October 12
IL VILLAGGIO
...E se tornassimo indietro di qualche anno, fino a quando ancora la Terra era di proprietà della Natura, di Madre Natura, mamma di tutte le bestie e creature viventi, maestra della chimica delle creature di tutte le specie; immaginerei un lago, col riflesso del Sole all'ora del tramonto, il gracidare delle rane nell'armonioso silenzio, rotto solo dai rumori degli insetti che volano di fiore in fiore, e delle libellule che agili solcano l'aria disegnando traiettorie improbabili.
Il cielo rossastro si dipinge di colori paradisiaci, la palla di fuoco scompare a poco a poco sotto la linea dell'orizzonte e Venere fa capolino lassù, vanitosa e bellissima nella volta Celeste, prima luce del cielo notturno.
Un pescatore. Sdraiato sulla riva con un cappello di paglia sulla faccia, mani incrociate a fargli da cuscino e respiro lento, in totale relax. Sa che dovrebbe tornare dalla sua famiglia ma assapora ancora un poco quel momento, gustandone l'assoluta tranquillità.
Poco distante, una donna accende un fuoco e guarda il legno ardere e scoppiettare, sfregandosi le mani per riscaldare l'aria frizzantina della sera. I capelli raccolti e qualche ruga, segno dell'età, e tanti ricordi di una gioventù andata. Si siede e ride, scherzando con una signora come lei, vecchia amica d'infanzia.
Poco distante un'altra donna, in lacrime, piange suo padre, seduta su una sedia di legno. Padre maestro di vita e grande uomo, umile e gentile. Guarda le stelle e sussurra qualcosa, mescolando un sorriso a tanta amarezza. Una lacrima solca il viso, una mano delicata la asciuga e stringe forte a sé quei fianchi gentili. Certezza in un momento difficile.
Poco distante un bambino fa i capricci perché non vuole tornare in casa, è ora di cena ma si stava divertendo così tanto fuori nel cortile...
Poco distante qualcuno cammina per la salita che porta alla casa sulla collina, una giacca di tessuto pregiato e un cappello elegante, il bastone col pomello d'ottone e un passo poco fiero ed incerto. Sa di non essere felice, parla da solo, come a cercare un amico che non c'è, che non c'è mai stato, perché tempo prima avevamo tutti da fare con le cose che "contano". Il bastone sbatte a terra più del solito, a rompere il silenzio della solitudine.
Poco distante un cane accucciato pensa al suo padrone che tra pochi passi varcherà la soglia di casa; così, vedendolo entrare, gli farà festa dimostrandogli a suo modo il suo amore per lui; basterà scodinzolare allegramente e abbaiare un istante per essere contento e fedele.
Molto distante la Luna si colora e sale alta nel cielo. Le voci nel villaggio sono soffocate nelle case, dalle finestre aperte escono pochi rumori, e fuori solo il crepitio di un fuoco che si sta per spegnere.
Non ha molto senso, ho semplicemente descritto la prima immagine che mi è passata per la mente.
Un abbraccio,
Emanuele.