mio comportamento andava cambiando di giorno in giorno, guardavo le persone con diffidenza, stanco di essere trattato così, sapendo che non me lo meritavo… Io, meno di chiunque altro. L’estate passa tra notti passate in pianti sulle lenzuola di un letto troppo bagnato di lacrime, di una rabbia incontrollabile, che si trasforma in forza di vivere, la gioia di reagire, di accusare il colpo, e di ricominciare da capo. Il ricominciare da capo, il tentare di uscire dal guscio, anche sapendo che qualcuno ha legato un forte spago intorno a questo, volendo fare di tutto pur di farmici restare. Seconda media, è tutto più difficile. In tutti i posti in cui vado, tutti sanno che mi chiamano in un certo soprannome, che più ricordo e più mi viene da piangere, quindi ad alcuni risulta proprio istintivo riconoscermi con quello. Però per me era un grandissimo insulto ed un forte motivo per il quale piangere. Ero ostacolato in tutto: sport, studio, amore, che non c’è mai stato. Il calcio era diventato impossibile, ma continuavo ad andarci, spremendo la mia forza di volontà. Vivere era diventata un’utopia. La scuola andava male, molto male, non riuscivo a pensare ad altro che a proteggermi dalle persone che mi davano fastidio, che mi insultavano, che non avevano rispetto di un ragazzino che sarebbe stato un amico, innocente, forse troppo ingenuo? Mi presi una cotta per Francesca, si, proprio lei, quella che stava in classe con me. Mi sembrava un angelo, ma non riuscivo a raggiungere il mio obiettivo, il mio scopo, sempre per colpa dei soliti ignoti. Litigavo con tutti, ero diventato una persona abituata a parlare gridando, insultando, per questo ero inavvicinabile, impossibile. (lacrima cinque). I voti in pagella andavano ben sotto la mia media scolastica. I professori mi chiedevano perché, io cercavo di spiegare ma non ricevevo collaborazione, o poca. Tornavo a casa e mamma non si preoccupava troppo della mia situazione emotiva quanto di quella scolastica. Papà andava troppo in bicicletta ed io da quel momento, fino ad oggi, ho avuto poca confidenza con lui. (lacrima sei). Da quel momento, i miei genitori non erano considerati più come tali, anzi, erano diventati dei nemici, schiavi di un mondo fatto di luoghi comuni, e di persone controllate solo dal mondo del lavoro, o dal divertimento, senza nemmeno un briciolo di ascolto e compassione. Dovetti andare avanti, da solo….Ed era difficilissimo. I migliori amici che avevo erano: Davide, Mattia e Nicola. Queste sono parole di sfogo, pesanti anche per me. In tre… Due e mezzo, il mezzo può capirlo da solo chi era se sta leggendo questo testo. Mi dispiace dirlo, ma eri complice di un doppio gioco e non riuscivo a considerarti dalla mia parte. Mi dispiace da morire… Mattia. S’è litigato tanto io e lui. Sempre motivi stupidi, ma lo vedevo anche un po’ come figura protettiva, uno che si faceva molto gli affari suoi, che si comportava male solo in presenza di certe persone, di certi elementi, quando stava con me era un amico, ero io che mi mantenevo lontano, da lui, avevo paura. La seconda media finisce male, ma l’estate passa in fretta. Ancora ero un bambino, poco cresciuto nel carattere. Continuavano gli insulti e le offese, litigai con altri, ero diventato il nemico di tutti… Ma ora la parte più importante: ero vittima di un forte esaurimento nervoso. Tic epilettici mi massacravano gli occhi, le mani, i tendini, le gambe, la testa… L’ ANIMA. Volevo andare a farmi vedere da un dottore ma non mi fu concesso esplicitamente, un po’ perché avevo paura io, e allora mangiavo tutta la rabbia e accumulavo una sorta di energia negativa in me. Sentivo che qualcosa sarebbe prima o poi esploso. Solita estate insultata, infastidita, da gente poco normale, mi fecero rinchiudere in me stesso, a riflettere… passai notti intere in bianco, chiedendo a Dio se ce l’avesse con me. Notti passate a pensare se i miei genitori avrebbero capito prima o poi cosa avrebbero dovuto fare. (prima notte passata a scrivere, è mezzanotte e un quarto, buonanotte)(lacrima sette).
Passa l’estate, e ricomincia la scuola, ma qualcosa stava cambiando in me: il mio carattere, forse per effetto di tutti i torti subiti, si stava temperando ed io avevo acquisito una pazienza un po’ più grande del normale. La mia media scolastica, stava piano piano risalendo, verso quell’obbiettivo, che volevo raggiungere fin da piccolo. Non mi passò per niente la cotta per Francesca, ma ero troppo timido, non riuscivo a confessarle che mi piaceva da morire, e non ci sono mai riuscito. Purtroppo, ho continuato a dare fastidio alle ragazze, alle mie compagne di scuola, comportandomi da bambino, e mi dispiace un casino, giuro, scusate, perdonatemi perché non sapevo quello che facevo… Durante l’anno sembravano essersi calmate le acque, o quasi. Preferisco saltare i commenti del terzo anno, tanto si rispecchiano in quelli del primo e del secondo. Feci pace con Marco e, ancora, dai primi giorni che c’ero tornato amico, non me la sentivo ancora di uscire con lui e con gli altri. Anche se devo dire, un po’ di gente tornava dalla parte mia. Arrivano gli esami: Tensione, quelli di matematica ed inglese vanno bene, li sapevo fare. Aspettavo solo una cosa: il tema di italiano. In quello mi sono svuotato, ho sfogato tutta la mia rabbia contro tutti quelli che in quei tre anni mi avevano fatto del male, genitori compresi. Sono riuscito a commuovere l’intera equipe di professori che si sono sprecati nella lettura del mio racconto, pur sapendo che non era per niente coerente alla traccia prescritta dal tema d’esame. Sono stato cattivo in quel tema e non me lo dimenticherò… Mai… E’ servito a far capire alla gente, cosa avevo provato in quei tre anni. Quale incubo avevo passato. Distinto. Il voto finale fu questo, mi aspettavo di più ma ero contento, mi aspettava una scuola nella quale ero sicuro di poter sfruttare le mie potenzialità. Una cosa è certa: HO ODIATO E ODIO ANCORA LE SCUOLE MEDIE NELLA MANIERA PIU’ ASSOLUTA… Per tutte le disgrazie che mi hanno fatto passare, tanto che ogni volta che ci passo davanti mi viene da piangere… Incredibilmente, in estate non ho subito più tutti gli insulti di un tempo, ero libero… Si, libero, ma ero segnato nell’esistenza e nell’anima… In me ardeva quel fuoco di vendetta spietata e crudele, da una parte, mentre dall’altra c’era la voce della mia coscienza che mi diceva di lasciar perdere… Così, stavo andando anche contro me stesso, in un certo senso. La domanda che mi martellava la testa era se sarei riuscito mai a liberarmi da quei pensieri. Comincia la scuola, è tutto diverso, l’ambiente, il comportamento, i professori, tutto. Ma mi sembra meglio, in classe ho Nicola come compagno di banco, e lo avrò fino alla fine del secondo. Come da copione cominciano subito le figure di merda, plateali, e perlopiù clamorose. I miei però sono compagni amichevoli, almeno in parte, arriveranno poi i casini. C’è poco da dire sul mio comportamento scolastico, e sul mio andamento, vado abbastanza bene, e lo farò fino ad oggi, data di pubblicazione di questa pesante, ma per qualcuno interessante autobiografia. Quello che è importante dire, perché punto chiave di questa brutta storia, o autobiografia, come dir si voglia, è il giorno in cui io ho cambiato da così a così la mia esistenza. Non è facile da capire, perciò fate bene attenzione a cosa vi dico: Avete presente quando si sogna ma non si sa se si dorme o si è svegli? Bene, un bel giorno, del quale non mi ricordo la data, comunque verso la fine del 1° superiore, mi svegliai, e mi sentivo, come dire… Diverso? Si, diverso; non c’era più la rabbia, la pressione, era come se tutto quello che avevo sofferto si fosse mischiato e, da negativo, avesse costruito una barriera interna. Una barriera dell’anima. Veramente, in tutti i comportamenti, ero nuovo, ma non sapevo come caspita fosse potuto accadere… Era una nuova visione di me stesso. Avevo amici, anche nuovi; forse, avevo un mio migliore amico, che conservo fino ad oggi, forse però al tempo il legame era un po’ meno forte. Addirittura non ricordavo tutti gli avvenimenti brutti capitati negli ultimi 3-4 anni, incredibile, vi giuro, non è uno scherzo, e tuttora non riesco a ricostruire questi. Che bello, mi sentivo un’altra persona; ERO un’altra persona… Avevo ed ho tuttora un ego e una pazienza a dir poco TERRIFICANTI… Niente mi faceva più arrabbiare, non più come prima… Le cose riescono meglio, tutto è più facile, anche la scuola, i compagni diventano amici; era, ed è, fantastico… Fan – Tas – Ti – Co. Ecco spiegato perché credo in Dio. Perché non bestemmio, mai. Credo che Lui mi abbia aiutato in qualche modo, che abbia dato ascolto a tutte le preghiere che Gli ho rivolto. Grazie… Per quel giorno in cui sembrava che io fossi rinato.
La vita continua, e da qui gli avvenimenti diventano un po’ più fitti e densi, carichi di significato, perché la vita di un bambino diventa quella di un ragazzo.
Secondo superiore, la mia voglia di avere una ragazza comincia a farsi sentire, purtroppo, però, la timidezza l’ho sempre conservata, e ho conservato quell’ imbranatezza, (anche se non si può dire e word si incazza) che mi ha sempre contraddistinto. Continuavo comunque ad accumulare tensione, perché mi è sempre rimasta purtroppo, l’abitudine di accumulare prima e scaricare poi, facendo sport. Era come comprare una macchina nuova e fare il rodaggio, non potendo sfruttare al massimo le sue potenzialità. (fine della seconda notte a scrivere, sono quasi le una, di sabato NOTTE, invece di ballare sono qua davanti al pc, per colpa di qualche amico, ma anche di questo parlerò più avanti.)
Comincia il periodo di tanti cambiamenti per me. Finalmente, a differenza di altri, si forma un gruppo di amici definitivo, o meglio, sicuro solo per 5 persone: io, Mattia, Nicola, Marco, Michael. Ne passeremo tante insieme, troppe forse. Ci sono anche altri personaggi, che però abbiamo perso col tempo, e citarli tutti, è come riepilogare nei titoli di coda tutte le comparse di un film. Dal secondo superiore, come ho accennato in precedenza, mi comincia a prendere una voglia di ragazza, che purtroppo, non verrà soddisfatta; anzi, verrà contraddistinta da tanti NO, nO, No, No, no. Insomma, la mia autostima è andata a puttane in questi ultimi 2 anni. Ricevevo complimenti ovunque, sull’aspetto, sul carattere, soprattutto in quello, ma non riuscivo ad avere minimi contatti con le ragazze, complice il mio gruppo, forse ancora troppo bambino, almeno per qualcuno. Si consolida l’amicizia con Mattia, l’affetto che ci scambiamo, come migliori amici, quando c’era un problema era lui che cercavo, almeno fino a quando, una sera d’estate, conosco una ragazza, insieme al gruppo, solito, così per caso. La storia da raccontare è lunghissima e molto complicata, quindi mi limito al succo: lei è una ragazza Lucchese, che mi piaceva da morire, se ne va dopo nemmeno 2 giorni, promettendomi che ci saremmo rivisti perché lei viene spesso in Umbria dalla nonna. Così, io, tutto contento, mi ero fatto l’illusione di essermi trovato la ragazza. Ingenuo e stupido, come sono stato, non mi ero nemmeno immaginato che a questa piaceva Mattia, infatti, un po’ di giorni dopo, siccome non mi so fare gli affari miei, vado a curiosare nel telefono di Mattia per scoprire che mi stava prendendo per il culo. Quanto mi ha fatto male non lo so nemmeno io. Comincia così la scrittura di lettere più o meno d’amore, nei suoi confronti… Passano mesi, e lei, all’insaputa mia e di Mattia, che non ci parlavamo riguardo questa storia, ci fa illudere entrambi, ma più me… Addirittura ha tentato di usarmi… Nonostante questo, sono riuscito a cambiarla, a modificare il suo carattere, e siamo diventati migliori amici… Incredibile ma vero… Non mi dilungo su questo perché come ho detto, la storia è troppo lunga. Fino a questa estate… Lei vuole Mattia, ma lo sta usando, lo so ma ci sto male, perché ne rimango comunque innamorato… Poi lascio perdere, non ne vale la pena. Oggi non è la mia migliore amica perché ha combinato un pasticcio enorme… Però le voglio tanto bene, le cose si sono chiarite, proprio ieri, nel giorno del mio diciottesimo compleanno...
Durante questo periodo si aggiungono altri elementi al gruppo: Federico e Daniele. Sono quasi maggiorenni, ma simpatici e amichevoli.
Torniamo all’argomento Scuola. Si, in quella andavo bene, riuscivo in tutte le materie, e sono riuscito a completare il biennio con la media dell’8 preciso, aggiudicandomi il titolo di migliore della classe, anche se non mi è mai piaciuto essere chiamato cosi… L’estate faccio un lavoro per la ditta di mio padre, insieme a Federico, il “Bomba”, come lo chiamiamo… E riesco a guadagnare un bel gruzzoletto… Serve anche per capire come è fatto Federico dentro. E devo dire che non mi sarei aspettato di trovarlo così sensibile. Il triennio, come in quasi tutte le scuole, comincia con qualche difficoltà, ma ci sta. Sono contentissimo perché sono capitato in una classe in cui non ci sono grandissimi rompipalle… Funziona così: le due sezioni del biennio, si dividono: chi prende Elettronica, chi Elettrotecnica. Io ho preso elettronica, come più o meno i migliori delle 2 classi, formando cosi, una classe di scalmanati ed una classe di angeli. Io sono nella seconda… Eheh… Nel terzo anno, comincio a stufarmi del calcio, sport che pratico ormai da 10 anni, dato che Bastia, come tutte le società calcistiche, dimostra di essere una grande mafia… Quindi provo l’atletica, in occasione anche della nuova pista di Bastia, al campo comunale. Inizio e me ne innamoro subito. Rifiuto le chiamate di varie società di calcio, compresa Bastia, e mi diletto in uno sport che mi è sempre piaciuto, al quale avevo pensato ben 2 anni prima ma, mannaggia a me, chi me lo ha fatto fare di continuare calcio… L’atletica è uno sport sconvolgentemente bello… Ho delle buone qualità da velocista, e comincio un buon allenamento, purtroppo però la fortuna non sta dalla mia parte, e, fino al Dicembre 2006, mi infortunio alla gamba destra, in modo piuttosto serio. But… The Show Must Go On!!! Con questo sport conosco alcuni splendidi amici, che non mi sarei mai immaginato così… Gabriele, Edoardo, Riccardo, Maddalena, Alessandra… E il mitico prof. Lazzari… Un mito…
L’estate del 2006 la passo in un modo direi stupendo… Forse è stata la migliore estate che io abbia mai passato. Finalmente il mio gruppo sembra unito, e così andiamo in vacanza insieme. Stupendo e spettacolare. Mai passata una settimana così. Insomma, non sono mancati gli inconvenienti anche lì, ma il gruppo ha avuto una buonissima opportunità di conoscersi meglio. Man of the holiday: Nicola Del Lugo… Ragazzi, ha fatto i numeri… Abbiamo fatto diverse gare del tipo: chi sarebbe andato al bagno più volte, chi avrebbe dormito di meno ecc… Io ho vinto la seconda… Ho dormito meno di tutti.
Mi sento maturato dentro e fuori. Sono definitivamente un’altra persona. Il primo ad offrirsi per aiutare un amico che ha bisogno di sfogarsi con qualcuno. Conosco la mia migliore amica per caso… Erica è stata una persona importantissima della mia vita. Mi ha ascoltato, e mi ascolta tuttora quando ho un problema, ed io faccio altrettanto con lei. Le voglio un bene dell’anima.
Ho quasi finito questa breve e, a mio parere poco dettagliata autobiografia. Siamo arrivati nel settembre 2006: più precisamente a metà settembre… Il destino vuole che io conosca una ragazza… Capisco che in qualche modo le interesso, e mi sembra dolce; poi, conoscendola meglio, mi rendo conto che siamo proprio uguali: allora vi devo raccontare in modo dettagliato il momento magico… Serata del 28 settembre… Assegnazione del Palio (per chi non è di Bastia, sono i giochi dei rioni). Il rione Portella, il mio, vince per la seconda volta consecutiva. E’ una festa enorme. Lei è in piazza e piange di gioia. Poi la abbraccio forte, non sono molto convinto, però, di quello che faccio, mi viene da dentro. Non è il momento. Non c’è la magia. Si va in taverna a festeggiare e la perdo di vista. Allora cominciamo il giro delle taverne, col Palio a urlare a squarciagola. Senza pensieri… Da qui, e questa è per Marco, “O! semo armasti n’ pochi, se ce fònno n’ àgguato ce lo sfettùcciono sto Palio!!” Dopo un’oretta siamo di nuovo alla Portella. Cerco di non pensare a niente ma non ci riesco, nemmeno ballando. Dalla parte dei tavolini, è la… In silenzio, pensierosa. Considerate che non avevo parlato quasi a nessuno del mio pensiero… Io col mio gruppo iniziamo a chiacchierare con loro, ci sono altri amici… Mattia mi invita a ballare, c’è una bella canzone, ma io non voglio, c’è qualcosa che mi blocca, che mi trascina dall’altra parte. Lei sta la… Ogni tanto si gira. Si vede che le piaccio. Mi piace, piccola e dolce com’è. Poi, non so, forse Dio ha suggerito al deejay di mixare Maracaibo. Sembra una manna dal cielo. Mattia mi dice ancora più forte di ballare, ribadisco di no. Sale il batticuore, Allora lui ci va insieme agli altri. Lei si alza, vuole andare a ballare, la blocco. La prendo per mano, e senza essere visto da nessuno la porto fuori dalla taverna. Tutti si sono fiondati in pista. Momento fatidico, mi tremano le gambe. Queste le mie parole: “Mi piaci come sei, mi piaci così, perché sei dolce, e perché siamo uguali, molto uguali, tu cosa ne pensi di me?” Lei - “Si, è vero, e poi, come dire, mi interessavi gia da un po’” Molto imbarazzata… Poi… Avete presente quando non si sa se si è svegli o se si sta sognando? Beh… Quello era come un sogno. Allora, come per magia, avvolti come da un silenzio rumoroso, di musica, ci siamo baciati. Bacio, lungo, lento, combattuto, selvaggio, dolce, tenero, caldo, freddo, senza voce, incredibilmente bello… Finalmente… Senza imbarazzo, lo dico ora, e lo rendo pubblico, era il mio primo bacio. Le nostre lingue hanno continuato a danzare nella taverna, e per 4 giorni… Dopodiché, un pomeriggio, nel pomeriggio del minipalio, la vedo strana. Intuisco… Ma non ci voglio credere, stava diventando già importante per me. La sera la sconvolgente verità. Ok. La saluto, faccio a tempo a fare 50 passi? Chiamo Marco, sta vicino, esce dalla taverna… Rido… Non rido più… Piango… Piango per una mezz’oretta buona. La notte, vedendo che non ci riuscivo più, mi sono reso conto che non ne valeva la pena. La cosa strana era che mi sono illuso, di potermi innamorare in 4 giorni. Questi 4 giorni, però, mi hanno imparato un milione di cose: una delle quali è che non ci si innamora in 4 giorni. Se dovesse ricapitare qualcosa del genere è chiaro che mi comporterò diversamente, perché ho posto dei freni ai miei sentimenti, quelli nuovi di zecca… Cosa aggiungere alla mia unica avventura amorosa… Che a gennaio di quest’anno mi è presa una cotta ma non sono stato corrisposto… Ho dovuto spezzare il cuore a un’altra ragazza perché ho commesso un grosso sbaglio in preda alla confusione… E mi dispiace molto. Vorrei chiudere… In questi giorni ho saputo conoscere qualcuno che non pensavo fosse così. Mi riferisco a qualche compagno di scuola che ho imparato a conoscere meglio… Riuscire a capire qualcuno che non mi sarei mai aspettato così, e mi piace pensare questo… Significa che in qualche modo riesco a relazionarmi anche con persone con le quali non ho mai avuto rapporti profondi di amicizia. Tutto fa esperienza, a volte l’apparenza inganna. A 18 anni so di sapere quello che sono, e sono pronto a raccogliere qualsiasi cosa di utile al mio viaggio (come direbbe il mitico Ligabue), sono pronto a scambiare queste cose con chiunque dimostri la sua fiducia, ed al quale sono pronto a dimostrare la mia. Spesso sbaglio in qualche comportamento, ma subito cerco di rimediare, in qualsiasi modo, perché non voglio far soffrire nessuno, tantomeno me stesso. Spesso, come mezzo di sfogo per le arrabbiature che mi vengono durante la settimana, uso l’atletica, sprigionare potenza per liberare la testa… giuro che è una sensazione fantastica. Oppure vado a ballare, perché io la discoteca l’ho presa in modo diverso da come la prendono in molti. Per me, quelle ore, servono a buttare fuori tutto quello che ho dentro. Servono a piangere, a ridere, a creare un cocktail di lacrime, caldo e sudore, per poi sciacquare il tutto con acqua gelida la mattina dopo. Vedere quell’ammasso di gente che salta a ritmo con la musica. La musica aiuta. Io ne sono dipendente, tanto che mi sono guadagnato il titolo di jukebox vivente. La musica aiuta molto. Ci sono delle canzoni che mi fanno sognare, perché ricordano particolari momenti della mia vita, particolari esperienze… Ormai avete capito come sono fatto. Non importa cosa pensiate di me ora, voglio bene a tutti quelli che mi vogliono bene… Questa autobiografia è servita a far capire che le persone reagiscono per quello che sono veramente. Io sono uscito da una situazione che, dire che fosse disastrosa è poco. Tutti abbiamo la forza per continuare a vivere, per reagire alle brutte situazioni, e per dare una svolta alla nostra vita. Vi do un consiglio: poi, liberi di considerarmi un pazzo, uno stupido, un coglione… Ecco il consiglio: meditate su quello che siete, su come apparite ai vostri occhi… Il primo passo per cambiare in meglio, è conoscere sé stessi. Conosci te stesso… In questo modo, si può far capire al proprio inconscio, che può cambiare, proprio come si fa con un amico. Se la notte fate pensieri strani e filosofici, non scappate via rifugiandovi in qualche altro pensiero più facile… Meditate e limate ciò che non vi sembra giusto. Ascoltate il vostro cuore, tutti abbiamo un modo di essere, e di pensare… Non abbiate paura di farvi quelle segone mentali che all’apparenza, non servono a nulla. In questo modo, riuscirete a capire veramente chi siete e come vi comportate. Con un pizzico di autostima… E’ come avere una macchina e non sapere come reagisce in curva… Se non la conosci, ti schianti… Se prima però ci prendi la mano, la curva risulterà liscia e perfetta… Poi l’obbiettivo è espandere i propri orizzonti alla conoscenza degli altri, amici più cari, parenti, chi volete. I miei sembrano pensieri perversi, ma vi assicuro che servono. Vengono dal più profondo del mio cuore. Prima di diventare come sono, ho meditato sulle cose che ho appena detto, per circa 2 anni, per poi uscirne, da esperto, capace di dare consigli e capire i pensieri degli altri… Anche solo con uno sguardo. Non voglio essere ricordato per questo racconto, preferisco passare inosservato, e continuare la mia vita da maggiorenne. Credo di essere un tipo originale, e credo anche che è proprio questo senso di originalità che mi ha spinto a scrivere questo “racconto”, con la speranza che qualcuno lo possa leggere, e capire cosa ho provato, nella mia vita, e capire come sono cambiato, come sono ora, realmente, dopo tutto quello che è cambiato nella mia vita. Mi viene da piangere un po’ ora, perché so di poter contare su degli amici fantastici, e credo di essere stato fortunatissimo nell’aver trovato qualcuno a cui parlare di tutto ciò. Vi voglio bene tutti, se solo potessi lo urlerei, credetemi. Se questa lacrima che sta per cadere è una lacrima vera, allora, anche questo mondo è vero, come tutto quello che c’è di bello che mi circonda… Credo di aver terminato. Se siete riusciti a leggere fin qui, significa che sono stato interessante, e vi ringrazio, di cuore, grazie infinite… Potete commentare, se volete. Intanto vi porgo i miei saluti… Spero di non aver offeso nessuno, non era mia intenzione… Emanuele… Piccola stella senza cielo. Liberi di commentare, fatelo, mi fareste un piacere, questa autobiografia rimarrà qui per circa un mese, il blog sembrerà passivo proprio perché voglio raccogliere pareri e sentimenti… Grazie, Ciao… February 26 HAPPY BIRTHDAY TO ME...OGGI è il mio compleanno!!!! Compio 18 anni!!!! Sono Maggiorenne!!! February 25 LAST DAYSi. Sono arrivato. Questo, è il mio ultimo giorno da minorenne. Sono due giorni che mi sento però un'altra persona. Non ci faccio apposta, ma sembro cambiato anche a me stesso, e io non voglio cambiare. sarà l'effetto del compleanno, almeno spero... Però sono proprio due giorni che mi sento uno stronzo, anche se con la gente ci parlo bene. Sarà un'impressione, ma è meglio che la chiarisco entro domani, sennò per tutta la vita avrò il rancore di aver finito la mia minore età con questo dubbio.
Domani voglio vivere la mia giornata, e non voglio bastoni tra le ruote. Dalla prima ora in cui mi sveglierò, all'ora in cui me ne andrò a letto.
February 24 YessEh, si... Oggi ho preso la patente A1, quella per guidare i 125. I'm very happy, tra 2 giorni sono maggiorenne...!!! Tra un mese se tutto va bene potrò guidare anche la macchina. Uao sono il primo dei miei amici... Yesssss!! Vabè, un saluto a tutti... Ciao!!! February 22 L'arte di scrivereL'arte di scrivere ce l'hai dentro dalla nascita. Cresci un po' e a tre anni ti accorgi di saper già leggere e scrivere. I primi pensierini alle elementari se ne vanno così, come le stagioni che passano veloci. Ogni giorno impari a metterci qualche virgola in più, qualche tempo azzeccato, le punteggiature quasi esatte, e periodi sempre più elaborati. Un po' sforzati, per l'età che si ha. Poi, con il passare del tempo, si apprendono nuovi vocaboli, nuove espressioni... Ci sono periodi di transizione che impediscono la creatività (come mi è successo), e periodi in cui l'ispirazione si avverte, ma si è ancora troppo piccoli e ingenui per capire che è forse arrivato il momento di sfogarsi su qualche pezzo di carta, trovato qua e là...
Passano gli anni, e alle scuole superiori si acquisisce la certezza di saper scrivere bene, di saper mettere insieme milioni di parole ed espressioni in modo che queste suscitino emozioni più o meno forti. Si riesce man mano a migliorare quel modo di scrivere, ed a crearsi uno STILE. C'è chi preferisce certi generi di scrittura, chi altri, un po' come succede per la musica.
Purtroppo sono un tipo poco modesto, e mi vanto troppo di saper esprimere i miei sentimenti, attraverso testi e piccoli racconti. Spesso, rileggendo quelle parole, mi chiedo se le ho scritte proprio io, o c'è qualcun altro in questa stanza, che mi aiuta.
Molte volte succede che mi arriva l'ispirazione all'improvviso, così come adesso. Allora inizio a scrivere senza freni, e non c'è modo di fermarmi. Finchè non ho raggiunto il mio scopo, cioè quello di finire questi attacchi, non mi fermo. Potrei parlare di qualsiasi cosa, affrontare lunghissimi voli pindarici...
Purtroppo però la mia benzina è finita proprio ora. Succede sempre così, l'ispirazione se ne va proprio sul più bello.
Ciao, appuntamento al 27 febbraio per leggere la mia storia... February 20 ANCORA UN PO'Ed era ancora una volta il mare più bello che io avessi mai visto... Sempre fatto di milioni di cuori che saltano a tempo...
Raga, sarà stato anche un fottutissimo Matinèe ma a me la discoteca fa l'effetto della cocaina. Classica e solita camicia bianca, pulita. Bassi bpm. Piano piano la disco si riempe, mentre i bpm aumentano... 100... 110... 120... 128...
E allora via, in pista, motori ben caldi, massimo rendimento, jump, jump, jump.
Un'ora e mezza di liberazione della mente, NON STOP. Lacrime, sudore e ritmo, il cocktail più buono. Diavolo, che caldo! Si suda da morire, è meglio di un allenamento.
Poi si canta, si balla, si fa gli stupidi, senza pensarci due volte, senza paura.
Qualcuno sembra deridermi, altri si dimostrano divertiti, qualche ragazza vorrebbe conoscere 'sto pazzo...
Dura fino alle una. Sono sfinito, ho fame, me ne torno a casa! Racchiuso nei miei soliti pensieri... E pensare che stamattina non avevo nemmeno voglia di andare a ballare, per fortuna mi sono divertito un sacco...
Ci volevo andare la sera, però è andata così... Il prossimo anno so come comportarmi.
Ciao, compagni di ballo... February 19 CONFERMATOOk allora... A grande richiesta... Martedì 27 Febbraio, su questo blog, vedrete pubblicata la mia autobiografia... Come detto, semplice, ma ricca di sentimento...
Mi mancano solo un paio di ritocchi ed è completa... Poi mi farete sapere cosa ne pensate, dato che starà lì, senza essere toccata, per circa 1 mese, ed il mio blog sembrerà passivo proprio perchè aspetto i commenti di tutti...
Grazie già in anticipo per chi si impegnerà nella lettura, e, mi raccomando, non mi sbandierate in giro per la mia vita. Cercate di non ricordarmi tutti quegli avvenimenti, perchè ci ho sofferto molto, anche solo scrivendo.
Leggetela e "cestinatela". Solo perchè non mi va di diventare famoso per quello che ho passato.
Grazie! Ciao a tutti... February 17 AUTOBIOGRAPHYRaga, vorrei chiedervi un consiglio... Ho scritto un'autobiografia, che descrive a grandi linee la mia vita fino al giorno dei 18 anni, che deve ancora arrivare ma tanto... Credo che non succederà nient'altro di speciale.
Vorrei chiedervi se è il caso che io pubblichi sul blog un'autobiografia lunga, forse troppo (sono 6 pagine word scritte Arial 10)...
Che faccio? La pubblico? No? Boh... Vorrei sentire qualche consiglio da tutti... Grazie, ciao. February 15 FESTA DEI SINGLESan Valentino è passato, oggi è la festa dei single... Però vorrei raccontare una cosa che m'è successa stanotte e che non m'era mai capitata prima d'ora...
Verso le tre e mezza ho aperto gli occhi ed ero sveglio... Non so come mai mi sono svegliato così improvvisamente... Di botto... Avevo addosso una sensazione bruttissima, come se fosse successo qualcosa, ma non so che...!!! Mi sono alzato, sono andato al bagno, ho bevuto, mi sono fatto una passeggiatina per casa, ma niente... Il sonno non tornava... Sono restato per un'ora sveglio, a pensare cosa possa essere successo, sta di fatto che in me avevo una sensazione no brutta, di più!!! Poi mi sono riaddormentato, e stamattina mi sono svegliato bene... Però non potevo fare a meno di pensare a stanotte... Mumble mumble... Che io abbia sviluppato una primitiva forma di sesto senso???
Boh.... E' e rimarrà sempre un mistero.... Mumble mumble... Ciao...
PS: Oggi è la festa dei single, quindi auguri a me stesso ed a tutti i single... !!! February 14 SAN VALENTINOVorrei poter dire una frase d'amore, ma non posso, per due semplici motivi:
Il primo è che non saprei a chi rivolgerla... Perchè la ragazza che mi piace esce già con un altro...
Il secondo è che se ripenso a tutta questa storia, me pia male, e oggi in pista è facile che spacco qualcosa.
Il fatto è che comunque vivere questa festa da single, per l'ultima volta da minorenne, e sapere di non averne passata nemmeno una da fidanzato nella mia vita, dispiace.
Sentimenti...
Purtroppo ho una valanga di sentimenti... E sempre purtroppo, non lo posso nascondere...
Sono un tipo molto sensibile, che esprime ciò che prova, comunque, anche senza parlare... Comunque, oggi è la festa degli innamorati, e allora, come ogni festa, auguri a tutti gli innamorati!!!
Soprattutto ad una coppia, che ha ispirato molti miei intervanti, perchè mi piace molto la loro storia d'amore... Il loro modo di stare insieme ed il loro modo di amarsi...
Allora... BUON SAN VALENTINO!
PS: C'è una persona che mi fa gli squilli col numero privato da più di un mese, e non ho capito assolutamente chi sia. Se è una ragazza, siccome oggi è San Valentino, si riveli, sennò può darsi che perdo la pazienza e scatta l'insulto... February 10 True... Very true... That's ATHLETICSE' vero, quando si è arrabbiati è bene sfogarsi da soli, qualche volta. Non è sempre necessario rivolgersi ad un amico.
Ho fatto così. Faccio atletica, com ben saprete... E... per quello che mi trasmette, può veramente diventare qualcosa di spettacolare. Comincio arrivando al campo sportivo col mio motorino, che mi piace tanto... Con calma mi spoglio e parto, facendo partire il mio altrettanto fedelissimo cronometro da polso. Inizia così un allenamento. Giro intorno al campo d'erba con un ritmo di 2 minuti al giro. A volte posso fare riscaldamento da solo, a volte con qualcuno dei miei compagni/e. Faccio riscaldamento correndo, spesso da solo con me stesso, per trovare la giusta concentrazione. Al terzo giro le gambe cominciano a girare bene, il sangue sta oliando bene tutti i legamenti, i muscoli e i tendini. I muscoli cominciano a chiedere ossigeno, più ossigeno. Il decimo minuto faccio l'ultimo giro più allungato, leggermente, ad 1 min e 45 secondi.. Anche meno. Ci si ferma, sempre da soli, o in compagnia. Stretching. Il sangue porta via l'acido lattico. Si allungano bene tutte le fibre muscolari, e si preparano per lo sforzo. Sono concentrato. La ritmica sugli ostacoli è di rigore, è un po' come un rituale dell'atleta. skip, calciata, poi le andature... Si prepara il corpo per essere in grado di correre bene. Lascia andare bene dietro la gamba... Alza il ginocchio, piede a martello. Poi arriva il mitico professore... Attento a tutti i nostri movimenti, ci tiene a farci diventare degli atleti...
Poi, una volta finite le andature, chiede di prendere due blocchi. Li piazziamo e facciamo le partenze. Le spiegazioni del prof sono chiare e decise. Si appoggiano bene i piedi sul blocco e ci si mette in posizione. Al pronti, si inspira aria, si caricano i polmoni, le gambe sono diventate due molle. spalle avanti, talloni idietro che spingono sul blocco. Il solo battito delle mani del prof, che simulano lo sparo della pistola delo starter, fa scattare queste. I venti metri di partenza vanno percorsi tutti completamente con busto orizzontale al terreno, lasciandosi portare in avanti del peso del corpo, non spingendo con le gambe, e cercando ti tirare più su possibile le ginocchia. Così si rende di più, e si corre meglio.
Tap! Le scarpe chiodate attaccano la pista. Pam, Pam, Pam, Pam! Ogni passo sono chili di adrenalina. La pista sembra soffrire, ma allo stesso tempo spingermi avanti.
Ripeto l'operazione un po' di volte, sempre sotto gli occhi vigili del professore.
Poi, le gambe cominciano a essere pesanti, un po' perchè il giorno prima abbiamo fatto carico, e in palestra il lunedì potenziamento...
Il prof assegna 5 curve, da fare per imparare bene la tecnica di corsa. Via... Parto con le ginocchia altissime, allungo il passo, atetnto sempre a far passare il tallone più vicino possibile al sedere... Ginocchia alte.... Le braccia, girano bene, in avanti, all'indietro.
Lo sforzo addominale per tenere il bacino alto, è grande. Le gambe, spingono sul piede, sulle caviglie, si lavora di reattività. La scarpa chiodata ad ogni passo, affonda i suoi artigli sul manto rosso.... Ne faccio una, due, tre, quattro, alla quinta comincio a non correre bene. ed è qui che si aprono le porte della stanchezza. E' qui che però l'adrenalina e la tensione accumulata nei giorni a venire cominciano a uscire... E allora il quinto lo faccio combattendo. Contro la stanchezza, e contro ogni tipo di pensiero. Sono concentrato solo sulla mia corsia, e sul mio modo di correre, allora lotto per finire al meglio il mio allenamento. La linea di fine curva è lì. Stringo i denti. Fine!
Ho il fiatone, ho liberato energia... E tanta energia accumulata, negativa. Sono soddisfatto. Ora faccio stretching, saluto tutti e me ne vado. A casa mi aspetta una bella doccia calda. E' bella l'atletica. E' bello sentire la concentrazione e sentire ogni piccolo e singolo muscolo del proprio corpo lavorare. Mantenere una certa postura, con tanta determinazione.
A me questo sport è servito per imparare a rimanere concentrato, a costo di sforzare al massimo...
La sera, sentire la stanchezza, e sentirsi liberi dalla tensione, sentire che milioni di globuli rossi e cellule, lavorano per me. Che riformano le fibre...
Vedete... Qualunque sport praticate, non mollate mai... Puntate ad un obiettivo, e prefissatevi di raggiungerlo. Non vale solo per lo sport. Vale per tutto quello che ci accade nella vita di tutti i giorni.
Ho finito, ho cercato di descrivere almeno in parte, cosa si prova nel liberare la mente, tramite qualcosa che mi piace. Spero che vi sia piaciuto. Ci vediamo... Ciao... February 07 Uhm... Uhm... Uhm...Penso... Passo il tempo a pensare, anche quando non ce n'è bisogno.
Ho passato un po' di tempo, felice, PERO' ADESSO NON SO COME MAI SONO INCAZZATO NERO...
Sarà che devo fare delle azioni che non vorrei, tipo spezzare il cuore a qualcuno, oppure boh!?
Mamma mia, c'è un sovraccarico emotivo ultimamente, mi servono consigli da qualcuno... Da chiunque...!!!
ALT! STOP! Ragioniamo... Sto vivendo un periodo di transizione... Voglio stare da solo 2 settimane, in pace con me stesso, gli amici li vedo poco... No, anzi, li vedo, ma non sono quelli che vorrei vedere... Mi serve qualcuno con cui sfogarmi ma... Tutti sti impegni...
Io ci provo a dimenticarmi tutto, ma non ci riesco... Serve un freno ai miei sentimenti... Ecco tutto, qualcuno che mi dica cosa devo fare. Ciao, sono incazzato.
February 05 BROKEN heartRaga, è brutto quando bisogna per necessità spezzare il cuore ad una persona... Non vorrei farlo, ma non vedo altre alternative. Non sento quella sintonia. In più sono confuso, ma ho preso al mia decisione.
Per almeno 2 settimane voglio una pausa, con me stesso, voglio riacquistare l'autostima che avevo prima, di me stesso, e andare avanti amando solo me, per quello che sono. Poi uscirò dal mio guscio, e sarò pronto ad attendere una ragazza che voglia condividere sentimenti con me. E' vero che ho comunque bisogno di una ragazza... Ma... Magari più in là...
PS: se prendo chi mi fa gli squilli con il num privato... February 04 Scusate ohL'ultimo intervento non l'ho scritto io, l'ho copiato da un blog di libero...
Solo per il fatto che quello che c'è scritto è praticamente la trama di un libro di Ligabue che ho letto, e mi sembrava simpatico scriverlo...
Se vi ho fatto quell'effetto scusate, perchè i miei sentimenti me li ha chiariti la mia migliore amica ieri... Ora ho le idee chiare, e so quel che fare. Scusate ma è così... Ciao February 03 LifeLa vita dovrebbe essere vissuta al contrario. Quindi ti svegli in un letto di ospedale e apprezzi il fatto che vai migliorando giorno dopo giorno. Col passare del tempo, le tue forze aumentano, il tuo fisico migliora, le rughe scompaiono. Lavori quarant'anni finchè non sei così giovane da sfruttare adeguatamente il ritiro dalla vita lavorativa. Quindi vai di festino in festino, bevi, giochi, fai sesso e ti prepari per iniziare a studiare. Poi inizi la scuola, giochi coi gli amici, senza alcun tipo di obblighi e responsabilità, finchè non sei bebè. Quando sei sufficientemente piccolo, ti infili in un posto che ormai dovresti conoscere molto bene. Gli ultimi 9 mesi te li passi flottando tranquillo e sereno, in un posto riscaldato con room service e tanto affetto, senza che nessuno ti rompa i coglioni. E alla fine abbandoni questo mondo in un orgasmo ;) February 02 OPENIl blog è ufficialmente riaperto, dopo la tempesta mentale che mi ha sovrastato. OPEN
Con tanto di cartellino girevole... Però la confusione rimane ancora... |
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