Emanuele's profileLa mia parte intollerant...PhotosBlogListsMore Tools Help

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    November 27

    Orange County

    Ho ricominciato da poche sere a vedere un "vecchio" telefilm che molti di voi si ricorderanno: Orange County, meglio conosciuto come "The OC". Non so come mai tutto a un tratto mi sia presa questa voglia irrefrenabile, ma mi sono ritrovato a scaricare una emulecollection delle prime 2 stagioni.
    Mentre guardavo quel telefilm, a tempo suo, vivevo semplicemente la mia vita e, come tutti gli adolescenti, segnavo i momenti indimenticabili che inevitabilmente un giovane, prima o poi, vive...! In poche parole questo telefilm mi ha segnato l'adolescenza, anche se solo per 1 o 2 annetti. Come quelli nati nei primi anni '80 hanno avuto Beverly Hills 90210, noi (o almeno io e la mia ex combriccola) abbiamo avuto The OC. Era forte perché ci ritrovavo bene o male delle analogie tra noi e i personaggi di Josh Schwartz, come è giusto e scontato che sia. Non sto a elencare tutto sennò ritornano anche i brutti ricordi e preferirei sorvolare.
    Solo che l'atmosfera che mi creavo, mentre guardavo le prime visioni in prima serata su Italia 1, mi piaceva un casino. Riuscivo a scappare dal mondo che iniziavo solo allora a scoprire, e sognavo. Sì, sognavo. Mi godevo lo show dal mio letto morbidoso, imbozzolato nella coperta, in religioso silenzio, al caldo della mia stanza chiusa ermeticamente, e guai a interrompere quell'oretta e mezzo di vita alla Newport Beach.
    Penso di essermelo goduto come pochi, e tuttora rivederlo (penso ormai per la terza o quarta volta) mi piace come allora.
    Adesso la mia vita è cambiata: ho quasi vent'anni e ritrovare i ricordi di quando ne avevo 16, per una volta, mi piace; a differenza di tanti altri che preferirei cancellare. Fatto sta che adesso tra studio, allenamento e vita sociale quasi azzerata sento il bisogno di ritrovare la mia via d'uscita dal mondo, come appena 2 o 3 anni fa. E' come se volessi riuscire a non crescere. Passo intere serate sveglio fino a "tardi" a rivedere le avventure di Seth Cohen, Ryan Atwood, Marissa Cooper, Summer Roberts e company e non posso negare che sia il mio telefilm preferito (poi ovviamente viene Prison Break). Insomma non lo so come fa, ma riesce a trasmettermi delle emozioni.
    E come se non bastasse, adesso, mi sto ascoltando l'Hallelujah di Jeff Buckley. Chi ha visto il telefilm sa di cosa parlo.

    Vabè, non ce frega niente, ve lascio a cose migliori. E' solo che sentivo il bisogno di scrivere qualcosa, dato che non sono bravo a parlare, ma me la cavo solo a scrivere. Au revoir, riscriverò quando troverò altri piccoli ritagli di tempo.

    PS: per i miei "fans": GRAZIE!

    November 18

    Enrico La Talpa

    From Wikipedia, the free encyclopedia
     

    Enrico La Talpa è un personaggio del fumetto Lupo Alberto ideato negli anni '70 da Guido Silvestri.

    Inizialmente "La Talpa" era più che altro una definizione per il personaggio, in seguito è passato ad essere un vero e proprio cognome.

    È forse il più caratteristico dei personaggi del fumetto, il più particolare e meglio definito, tanto che negli ultimi anni ha assunto un importanza tale da farne un personaggio fondamentale, quasi più dello stesso Alberto. Sono molte infatti le vere e proprie serie di storie a fumetti che le vedono come protagonista.

    Enrico è una talpa di mezza età, che ha un normale lavoro dipendente non meglio specificato, è sposato con Cesira e vive in una tana all'interno della fattoria McKenzie. È un individuo gretto, meschino, un pò pervertito e in generale, decisamente sopra le righe in tutte le sue manifestazioni. Decisamente poco rispettoso verso la moglie, corre dietro alla giovanissima passera Silvietta, che cerca di conquistare in tutti i modi, venendo regolarmente respinto, e in generale è solito provarci con tutte le belle donne che si trovano a passare alla fattoria. È oltretutto dedito all'alcol e al fumo e a fare le ore piccole con gli amici al biliardo o in qualche bettola.

    È estremamente attivo e versatile, e lo si vede cimentarsi in mille lavori diversi, come consulente matrimoniale, consulente d'immagine, astrologo e mille altri ruoli. Spesso si presenta come improbabile esperto in svariati campi o inventa strampalati macchinari per risolvere problemi della fattoria, che finisce di solito per peggiorare. È solito infatti inventarsi mille cose per raggirare gli ingenui McKenzie e guadagnare qualcosa, senza farsi alcuno scrupolo.

    Nelle sue innumerevoli e folli idee, è solito coinvolgere l'amico Alberto (che lui chiama "Beppe") che in un modo o nell'altro lo segue nelle sue avventure, che si concludono immancabilmente in maniera disastrosa, finendo spesso per rimetterci più della stessa talpa.

    Una sua azione tipica, è una delle più celebri gag del fumetto, è quella di sbucare all'improvviso dalla montagnola di terra che costituisce l'ingresso della sua tana e gridare : "Ehilà Beppe!" al passaggio di Alberto che per questo motivo viene spesso scoperto da Mosè ed è costretto alla fuga.

    IO AMO QUESTO PERSONAGGIO

    November 06

    Seconda Lettera dal futuro

    Vietato ai minori
    Seconda lettera dal futuro: una lettera d'amore di un amore del futuro

    06/11/2123

    Il condotto 9 non era così pieno dai tempi della guerra nella fine del decennio 2090 - 2100. Ed è proprio lì che è nata l'idea di creare una società clandestina per conservare le tradizioni e riscoprire gli antichi valori con cui sono cresciuti i nostri avi. Pochi lavoratori: persone comuni e dei più variopinti mestieri, approdate lì per timore di prendersi una granata al plutonio in testa, segretamente, hanno gettato le fondamenta di questa nuova comunità che non ha mai avuto un nome preciso ma che è sempre servita da riparo, via d'uscita dal mondo di lassù che non ti riesce a dare altro che delusioni. Ormai la società è corrotta fino al limite e il prezzo della vita ha raggiunto livelli stratosferici.
    In questa unica via d'uscita ho trovato il modo di rompere le righe e di divertirmi come meglio credo. Ricordo ancora quando ero bambino e venivo con il mio zio a giocare ai vecchi giochi delle carte che si dice vengano tramandati da generazioni. In quel tempo eravamo ancora in pochi ma col passare degli anni la comunità è cresciuta; se siamo riusciti ancora a non far trapelare niente è evidente che il giuramento obbligatorio è servito a qualcosa e, adesso, ci ritroviamo qui ad ascoltare antico rock da impianti "stereo Hi-Fi" (come li chiamavano tanto tempo fa), sopravvissuti alla guerra e al saccheggio dei Militanti Mercenari. Tra gli antichi Compact Disc e a tanti altri cimeli ho trovato un sacco libri interessanti, tutti di carta: ce n'è uno in particolare che narra delle incredibili gesta di un certo Gesù, scritto in una lingua molto metaforica. Roba di antica fantascienza... Valli a capire i nostri prozii.

    Questa notte è stata la notte della grande festa nei bassifondi della città. Migliaia di fonti clandestine hanno diffuso la notizia dei festeggiamenti per celebrare il 25° anniversario della nascita della comunità sotterranea. Nuove facce ma anche veterani che non vedevo da un po', i fondatori della comunità, che hanno deciso di prender parte ai festeggiamenti. Questa è stata veramente una grande notte; balli, canti, giochi, grida e divertimento... E' la vera vita! Ed è proprio qui che mi sono sentito vivo come non mai, fuori dai controlli, fuori dal mondo scandito e preimpostato in tutto e per tutto. Mi sono lasciato andare al puro e sano divertimento ed ho ritrovato il senso della vita.
    Ho ballato, cantato e giocato con tutti ma, improvvisamente, come un bagliore nelle tenebre, ho ritrovato ancora e inaspettatamente i tuoi occhi.
    Nella penombra illusoria delle luci in festa ti ho vista lì ferma che mi guardavi e, per un momento, ho creduto di non conoscerti da quanto potevi essere bella. Come se il tempo si fosse fermato non sono più riuscito a seguire il ritmo della musica e non ho potuto far altro che bloccarmi come un fesso a guardarti guardare me. Il mio cuore si è sciolto in un istante ed ha iniziato a battere con un ritmo diverso. Ci conoscemmo pochissimi anni fa, qui sotto, quando tuo padre ti portò per la prima volta a visitare la nostra comunità, da buon veterano. Eravamo diversi e impossibili ma io, da allora, ho immaginato tante volte come sarebbe stata la mia esistenza con te nella vita di tutti giorni, anche di sopra, e in questo posto fantastico.
    Questa notte: tu ferma, io fermo con la bocca mezza aperta, e tutto il mondo a farci festa intorno. L'azzurro dei tuoi occhi mi ha ipnotizzato, il tuo sguardo deciso è penetrato nei miei desideri più profondi e ti sei mossa verso di me lentamente, come se volessi lasciarmi senza fiato ancora prima di toccarmi. Nella musica assordante ma ormai lontana, nel blu della luce della sala ricavata dal vecchio condotto, io e te. Immersi in un sogno. Vicini. Alla distanza di un respiro. Quel tuo respiro che mi ha sfiorato le labbra e mi ha tolto la capacità di parlare quando parlare non era più necessario.
    Quando il mondo non lo percepivo più, quando i tuoi magnifici occhi sono entrati dentro ai miei, quando il tuo respiro l'ho potuto sentire solo restando alla distanza di un bacio, senza dirci niente ci siamo detti tutto. Le nostre labbra hanno assaporato la forza di un desiderio vivo da mesi, forse anni, e in quel preciso istante un brivido ha attraversato i nostri corpi come un fulmine attraversa le nuvole in una giornata di pioggia; ci ha mescolato le molecole ed ha trasformato un sacco di parole scambiate attraverso un satellite in pura e autentica passione. La tua pelle morbida e profumata mi ha estasiato. Con quel bacio ti ho assaporata e le tue mani dolci e delicate mi hanno accarezzato come nessuna mai aveva fatto con me prima d'ora. Il tuo baciarmi è diventato intenso come la pioggia d'agosto, quando il temporale in pochi minuti spazza via tutto ciò che incontra. Mi hai fatto perdere il fiato, le parole ed ogni pensiero era rivolto a questa bellissima notte che non poteva finire altrimenti. La festa ci ha accolti con un boato ma è stato come un bisbiglio nell'assordante suono della nostra passione.
    Quando mi hai preso per mano e mi hai sorriso... Quando mi hai sussurrato qualcosa che non sono riuscito a capire... Quando mi hai portato nel condotto 7, famoso perché ci si può far l'amore, e stai sicura che la ronda, di qua, non passa...
    Ho provato l'emozione di possederti e di sentire le tue unghie sulla schiena; il calore che ha scaldato la notte gelida di novembre ha scaldato anche i nostri cuori, desiderosi da tempo di un'emozione così intensa.
    Ora sono qui che scrivo nel mio foglietto elettronico con te che dormi al mio fianco, dolcemente immersa nel sonno.
    Di là stanno facendo ancora festa e le chitarre suonano da matti. Posso sentire la batteria suonare un ritmo rock 'n' roll. Ma l'unico battito più bello è quello del tuo cuore.

    Questa notte è finita così, da domani si ricomincia con la solita vita ma chissà se ci sarà qualcosa di diverso nella mia?
    Per adesso mi limito a godermi le emozioni più belle e a non pensare al domani. Guardo il tatuaggio sulla tua spalla; una Luna, proprio come il tuo nome e proprio come la bellezza dei tuoi occhi così splendenti anche di notte e così magici che non potrò fare a meno di ricordare, almeno per tutta la vita.

    Sta salendo il Sole, ormai è l'alba, questo 2123 mi sta regalando davvero troppe emozioni.
    BUONA VITA.