Emanuele's profileLa mia parte intollerant...PhotosBlogListsMore Tools Help

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    January 21

    Le ragazze fanno grandi sogni

    Le ragazze fanno grandi sogni, forse peccano di ingenuità, ma l'audacia le riscatta sempre, non le fa crollare mai. Le ragazze sono come fiori, profumati di fragilità ma in amore sono come querce... E qui dall'altra parte... E qui dall'altra parte siamo noi, incerti ed affannati siamo noi, violenti ed impacciati siamo noi che non ne veniamo mai a capo, mai a capo... Noi sicuri e controllati siamo noi convinti e indaffarati siamo noi, che non ne veniamo mai a capo mai a capo... Forse questo non è tutto vero, sono angeli a metà... Ma se gli angeli son fantasia le ragazze invece sono qua... Le ragazze come le comete, quando brillano vuol dire che hanno già deciso di tuffarsi. E qui dall'altra parte E qui dall'altra parte siamo noi...

    Queste donne micidiali! Non si può vivere né con loro né senza di loro; te ne innamori o te le fai piacere anche se le odi con tutto il cuore. Saranno il fascino naturale delle ragazze semplici, gli sguardi provocanti delle trasgressive o l'innocua dolcezza delle più bambine. Puoi dimostrare loro le tue teorie, faticare nel farlo, ma non riuscirai mai a convincere una donna del contrario di quel che pensa.
    C'era un teorema, se non sbaglio... Scritto da Marco ferradini. Le ragazze non c'hanno mai fatto troppo caso ma, per noi uomini, è stato un vero e proprio manifesto, una guida per la conquista di una donna; così come Hitch, interpretato da Will Smith, un maestro nella conquista delle donne. Entrambi i personaggi hanno un'idea in comune: lasciarsi andare all'amore oltre alle regole, perché basta lasciare aperta la porta del cuore per sperare di avere un posto nel cuore di una donna. Noi, violenti ed impacciati che non ne veniamo mai a capo, stregati dalla bellezza di una ragazza, ipnotizzati dal suo sguardo, o padroni di un amore al quale facciamo da guida. Ci vuole dolcezza, sensibilità, perché ogni donna in sé ha un poco di zucchero: l'abilità sta nel farselo prestare. Le ragazze e la loro dolcezza, ci sciolgono come la cioccolata calda sul fornello, d'inverno, quando è freddo, come ghiaccio al Sole nelle più roventi giornate estive, come neve sulle montagne al tiepido tepore mattutino. Ipnosi femminile, che se spinta da passione diventa trasgressione, sfida nel portarsi fino al limite, domande poste in silenzio con occhi di fuoco, portamento provocante che esalta le curve, attentamente esaminate dai nostri occhi, tutti puntati come giaguari sulla loro preda. Atteggiamenti che se non controllati provocano una sorta di pulsione sessuale in noi maschietti, e poi... Occhio a quel che potrebbe succedere. Curve impervie e pericolose, che se prese a troppa velocità ti fanno finire fuori strada.
    Coppie di innamorati che si scambiano dolci effusioni al chiaro di Luna, immagine classica dell'amore; molte ragazze sognano un rapporto così, ma non hanno il coraggio di lasciarsi andare, timorose di qualcosa che non sanno nemmeno loro. Ecco un altro dei tanti misteri che avvolgono il mondo femminile: il non sapersi spiegare certe cose, che forse sono state naturalmente nascoste per non svelare un mondo tutto loro.
    Coppie, invece, che passano notti di fuoco per una specie di "gioco" da una botta e via, da rapporti effimeri e al cento per cento passionali.

    Le ragazze che compaiono nei sogni, quelle che ti fanno perdere la testa, e ti martellano i pensieri in ogni momento della giornata, anche se non le vuoi, anche se faresti di tutto per farle uscire dal momento, ma non ci riesci, e allora ti abbandoni al desiderio della donna dei tui sogni. Quella ragazza desiderata e mai avuta, il sogno che se si dovesse avverare ti renderebbe il ragazzo più felice della Terra, quella donna impossibile, che aspetta solo la tua timidezza.
    Le ragazze che poi sognano ma non te lo dicono, quelle che desiderano ma non lo vogliono. Le ragazze timide, dolcemente complicate, sempre più emozionate e delicate, quelle che si buttano dentro a una canzone e non ne escono più, intrappolate dalla magia che si creano, contente di quel momento passato in piena libertà.
    Le ragazze che con la loro semplicità sanno catturare i nostri sentimenti e giocarci come vogliono, quelle che sanno farsi innamorare, spiegarci l'amore, o perlomeno provare a strapparcelo fuori. Quella naturalezza, quell'armonia dei movimenti, quel tipico portamento femminile, degno di studi scientifici e ricerche approfondite. Le ragazze che sanno prenderci in giro, e quelle che scelgono sempre il ragazzo sbagliato. Quelle che... Se ci fossi io al posto suo. Quelle che... Si mi piace ma non è il mio tipo. Quelle che... Ti amo, ma sei troppo importante per me; quelle che... Ti amo e basta, sei la mia vita, sposiamoci.

    Le ragazze che sanno essere sportive, abilissime danzatrici e fortissime lottatrici. Ci sanno stupire con le loro capacità, e vanno confortate se qualcosa va male, così insicure e fragili, con una immensa forza d'animo. Le ragazze che studiano sempre e quelle che non studiano mai, si arrabbiano coi genitori e scappano dai loro amici; quelle che la domenica vanno sempre in chiesa, e quelle che si alzano a mezzogiorno solo perché è ora di pranzo.
    Quando piangono si riparano dietro a scuse impossibili e lasciamole sole perché "oggi non è giornata". Con le loro amiche fantasticano sui ragazzi, come hanno sempre fatto, anche da piccole, e le più cattive ridono di noi...
    Ci sarebbero da scrivere altri miliardi di parole per cercare di spiegare le donne, che mettila come vuoi, sono e rimarranno sempre la nostra passione. Io c'ho provato in questo breve testo, ci hanno provato tanti artisti a metterle per iscritto, in musica, in pittura, ma non riusciremo mai a comprendere l'universo femminile. E pensare che c'è gente capace di emarginarle, renderle schiave... Donne di tutto il mondo unitevi... "URLO LIBERO"...

    January 18

    Mattina

    La città si sveglia all'alba col primo sorgere del Sole. Il lontano passaggio a livello si chiude per fermare il traffico al passaggio dello stesso treno della stessa ora di ogni giorno. La luce fa capolino da dietro il monte e la rugiada risplende sul prato; la nebbia nasconde i mattutini manovali che assonnati si recano al cantiere a passo lento e stanco. Gli uccelli cantano, ovattati dall'umidità e dal rigido clima invernale.
    Le prime automobili si avviano e scompaiono lungo la strada lasciando solo il barlume rosso degli stop. Il profumo del caffè che aleggia sul cortile delle case e nei pianerottoli; il sapore della marmellata, della cioccolata spalmata sulle fette biscottate e del tè. Volti assonnati che doverosi vagano tra le strade ancora semivuote aspettando i pullman pieni si studenti che ripassano l'interrogazione o più semplicemente si divertono, scherzano o guardano il paesaggio. Ognuno a suo modo interpreta al meglio la sua mattinata, chi a tempo di musica, chi col libro di letteratura e chi semplicemente completa i sogni mezzi aperti con l'immaginazione. C'è chi fuma o chi si bacia al sapor del dentifricio. Giovani amori che si incontrano invidiati di primo mattino, pieni di sogni e ambizioni da adolescenti, poesie da comporre in verità quasi mai avverate.
    Lunghi tragitti per chi vive a sei chilometri di curve dalla vita ed è costretto a immergersi nella nebbia, come quelli che invece alla nebbia si sono rassegnati ed hanno spalle curve e vestiti umidi, camminatori lenti dei prati di campagna.
    L'anziano contadino controlla le bestie nella stalla, riconosce l'odore della sua vita che è sempre stata più o meno così e ricorda la giovinezza vissuta in altro modo dai "ragazzi d'oggi". Incolpevole si rassegna al suo onesto lavoro e si tiene stretta la sua signora che sorridente lo chiama come ha sempre fatto per tanti lunghi anni, e gli ha sempre riempito il cuore di calore anche nelle più fredde gelate invernali.
    I lavoratori pensano al lavoro e lasciano a casa i problemi per concentrarsi in progetti, costruzioni, commissioni e compravendite tra le bestemmie dei colleghi e l'autorità del caporeparto; gli ingegneri ingengnano e i disonesti disonestano.
    Quando è più giorno la nebbia scompare lasciando sui prati una splendida foschia sotto il cielo eburneo e artefice di una strana tranquillità stagionale. Così nel rumoreggiare della città e del traffico, la mattina fa capolino nella sua completezza lasciando vuote le vetrine delle pasticcerie e piene le scuole; nella mente i sogni e nei cuori la speranza in un giorno sempre migliore di quello passato.
    Nell'assonnata mattinata i sogni vagano nell'aria più densi delle onde elettromagnetiche e, nel freddo pungente, chissà quanti i desideri e le ambizioni di ciascuno...

    January 16

    Istruzioni per l'uso

    Premere CTRL+ALT+CANC per riavviare il computer, oppure si prega di riagganciare. L'utente da lei chiamato non è al momento suscettibile, o potrebbe essere indisponibile per ragioni psicologiche.

    Settimana di pulizia e deframmentazione mentale, e se non basta una settimana... Vedremo... Vedremo...

    Aprire l'applicazione desiderata e fare clic su START per iniziare il processo di pulizia. D'altronde il computer non è costruito sulla traccia del cervello umano? Non è stato concepito a nostra immagine e somiglianza? Abbiamo perso i valori che ci sta regalando la vita e passiamo la maggior parte del tempo qui per futili motivi, mentre la volontà è concentrata nello studio, nello sport, in quel che ci pare o nelle false promesse. Che abbiamo per caso sviluppato una nuova forma di dipendenza? Si, proprio così. Ti alzi un giorno e senti che non è la stessa sensazione che provavi una volta, quando la casa si riempiva di mattina e il sapore della marmellata era migliore se arrichito con quello del burro. Quando la nonna faceva da mamma e nonno insegnava a scrivere... Perle di saggezza. Una volta quando il profumo dei fiori era più forte e le margherite erano più bianche; le primavere cariche di gioia e gli autunni tristi scenari di foglie ingiallite. In inverno faceva un freddo boia e la mamma ti incappucciava e ti metteva uno sciarpone gigantesco. L'estate passata a suon di gavettoni e nascondini. Una volta quando le giornate passavano fuori all'aria aperta, non finivano mai nemmeno dopo Bim Bum Bam e a scuola si andava senza telefono e lettore mp3. Bei tempi davvero... La rimembranza di tutto ciò mi ha portato a considerare una sorta di stop, cambiamento o deviazione della mia strada, che rimane pur sempre mia. Mi ha limitato a scrivere per poco tempo al giorno e a leggere per riscoprire il sapore della cultura come una volta, quando la scuola era presa da tutti più sul serio. Dormire di più e meglio riposa il mio stressato sistema nervoso e chissà, magari migliora anche le prestazioni. A pochi sarà capitato di confrontare le vecchie esperienze con quelle odierne, e chi per caso ci ha provato sa cosa ha sentito: forse nostalgia, forse rabbia, rancore, delusione. Io ho provato stupore. Stupore nel vedere come io sia cresciuto e cambiato, guidato dal mondo che non volevo e che mi ha adattato alle sue esigenze. Ora che da poco ho riaperto gli occhi sono stato capace di rigiudicare me stesso e capace di sapermi dire dov'è che sbaglio e dov'è che sono ok. Ma la collettività non è capace di affrontare i suoi ricordi e confrontarli con quelli nuovi, troppo impegnata nel lavoro e nella finta serietà imposta dalla legge. Non si ritrovano i valori morali della società ed il rispetto per il prossimo, non c'è più la paura del lavoro e l'entusiasmo dell'università. Affronto uno stereotipo, che appunto non comprende ogni individuo dal primo all'ultimo ma considera ciò che vivo a pelle, con esperienze assenti in attesa d'esser vissute. Il senso del discorso è acquisito quando parlo di valore morale, civile, del reciproco aiuto ed armonia; forse se ci fosse stata un po' più di sensibilità in ognuno di noi, certe parole avrebbero potuto smuovere qualcosa.

    Così, impotente nel fermare la progressiva distruzione dei valori, quindi di noi stessi, ho deciso di rivalutare a fondo ciò che ho imparato; come in un vecchio baule ripulire le pareti facendo tesoro delle vere necessità e scartando il futile. Rivalutare certi aspetti m'è sembrato forse strano, forse piacevole ed è la volontà che m'ha aiutato a rispolverare dolcezza, profondità e sentimento, dimenticati in un angolo della coscienza; valori feriti da ciò che le false leggi, i falsi amici e la società corrotta rendevao il me diverso dalla vera volontà di essere sè stesso.

    Chissà se tornare libero significherebbe rendersi ridicolo in una società inadatta? Chissà se queste righe scritte faticosamente sono veramente servite per un esame di coscienza? Il mio libretto di istruzioni è andato perduto (almeno credo...). Spero di poter riavere le forti emozioni piene e la libertà di esprimere tutto me, senza limitarne una virgola. Agitare bene, mettere in forno a duecentoventi gradi per venticinque minuti e lasciar riposare il tutto. Servire abbinato a una succosa bevanda fredda. Voi che ricetta avete?