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December 29 Con questo stupido blog mi sono reso conto di aver fatto troppi danni. Ho fatto più volte la figura del cretino, scrivendo in modo infantile troppe cazzate. E' proprio vero che devo imparare a tenere la bocca chiusa, ma è anche vero che devo imparare a tener ferme le mani. E' per questo che oggi ho deciso di chiudere questo spazio personale, dato che per quel che ne so, sono riuscito solo a far danni e molto poco a emozionare qualcuno. Scrivere tutto quello che si passa non è bello, e purtroppo me ne rendo conto solo ora. Io che credevo d'essere maturo per certe cose... Ringrazio chi ha letto quel che ho scritto finora, chi con pazienza si è immerso nella lettura di testi lunghi e spesso insensati. Così, un po' a malincuore, probabilmente mi trasferirò in forma anonima su qualche altro spazio, chissà... Scrivere è la mia passione, ma ho deciso di iniziare a farlo senza far male a nessuno, consapevole che se continuassi a scrivere qui, commetterei sicuramente altri innumerevoli errori. Non pensavo che tutto ciò fosse sufficiente a farmi stare così male. Grazie a tutti. Dichiaro chiuso il blog http://madu89madu89.spaces.live.com e credo che sarà difficile convincermi a ricominciare a scrivere qui. December 23 Quest'anno, a quanto pare, pochi membri del popolo di Messenger sentono il Natale. Io, a differenza di 365 giorni fa, il Natale lo sento... E anche bene! Il mio Natale allo zenzero (come dice Elio) ha parecchio zenzero... O.o Sarà l'aria fredda che ha avvolto la Valle Umbra, sarà questa nebbia avvolgente, sarà l'umidità che ti penetra nelle ossa e la neve che in questi giorni copre la cima del Subasio, sarà la sciarpa avvolta intorno al collo e il giaccone chiuso fino in cima alla zip, il caldo dei termosifoni, o del camino, o della stufa a pellet (-.-'), a dare quel senso di bellezza all'atmosfera di Bastia ed al mio Natale. La nostra città diventa bellissima nei giorni delle feste natalizie: mi bastano le decorazioni che mettono in Via Roma o in Via Veneto per sentirmi bene, in compagnia di qualche amico, quest'anno sincero. Scambiare quattro chiacchiere davanti alla ex Benetton, magari prendersi una pizzotta da Pizzidea, si, insomma, le classiche cose da bastioli. E poi, quest'anno, il comune ha deciso di voler fare lo sborone e ha messo le superluci a led... OOOEEEOOOHHHH!!! clap clap clap (applausi) (ce voleva una sboronata così dopo tutte le stronzate che hanno fatto).
Tuttavia sono sommerso di studio, in vista degli esami di gennaio e febbraio. Non è che stia uscendo molto ma, almeno, mi impegno a fare ancora sport, soprattutto per sfogarmi, per essere in forma per le gare di febbraio, e anche per mantenere un minimo di vita sociale. In quel poco tempo che mi concedo, mi diverto con la mia nuova chitarra o esco a fare due passi, e devo dire che sto bene. Per una santa volta nella vita mi sento veramente felice da cima a fondo e fatemelo godere questo momento. Ho impacchettato i regalini, che quest'anno ho deciso di fare, per i vari motivi sopracitati; mentre studio, accendo l'albero di Natale che con le sue lucine mi tiene compagnia, soprattutto nelle mie calde mattinate, appiccicato al termosifone, sopra ai libri. Guardo fuori dalla finestra e vedo le decorazioni sulle terrazze, i babbi natali appiccicati a quelle scalette de plastica che fanno finta de salì sul balcone (che non sopporto, ma st'anno passi, perché a Natale siamo tutti più buoni), la nebbia e poco altro. Mi basta. Si si mi basta proprio.
Ci sono stati comunque dei giorni di queste feste in cui mi sono detto che qui ho vissuto tante, troppe esperienze per avere solo 20 anni, alcune di queste buone, altre meno buone; siccome le "meno buone" non mi sono piaciute per niente, mi è presa voglia di scappare via da qui. Si, volevo andarmene lontano, chissà dove, trovarmi un lavoro e sistemarmi da qualche altra parte. Cancellare il passato non è una cosa sempre giusta da fare e per questo mi sono detto anche che "scappare da un paese con 20000 abitanti vuol dire che hai voglia di scappare da te stesso, e credo che da te stesso non ci scappi neanche se sei Eddy Merckx" (<-- no no non mi sono sbagliato, si scrive così, cercate su Wiki Wiki). Diciamo che i momenti di basso ce li ho ancora, ma fa semplicemente parte del mio, nostro quotidiano vivere, anche a Natale.
Allora, cari/e i/le mie/i fanS, vi auguro a tutti un bel Chrismukkah (che per chi non lo sapesse è il Natale inventato da Seth Cohen in The OC). Divertitevi nella nostra piccola CITY OF BLINDING LIGHTS (a led). Auguro a tutti di poter vivere questa splendida magia che si chiama Natale, e che l'amore scaldi i vostri cuori, e che il calore dei vostri cuori scaldi le vostre case in queste fredde giornate invernali, e che quel minimo di Fede, se ve ne è rimasta, vi aiuti a ritrovare un briciolo di serenità.
A voi tutti, auguri sinceri di Buon Natale.
Ci impegniamo
(per trovare un senso alla vita),
a questa vita, alla nostra vita,
una ragione che non sia una delle tante ragioni,
che ben conosciamo e che non ci prendono il cuore.
Ci impegniamo
a portare un destino eterno nel tempo,
a sentirci responsabili di tutto e di tutti,
ad avviarci, sia pure attraverso un lungo errare,
verso l'amore
Ci impegniamo
non per riordinare il mondo,
non per rifarlo su misura, ma per amarlo;
per amare anche quello
che non possiamo accettare,
anche quello che non è amabile,
anche quello che pare rifiutarsi all'amore,
poiché dietro ogni volto e sotto ogni cuore c'è,
insieme a una grande sete d'amore,
il volto e il cuore dell'amore.
Ci impegniamo
perchè noi crediamo nell'amore,
la sola certezza che non teme confronti,
la sola che basta per impegnarci perpetuamente
(Primo Mazzolari) December 09 (Fàmose l'affari dell'altriiii!!!) Non lo leggerete mai, lo so, è troppo lungo. Ciao, grazie comunque della visita.
Come da tradizione e da luogo comune, dovrò anch'io resocontare i principali avvenimenti personali di questo 2008. Premetto che, a partire dallo scorso gennaio, così vicino ma così lontano, per me c'è stata proprio una rivoluzione. L'anno passato c'eravamo lasciati con una grande sensazione di sconforto per la "perdita" di certe persone che purtroppo hanno preso "la loro strada", ma non posso lamentarmi troppo, perché io per primo ho deciso di prendere la mia. Nella prima frazione, come tutti, mi sono divagato nelle vacanze di Natale: un Natale che non sentivo per niente, forse per mancanza d'affetto e per quei fatti che sono avvenuti pochi giorni prima del Christmas. Sembra così vicina la scuola superiore! Ancora penso che quando mi svegliavo la mattina pensavo al compito di matematica della Buscella o a cosa scrivere nel tema della Brunelli, o ai discorsi di Albi. Insomma, pensavo alla mia classe e mi dicevo che ancora gli esami sono lontani e che avrei avuto il tempo per divertirmi ancora un sacco con loro. Divertirmi mi sono divertito ma il tempo è proprio volato. Se ne va gennaio col suo freddo e inizia il mio febbraio che è stato un mese di transizione. Iniziavo a capire dov'è che ho sbagliato in molte situazioni del mio viaggio e a trovare un senso poetico alle mie sensazioni; sì, ho letteralmente iniziato a parafrasare la mia vita. I miei 19 anni non sono stati altro che l'affetto degli amici, i "nuovi" amici che mi sono stati vicino e, d'altronde, non ho chiesto altro che questo per regalo: un affetto che mi è stato strappato da qualche "mostro". La primavera porta con sé luci e colori, e fa riscoprire delle persone che da tempo sembravano scomparse. Piano piano, col passare dei giorni, ho anche trovato amici in quelli che ormai classificavo come statue, passivamente vivi e senza ambizioni. Lezione di vita: mai giudicare dalle apparenze: spesso, ciò che sembra, NON E'. Mi viene proposto di partecipare ad un'esperienza: quella del campeggio con la Parrocchia, e non posso che accettare perché è da quando ero bambino che sognavo di poter stare "dall'altra parte del tavolo", cioè di partecipare come animatore. Sebbene fossi molto scettico ho trovato degli amici che credo sia facile paragonare a qualcosa di infinitamente onesto. Un gruppo come quelli del RataCamp e del prossimo (X)Camp (dove X sta per il nome del film al quale ci ispireremo), non si trova di certo tutti i giorni. E così iniziano i preparativi per questa settimana, che avremmo vissuto in agosto. Di settimana in settimana, di pari passo allo studio sfiancante per gli esami e agli allenamenti della mia sempre amata atletica, i giorni sono passati ancora più velocemente. I cento giorni sono una di quelle esperienze assolutamente da vivere e Firenze, nel suo piccolo, ce la porteremo dentro. Tra i compiti in classe, le spiegazioni e lo stress da allenamento, arriva la tanto attesa gita del quinto. Un viaggio a Strasburgo e Monaco che ha segnato sicuramente un'importante tappa della mia vita e della vita di tutti i maturandi. Un quinto senza gita che quinto è??? Tutto sommato questa gita non è stata fino in fondo come me l'aspettavo. Ci siamo divertiti da morire ma è anche vero che ci sono stati, per me, degli aspetti più profondi che non mi sono piaciuti per niente. Dato di fatto. Per qualsiasi chiarimento rimando direttamente ai mesi precedenti del mio blog. Strano ma vero, andavo a scuola volentieri per poter stare con degli amici, anche loro, ognuno speciale a suo modo. Sono stati loro che mi hanno fatto capire il valore dell'amicizia, perdonandomi per i miei sbagli. Per questo li ringrazio infinitamente e gliene sarò sempre grato. Sbagliando si impara, e l'importante è sapere dove e come ci si è comportati male. S'è avvicinato troppo velocemente il giorno degli esami. Solo una cena di classe a segnare l'amicizia che c'è, anche coi professori. Ho voluto vivere piangendo sui libri i pochi giorni prima di questa esperienza che, più che scolastica, è "sentimentale", perché ti segna l'esistenza. Ha segnato la fine del mio magnifico viaggio in una classe dalla quale non avrei mai voluto andarmene, e della mia carriera nella "piccola scuola". Ha segnato la fine della vita libera dello studente della scuola dell'obbligo, ha segnato l'inizio della mia vita da grande. La notte prima degli esami non è la notte in cui uno non riesce a dormire. Quella notte è una strana atmosfera di malinconia, tra i ricordi e la paura di una commissione incognita. Quella notte potrà essere stata anche la più normale del mondo ma me la ricorderò per la sensazione che s'è portata dietro. E così se ne va con un bel 100 il mio Esame di Stato. Ho pensato che la fatica per comporre la mia tesi ha avuto la sua giusta ricompensa. L'esame orale non è andato come credevo e, proprio per questo, pensavo di aver mancato l'obiettivo. Non lo so se me lo sono meritato veramente questo "tre cifre". Titoli di coda su una esperienza di 13 anni. Così saluti e ti giri verso il mondo. Tutto sembra più grande, indipendente, difficile. Fino all'ultimo, di nascosto, sono stato indeciso se prendere ingegneria, perché mi sentivo (e ancora credo) di non essere all'altezza. Ingegneria. L'altroieri stavo all'ITI Marco Polo, oggi alla Facoltà di Ingegneria Informatica ed Elettronica. La mia estate è durata relativamente poco: luglio, al massimo 2 settimane, e poi giù a studiare per allenare la mente ad un nuovo ritmo, di certo molto diverso da quello che fino ad allora avevo sostenuto. Tuttavia, ad alleviare le mie serate ci hanno pensato le varie e tradizionali sagre, ormai tutte uguali, dove si va solo per vedere un po' di gente; non di certo per ballare in quegli schifosissimi discopub popolati de gente che so io. Le serate della mia estate le ho passate anche e soprattutto (perché ci andavo volentieri) in Parrocchia a preparare il materiale per il campeggio. Una gran sudata in compagnia di gente magnifica. Così il RataCamp stava lentamente prendendo forma. Il giorno della partenza ho deciso di lasciare qualsiasi complicazione e sega mentale a casa e di applicare alla lettera la mia filosofia del fregauncazzismo. Sì, quella di non pensare più a niente una volta varcato il cancello di Sassoferrato. Rivedere quel posto è stato come un tuffo nei ricordi. Ho deciso di concentrarmi solo sui ragazzi e niente aveva più importanza, al di fuori di quel nostro piccolo mondo. E' stata SENZA OMBRA DI DUBBIO l'esperienza più significativa di quest'anno, se non di tutta la mia vita. Ho ritrovato (ed era un mio obiettivo) la mia fede, ho pianto di gioia quando ho realizzato che stavo facendo un'esperienza incredibile insieme a persone speciali. Me ne sono andato come qualcuno che lascia un pezzo di sé, sicuro di andarselo a riprendere il prossimo anno. Sono cambiato; questa esperienza ha veramente cambiato la mia vita ed il mio modo di affrontare le cose. Per tutto l'anno non ho voluto una vacanza al mare, ma il campeggio coi ragazzi. Finalmente mi sono sbarazzato del luogo comune che se non vai al mare non ti diverti. A malincuore sono tornato a casa e m'aspettava ancora un breve periodo di sole, per poi dover andare a fare matematica come corsi introduttivi per ingegneria. E' iniziata così la mia vita da studente universitario. Classica routine: una fila pazzesca per l'immatricolazione e per fare i documenti, una rata spaventosa, una grossa speranza per il futuro e professori esattamente corrispondenti a ciò che avete sentito dire delll'università. Palio: ho partecipato alla sfilata del Rione Portella, mi sono divertito e credo proprio che lo rifarò.
Allenamenti: non ne ho mai parlato ma sono una fetta importantissima della mia vita. Senza il mio sport non credo se ce la farei ad andare avanti. Ho lasciato a malincuore il "Team Santucci", per passare agli allenamenti più frequenti ed intensi del "poLLLame vario" (non mi sono sbagliato, si chiama proprio così), seguiti da coach Neroni. Per me l'atletica è una fonte di vita. Quest'anno ho provato ad entrare a far parte del gruppo lizza della Portella ma non ci sono riuscito. Io sono un velocista, non sopporto molto bene distanze più lunghe di 200 metri. Ho partecipato a varie gare ma i risultati sono stati deludenti. Mi sono sentito un po' giù per questo, ed era proprio il periodo degli esami. Spero che sia stata solo una questione psicologica. La testa, per un atleta, è quasi tutto.
Sentimenti: grazie Valentina. Oltre a questo "piccolo amore che mi sta nascendo", vorrei ringraziare Erika Giulietti, alias Cugi, per aver scelto me come consigliere ufficiale. Grazie Cugi. Sempre disponibile.
Questo 2008 è passato alla svelta ed è stato intenso. Molto. Per questo m'è piaciuto. Se dovessi dargli un voto gli darei un bell' 8 e mezzo. Ambizioni per il 2009? Le lascio per un nuovo intervento. Grazie a tutti i miei amici e alle persone che mi sono vicine.
Che altro? Basta, ho scritto troppo. Torno a studiare. Ciao. December 04 Dovrei imparare a tenere più spesso la bocca chiusa e a pensare prima di parlare.
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